Un amore chiamato “Zii”.

Una parola che racchiude tutto l’amore possibile che un bimbo possa ricevere? La conoscete? Io si, questa parola è formata da tre lettere: ZIA/ZIO.

Gli zii sono il perfetto esempio di un distributore di amore smisurato verso i nipoti. Questo vale per i nipoti, perché per noi genitori gli zii sono il reale esempio di negatività.

Loro sono i distruttori dell’educazione che adottiamo con i nostri figli, loro sono la tentazione dei nostri figli, sono coloro che insegnano ai nostri figli canzoni, parolacce, facce alla Barbara D’urso. Loro sono i migliori selfisti d’Italia quando sono insieme ai nostri figli, loro sono l’istigazione alla violenza quando danno il loro cellulare ai nostri figli per guardare youtube, loro sono quelli che ci fanno rimpiangere il fatto di non essere figli unici. Per gli zii i nipoti sono il loro tempio di adorazione, sono il centro del loro universo, sono la loro occasione per tornare bambini e fare tutto quello che non hanno fatto nella loro infanzia e i nostri figli a loro volta ricambiano il loro affetto verso gli zii. Quando ci sono gli zii nei paraggi per i nostri figli non esiste altro Dio all’infuori di loro.

Riguardo la mia esperienza personale posso confermare che le mie sorelle donano a mio figlio un amore smisurato, e per quanto a volte il mio sistema nevoso abbia dei crolli a causa loro, mio figlio le adora. Ama essere rincorso dalle zie, ama fare il dispettoso con le zie, ama andare al parco con loro, ama colorare con loro, le ama come solo un bimbo può amare.

lo so genitori, a volte abbiamo quella piccola e sottile voglia di cambiare Stato e numero di telefono pur di non farci rintracciare da loro, perché sappiamo benissimo che i nostri figli diventeranno dei selvaggi, ma forse è meglio così. Noi siamo i genitori e nel bene o nel male a volte dobbiamo essere severi e per questo ci sono gli zii a colmare quei pochi momenti di severità che noi genitori dobbiamo adottare con i nostri figli.

Quindi cari genitori, facciamo si che i nostri figli mandino all’esasperazione i nostri fratelli, sorelle e cognati, vedetela dal lato positivo, loro arriveranno stremati a fine giornata e noi potremmo dire: “ma zia/o vuole ancora giocare con te!”.

 

Carmela Corrieri

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