Il giardino delle farfalle di Dot Hutchison – N. Compton

Il giardino delle farfalle è stato definito il thriller più terrificante dell’anno, sinistro come “Il silenzio degli innocenti”, accattivante come “Il collezionista di ossa”. E non si sono sbagliati.

SINOSSI

Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e… una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze… Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere…

RECENSIONE

“Il Giardino delle farfalle” è uscito oggi 15 giugno in tutti gli store, sia in ebook che in formato cartaceo. E’ un thriller, vi dico subito da non perdere, per una serie di ragioni che vi dirò in seguito. Intanto munitevi di money e acquistatelo. Lo consiglio anche ai deboli di cuore, anche ai lettori only pink e ai più scettici perché è una storia davvero bellissima, in cui l’adrenalina resta sempre a livelli massimi, senza perderne, nemmeno per un istante, il ritmo.

Quali sono dunque le ragioni che fanno di questo romanzo un imperdibile? Eccole:

  1. Innanzitutto perché è scritto magnificamente, con una narrazione fluida, scorrevole, incisiva, diretta ed inquietante, dando al thriller la giusta armonia cadenzata. L’uso della terza persona poi lo rende ancora più completo, permettendo all’autore di fornire una visione a 360 gradi dell’intera vicenda, della psicologia dei personaggi, dei dialoghi intriganti e talvolta enigmatici fra i personaggi che animano il libro.
  2. I personaggi, sono strutturati in maniera veritiera e realistica, oddio sono talvolta anche spaventosi per la dietrologia che li riguarda più da vicino. E la bellezza sta nell’incastro delle introspezioni di ciascuno di essi che, come fili di marionette si muovono tutte nello stesso teatrino.
  3. La relazione tra Maya e i due agenti Victor e Brandon, ovvero i protagonisti della storia, sono il successo di questo romanzo, in quanto, in contrapposizione quasi titanica si contendono lo stesso rompicapo, rispettivamente la prima è volta a imbrogliarlo ancor più, mentre i secondi intenzionati a sciogliere ogni nodo per giungere alla verità. Leggere i loro dialoghi e i rispettivi pensieri sarà per voi lettori un’esperienza unica.
  4. La storia, è bella, originale a suo modo, intrigante ed intricata. In una sola parola ti conquista. Non c’è null’altro da aggiungere. Un thriller va letto più che raccontato.
  5. Fa riflettere, e molto anche direi. Sul rapporto tra menti deboli e disperate ed aguzzini profittatori. Sul potere indiscutibile della violenza psicologica oltre che fisica, sull’efficacia di mezzi di persuasione atroci che spersonalizzano e annullano l’animo umano, rendendolo un caso incosciente, disperato e assoggettato al volere della mente perversa e criminale.
  6. E poi va letto già solo per scoprire chi sono le farfalle, che funzione hanno e che ruolo occupano nel disegno criminoso e peccaminoso del giardiniere.
  7. E poi in ultimo, ma non ultima ragione, appurare chi è Maya, da dove viene e dove sta andando. E’ una vittima anche lei o rappresenta qualcos’altro?

Leggetelo dunque.

xoxo Marylla

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