Recensione: La danza dei sette veli di L. C. Benedetti

Hola Trattine! Oggi Veronica ci parla del romanzo self “LA DANZA DEI SETTE VELI” di Laura Caterina Benedetti.

SINOSSI

“Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello”

Erodiade è una donna ambiziosa, volitiva e crudele. Sposata a un uomo che non ama, costretta a seguirlo in esilio, la donna decide di prendere in mano le sorti della propria vita: seduce il cognato Erode Antipa, da sempre follemente invaghito di lei, ne diventa l’amante e, in seguito, la moglie.
Trascorrono gli anni e la regina è pienamente soddisfatta: pur tra intrighi e pericoli di ogni sorta, ha ottenuto tutto ciò che il suo cuore desiderava per sé e per la figlia Salomè, una fanciulla che le assomiglia molto sia nell’aspetto sia nel carattere.
Un giorno, però, viene un profeta: si chiama Giovanni, battezza le folle con acqua e predica la conversione dei cuori. Quando il Battista si scaglia contro il rapporto d’adulterio tra Erode ed Erodiade, la donna giura a se stessa che nessuno, neppure l’uomo di Dio potrà distruggere quello che lei ha faticosamente conquistato.

Il brano evangelico che narra la morte di Giovanni il Battista evoca immagini tanto più possenti quanto più implicite: a partire dalla danza di Salomè e dal giuramento di Erode prende vita un romanzo in costume a tinte tragiche e oscure, sensuali e a tratti erotiche. La trama, simile a cerchi nell’acqua, si estende prima e dopo la vicenda del martirio.
Dal capriccio di due amanti fino al tremendo finale, una storia che si ispira alla Storia e la trasforma con l’immaginazione, aggiungendo colpi di scena e accadimenti inaspettati: amore e odio, inganno e passione, peccato e castigo, colpa e fatalità si intrecciano in un ritmo ossessivo, in un drammatico susseguirsi di eventi che lasceranno il Lettore senza fiato.

RECENSIONE

La danza dei sette veli, uscito lo scorso aprile in self publishing, è un romanzo davvero molto particolare.
Ho iniziato a leggerlo senza conoscere la trama, e dopo poche pagine sono corsa a farlo.
Pur avendo un’infarinatura generale sui Vangeli, sul momento infatti non avevo collegato che la storia narrata nel libro fosse da ricondursi al martirio di Giovanni Battista.
Ammetto che all’inizio ho un po’ faticato ad entrare nella storia, ma andando avanti ne sono rimasta affascinata.

Erodiade è una donna avida di potere e senza scrupoli, sposata ad un uomo che non ama, che decide di sedurre il cognato Erode Antipa per non condividere il destino del marito, condannato all’esilio.
Diventando dapprima l’amante di Erode Antipa, riesce poi a sposarlo e diventare la regina del suo regno. Le scene erotiche e sensuali, che narrano notte dopo notte la passione di questi due amanti, sono descritte in maniera particolarmente suggestiva.

Tuttavia, solo troppo tardi la regina Erodiade si renderà conto che quello che Erode Antipa prova per lei non è solo mero desiderio, bensì autentico amore, per il quale è disposto a fare tutto e a sopportare tutto.
Persino la richiesta di Salomè, la figlia che Erodiade ha avuto con il precedente marito, e che porterà alla decapitazione di Giovanni Battista.

La danza dei sette veli della fanciulla è una delle scene più poeticamente sensuali che io abbia mai letto. Sono stata tentata di riportarne un estratto, tuttavia non è ammissibile anticipare la scena che, a mio parere, è la più struggente dell’intero libro.
Non vi anticipo altro sulla trama, molti di voi sicuramente la conosceranno già per sommi capi o in maniera più approfondita, tuttavia a chi invece non conosce la vicenda nel dettaglio, come me prima della lettura, non voglio rovinare il piacere di queste pagine.

La scrittura di Laura Caterina Benedetti è chiara e poetica, perfettamente calata nel contesto storico in cui avvengono le vicende, così come le scene che descrive: sembra quasi di essere teletrasportati in un’altra epoca.

Inoltre trovo che la sua scelta di narrare una storia che vede come protagoniste Erodiade e Salomè, che hanno ispirato innumerevoli opere letterarie, cinematografiche e teatrali, sia stata una mossa davvero coraggiosa. A maggior ragione per il fatto che il romanzo risulta seducente e macabro, così come è giusto che sia per i suoi contenuti.

Vi lascio con le parole della stessa autrice, che nelle note finali spiega il motivo che l’ha portata a mettere del suo in questa tragica storia d’amore, inganno e pentimento:

“Il brano evangelico della decapitazione di Giovanni il Battista è stato la fonte d’improvvisa e inaspettata ispirazione per questa storia: come è accaduto ad altri artisti, la carica sensuale e tragica presente nella vicenda di Salomè ed Erodiade mi ha colpito al punto da volerla fare mia, quindi è stato necessario per me raccontarla”.

Veronica Palermo

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