“L’amore che ci manca” di Giulia Mancini

Benvenuti cari lettori a questa nuova recensione! Oggi parleremo di “l’amore che ci manca” di Giulia Mancini, quindi inziamo subito!

Trama:

76a77917-e91d-4642-94f8-f2f9c80dbdc4-1Si dice che la vita cominci a quarant’anni e potrebbe essere così per Linda Sarti che alle soglie dei quaranta sembra avere tutto quello che una donna possa desiderare: è bella, ha un marito che la ama, una figlia adolescente e un lavoro in cui si è pienamente realizzata.
Invece proprio nell’anno del suo quarantesimo compleanno tutte le sue certezze crollano: suo marito la lascia per inseguire un nuovo amore più giovane, sua figlia sempre più irrequieta nei suoi conflitti adolescenziali tende ad attribuirle l’origine di quel fallimento matrimoniale. Il suo lavoro forse non costituisce quello che lei davvero desiderava ed è diventato fonte di enormi responsabilità e preoccupazioni che la schiacciano ogni giorno di più.
Dopo due anni Linda, che nel frattempo ha cercato di riorganizzarsi l’esistenza, non è affatto soddisfatta di come è diventata la sua vita che ha assunto quasi la forma di un’oppressione quotidiana. E poi un giorno al lavoro accade qualcosa di talmente grave che la costringe a riflettere su quello che davvero vuole realizzare nella sua vita.
Si aggiunge a questo momento di grande confusione la malattia di sua zia, importante figura familiare rimastale dopo la morte dei suoi genitori, e Linda lascia momentaneamente il lavoro per cercare di aiutarla in questo difficile momento. Torna nel paese natale e incontra Giulio, l’amore della sua giovinezza, il ragazzo che ha amato disperatamente per cinque anni. Rivederlo riaccende in lei i ricordi e quell’amore che credeva dimenticato.
Anche Giulio sembra cambiato. Inaspettatamente le riserva tutte quelle attenzioni che un tempo evitava, perché allora l’aveva lasciata? Cosa era successo anni prima? Perché all’improvviso sembra non poter più fare a meno di lei? Linda è costretta a tornare con la mente agli anni in cui viveva lì e al punto in cui ha fatto determinate scelte tra cui quella di partire. La sua permanenza forzata in quel luogo diventa un viaggio interiore alla scoperta di se stessa e anche di risposte che allora erano rimaste sospese.

Ci sono amori che restano fermi nel tempo, incompiuti e irrisolti. Possono tornare nella memoria come un alito di vento e sfiorarci appena per un momento o possono riesplodere impetuosi come un temporale d’estate.
«Non lo sapevo che quello che provavo era amore. Non sapevo che non avrei più provato lo stesso, dopo di te.»

Recensione:

Giulia Mancini ha un modo di scrivere scorrevole e leggero, ma che riesce comunque a coinvolgerti al punto da divorare le pagine e dimenticare del tempo che passa. Ho apprezzato le sue capacità descrittive e il modo di introdurre un nuovo capitolo che non fosse banale o troppo simile a quello precedente. Non so voi, ma per me l’inizio di un capitolo è sempre la parte più tragica!

Linda è una donna che ha da poco divorziato con il marito, ha una figlia adolescente e un imprevisto che la porta a lascare Bologna. In questo soggiorno fuori da casa si ritrova a incontrare nuovamente Giulio, l’uomo che ha amato e che non vede da parecchi anni. Giulio è cambiato, ha una moglie e due figli… ma non ha smesso di pensare a Linda, proprio come lei non ha smesso di pensare a lui.

Di questo romanzo ho apprezzato molto i flashback, che portavano indietro al momento in cui i due condividevano qualcosa di molto più profondo di un’amicizia, un sentimento che non è cambiato nel tempo. Tuttavia, mi sarebbe piaciuto leggere anche capitoli che fossero più distaccati dalla situazione dei due protagonisti, capitoli che variassero su altre abitudini o giornate in modo da non sembrare troppo ripetitivo nelle azioni. Adoro quelle storie che un po’ di fanno desiderare il prossimo incontro e te lo fanno aspettare / quasi / con ansia. Purtroppo in questo romanzo non ho sentito questa attesa che mi piace molto. Avrei anche evitato alcuni clichè, ma tutto sommato la storia mi è piaciuta.

Quindi, per le capacità della scrittrice e per capitoli che ho apprezzato di più rispetto ad altri, lascio a “l’amore che ci manca” quattro stelle!

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