Muta autunnale di cani e gatti: perché perdono più pelo, come aiutarli durante il cambio del mantello e quali segnali non vanno confusi con una normale muta stagionale

Arriva l’autunno e, quasi senza preavviso, il pelo comincia a comparire ovunque: sul divano, sui vestiti, negli angoli della casa e spesso anche tra le dita dopo una semplice carezza. Nei cani con un sottopelo abbondante può staccarsi addirittura a ciuffi, mentre alcuni gatti sembrano lasciare una piccola nuvola di pelo a ogni passaggio. Per quanto possa sembrare eccessiva, in molti animali questa perdita fa parte della normale muta autunnale.

Gatto accanto a una persona che rimuove i peli dai pantaloni con un rullo adesivo
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Il mantello di cani e gatti non rimane identico durante tutto l’anno. Fotoperiodo, temperatura, genetica, tipo di pelo e vita prevalentemente all’aperto o in casa influenzano il ciclo del follicolo. In autunno molti animali eliminano parte del mantello precedente mentre si prepara quello più adatto ai mesi freddi. Il fenomeno può essere particolarmente evidente nei soggetti dotati di doppio mantello, ma intensità e durata cambiano enormemente da un animale all’altro.

Il punto importante è distinguere una normale perdita stagionale di pelo da qualcosa che merita attenzione. La muta, infatti, non dovrebbe lasciare chiazze prive di pelo né accompagnarsi a lesioni cutanee, prurito intenso, arrossamenti o un evidente peggioramento della qualità del mantello. Spazzolare di più può rendere questo periodo molto più gestibile, ma osservare pelle e pelo mentre lo facciamo è altrettanto importante.

Muta autunnale: cosa sapere subito

  • Cani e gatti possono perdere più pelo in autunno come parte del naturale ricambio del mantello.
  • Il fenomeno è spesso più evidente negli animali con un sottopelo fitto e in quelli maggiormente esposti alle variazioni stagionali di luce e temperatura.
  • Gli animali che vivono prevalentemente in casa possono perdere pelo in modo più costante durante tutto l’anno.
  • La spazzolatura regolare aiuta a rimuovere il pelo morto prima che finisca su mobili, tessuti o venga ingerito dal gatto durante la toelettatura.
  • Chiazze senza pelo, prurito marcato, croste, arrossamento o perdita di pelo molto localizzata non dovrebbero essere attribuiti automaticamente alla muta.

Perché cani e gatti fanno la muta in autunno?

Il pelo attraversa un proprio ciclo di crescita, riposo e ricambio. Nei mammiferi questo processo è influenzato da diversi fattori e tra quelli ambientali ha un ruolo importante il fotoperiodo, cioè la durata delle ore di luce nell’arco della giornata.

Quando tra fine estate e autunno le giornate si accorciano e le temperature iniziano a cambiare, molti animali modificano progressivamente il mantello. Il pelo estivo viene sostituito e, nelle razze che lo prevedono, aumenta la componente capace di garantire maggiore isolamento durante i mesi freddi.

Il processo non consiste quindi semplicemente nel “perdere il pelo perché arriva l’inverno”. Il mantello è una struttura dinamica e la caduta del pelo vecchio accompagna la crescita e il ricambio di quello nuovo.

Cos’è la muta?

La muta è il naturale ricambio del mantello. Il pelo vecchio raggiunge la fine del proprio ciclo e viene perso mentre nuovi peli crescono dai follicoli. In molte razze il fenomeno presenta picchi stagionali soprattutto in primavera e in autunno.

Muta autunnale del cane: quando si verifica?

Nel cane il ricambio stagionale può diventare evidente tra la fine dell’estate e l’autunno inoltrato, ma non esiste una data identica per tutti. Un cane che vive buona parte della giornata all’esterno percepisce in modo più netto le variazioni di luce e temperatura rispetto a un animale che trascorre quasi tutto il tempo in un ambiente domestico riscaldato e illuminato artificialmente.

Anche la razza conta moltissimo. I cani con un doppio mantello possiedono peli di copertura e un sottopelo più fine e fitto con funzione isolante. In questi soggetti il ricambio può essere impressionante: passando una mano sul mantello possono staccarsi ciuffi che sembrano sproporzionati rispetto alle dimensioni dell’animale.

Husky, Malamute, Pastore Tedesco e diversi retriever sono esempi di cani nei quali il sottopelo può rendere particolarmente evidente la muta stagionale. Altre razze presentano invece un ricambio meno spettacolare oppure un pelo che cresce secondo modalità differenti.

Tutti i cani perdono molto pelo in autunno?

No. La quantità di pelo che ritroviamo in casa dipende dalla struttura del mantello, dalla genetica e dalle condizioni in cui vive il cane.

Alcune razze perdono pelo durante tutto l’anno con picchi stagionali più marcati. Altre hanno una crescita del pelo più continua e una dispersione molto meno evidente, pur richiedendo spesso toelettature e tagli regolari.

Questo spiega perché confrontare due cani diversi può essere fuorviante. Un soggetto che riempie la spazzola ogni giorno può trovarsi nel pieno di una muta assolutamente fisiologica, mentre in un altro cane una perdita molto più modesta ma localizzata potrebbe meritare maggiore attenzione.

Cane Corgi accanto a una grande quantità di pelo rimosso con le spazzole durante la muta autunnale.
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Muta autunnale del gatto: perché può sembrare infinita?

Nel gatto il fenomeno è simile, ma la vita domestica può modificarne parecchio la percezione. I gatti che vivono maggiormente all’esterno e sono esposti alle normali variazioni climatiche possono mostrare cicli stagionali più evidenti, mentre molti gatti indoor perdono piccole quantità di pelo durante tutto l’anno.

Riscaldamento, temperatura domestica relativamente stabile e illuminazione artificiale possono attenuare la netta separazione tra mantello estivo e invernale. Per questo non è insolito avere l’impressione che il gatto sia “sempre in muta”, con un incremento più evidente in alcuni periodi.

La situazione diventa particolarmente visibile nei gatti a pelo lungo e nei soggetti dotati di un sottopelo abbondante, perché il pelo morto può rimanere intrappolato nel mantello anziché cadere subito sul pavimento.

Quanto dura la muta di cani e gatti in autunno?

Non esiste una durata universale da considerare normale. Il ricambio può concentrarsi nell’arco di alcune settimane oppure distribuirsi più gradualmente, soprattutto negli animali che vivono prevalentemente in casa.

Razza, età, clima, temperatura degli ambienti domestici, ore trascorse all’aperto e struttura del mantello influenzano tutti la durata percepita della muta.

Più che aspettarsi che il fenomeno finisca in un numero preciso di giorni, è utile osservare come sta cambiando il mantello. Una perdita diffusa accompagnata da una pelle apparentemente sana e da ricrescita uniforme è molto diversa dalla comparsa progressiva di zone diradate o completamente prive di pelo.

Quanto pelo è “troppo”?

La quantità da sola non basta per capirlo. Durante una muta intensa un animale con molto sottopelo può perdere grandi quantità di pelo senza sviluppare zone nude. Sono soprattutto distribuzione della perdita, condizioni della pelle, presenza di prurito e modifiche del mantello a indicare quando è opportuno approfondire.

Come capire se il cane sta facendo la muta o sta perdendo pelo in modo anomalo?

Una normale muta tende a interessare il mantello in maniera abbastanza diffusa. Il pelo viene sostituito, ma la cute non dovrebbe rimanere esposta in zone che prima erano normalmente coperte.

Meritano invece attenzione alcuni cambiamenti:

  • comparsa di chiazze senza pelo;
  • diradamento molto evidente in zone precise;
  • prurito insistente;
  • leccamento, mordicchiamento o grattamento continuo;
  • pelle molto arrossata;
  • croste, pustole o lesioni;
  • forfora molto abbondante comparsa improvvisamente;
  • odore cutaneo insolito;
  • mantello diventato opaco o fragile;
  • cambiamenti generali come perdita di peso, forte stanchezza o alterazioni dell’appetito.

In questi casi “è il periodo della muta” rischia di diventare una spiegazione troppo comoda. Parassiti, allergie, infezioni cutanee e diverse condizioni dermatologiche o sistemiche possono causare perdita di pelo e necessitano di una valutazione veterinaria.

Durante la spazzolatura vale quindi la pena osservare anche la cute. È lo stesso principio che utilizziamo quando controlliamo regolarmente orecchie, zampe e denti: la routine di cura diventa anche un’occasione per accorgersi prima di qualcosa che sta cambiando.

Come capire se il gatto perde pelo per la muta o per un problema?

Nel gatto la distinzione può essere meno immediata perché la toelettatura occupa una parte importante della giornata. Il gatto può rimuovere autonomamente molto pelo e, quando comincia a leccarsi più del normale, il proprietario può accorgersene soltanto dopo la comparsa di un’area diradata.

Un mantello che perde pelo in modo uniforme, senza lesioni o zone nude, può essere compatibile con il normale ricambio. Se invece compaiono aree in cui il pelo sembra rasato, spezzato o completamente assente, è opportuno approfondire.

Pulci, allergie, prurito, dolore e comportamenti di grooming eccessivo possono avere manifestazioni simili agli occhi di chi vive con il gatto. Osservare soltanto quanto pelo rimane sulla coperta, quindi, non è sufficiente.

La muta non dovrebbe creare chiazze nude

Una perdita stagionale anche abbondante può essere fisiologica, ma la comparsa di alopecia, lesioni, croste o prurito importante richiede un’attenzione diversa. Se il mantello cambia in modo evidente, il veterinario può distinguere il normale ricambio da una causa dermatologica o sistemica.

Spazzolare cane e gatto durante la muta: quanto spesso?

La spazzolatura è l’intervento più semplice e utile durante il cambio del mantello. Rimuove il pelo già staccato prima che cada in casa, limita la formazione di nodi e permette di controllare con maggiore attenzione le condizioni della pelle.

La frequenza deve però essere adattata al tipo di pelo. Un cane a pelo corto con poco sottopelo ha esigenze diverse da un Pastore Tedesco nel pieno della muta; allo stesso modo, un gatto a pelo lungo può richiedere attenzioni quotidiane che non sono necessarie per tutti i gatti a pelo corto.

Nei periodi di ricambio intenso alcuni animali con doppio mantello possono beneficiare di una spazzolatura quotidiana, purché vengano utilizzati strumenti corretti e senza esercitare una pressione aggressiva sulla pelle.

Quale spazzola usare durante la muta?

Non esiste una spazzola universalmente migliore. Lo strumento va scelto in funzione di lunghezza, densità e struttura del mantello.

Tra quelli più utilizzati ci sono:

  • spazzole con setole, adatte soprattutto a mantelli che richiedono una rifinitura delicata;
  • cardatori, utili in diversi tipi di pelo per rimuovere peli morti e piccoli nodi;
  • pettini a denti più o meno larghi, importanti soprattutto nei mantelli lunghi;
  • rastrelli per sottopelo, progettati per raggiungere lo strato più interno nei cani che ne possiedono molto.

Gli strumenti deshedding richiedono particolare attenzione: utilizzarli con troppa frequenza, pressione o insistenza può irritare la cute o rimuovere pelo sano insieme a quello morto. Se non sappiamo quale scegliere per il mantello del nostro animale, una toelettatura professionale può essere utile anche semplicemente per imparare la tecnica corretta.

Come spazzolare senza irritare la pelle

Una buona spazzolatura non dovrebbe diventare una lotta né lasciare la pelle arrossata. È preferibile procedere su piccole zone, seguendo la direzione del pelo e prestando particolare attenzione ai punti in cui tende a formare nodi: dietro le orecchie, ascelle, interno delle zampe, petto e coda possono essere critici in alcune razze.

I nodi molto aderenti alla pelle non dovrebbero essere tagliati con forbici improvvisando, perché è facile coinvolgere accidentalmente la cute. Quando il mantello è infeltrito o presenta nodi estesi, toelettatore e veterinario rappresentano una scelta decisamente più sicura.

Fare il bagno al cane durante la muta aiuta?

Un bagno eseguito correttamente può contribuire a rimuovere sporco e parte del pelo già morto, soprattutto nei cani con sottopelo abbondante. Questo non significa però che più bagni accelerino necessariamente la muta.

La frequenza ideale dipende dal tipo di mantello, dallo stile di vita e dalle condizioni della pelle. Lavaggi eccessivi o prodotti non adatti possono alterare la barriera cutanea e favorire secchezza o irritazione.

Uno shampoo formulato per cani è preferibile ai detergenti destinati alle persone, perché pelle umana e pelle canina hanno caratteristiche differenti. In presenza di allergie o patologie dermatologiche, frequenza e prodotto dovrebbero essere indicati dal veterinario.

Il gatto va lavato durante la muta?

Nella maggior parte dei gatti sani il bagno non rappresenta il cardine della gestione della muta. Il gatto dedica già molto tempo alla propria pulizia e la spazzolatura regolare è generalmente molto più utile per rimuovere il pelo morto.

Esistono eccezioni legate a condizioni particolari, tipo di mantello o indicazioni veterinarie, ma lavare frequentemente un gatto soltanto perché perde pelo non è una strategia necessaria nella maggior parte delle situazioni.

Muta del gatto e boli di pelo

Quando perde molto pelo, il gatto ne ingerisce inevitabilmente una parte durante la normale toelettatura. Gran parte passa attraverso l’apparato digerente, mentre una quota può aggregarsi nello stomaco e contribuire alla formazione delle cosiddette palle di pelo o tricobezoari.

Spazzolare regolarmente riduce la quantità di pelo libero che l’animale può ingerire e diventa quindi particolarmente utile nei periodi di muta e nei gatti a pelo lungo.

Episodi occasionali possono capitare, ma vomito frequente, conati ripetuti senza espulsione, perdita di appetito, stitichezza o malessere non dovrebbero essere considerati automaticamente normali “problemi da pelo”.

Alimentazione e muta: il cibo può ridurre la perdita di pelo?

Il mantello è strettamente legato allo stato generale dell’animale e un’alimentazione completa ed equilibrata fornisce proteine, acidi grassi, vitamine e minerali necessari anche alla salute della cute e del pelo.

Questo non significa che esista un alimento capace di bloccare una muta stagionale fisiologica. Se il pelo sta completando il proprio ciclo naturale, deve essere sostituito.

Il discorso cambia in presenza di un’alimentazione inadeguata o di una condizione che interferisce con l’assorbimento e l’utilizzo dei nutrienti. In questi casi il problema va individuato, non coperto aggiungendo casualmente integratori alla ciotola.

Servono integratori per il pelo durante la muta?

Prodotti contenenti acidi grassi, vitamine, biotina o altri nutrienti vengono spesso proposti come soluzione alla caduta del pelo, ma un cane o un gatto che segue una dieta completa e adeguata potrebbe non avere alcuna necessità di integrarli.

La presenza di una muta abbondante, da sola, non dimostra l’esistenza di una carenza nutrizionale.

Prima di aggiungere integratori è quindi preferibile confrontarsi con il veterinario, soprattutto se l’animale segue già un alimento completo o assume farmaci. Anche i nutrienti utili possono essere somministrati in quantità inappropriate.

La muta non va “fermata”

Se il ricambio è fisiologico, l’obiettivo non è impedire al pelo di cadere. È accompagnare il processo con una buona cura del mantello e accorgersi se, insieme alla perdita, compaiono segnali che non appartengono a una normale muta stagionale.

Muta e parassiti: attenzione a non confondere le due cose

L’autunno non rende improvvisamente impossibile incontrare pulci e zecche. Temperature miti, ambienti domestici riscaldati e differenze climatiche tra le diverse aree d’Italia fanno sì che la gestione dei parassiti non possa essere basata soltanto sul calendario.

Un cane che si gratta molto mentre perde pelo potrebbe quindi non essere semplicemente “in muta”. La stessa attenzione vale per la presenza di crosticine, irritazioni e piccoli punti scuri tra il pelo.

Abbiamo approfondito i segnali e le principali differenze nel nostro contenuto dedicato ai parassiti che possono interessare il cane e ai sintomi con cui possono manifestarsi: la prevenzione va sempre concordata in base all’animale e al rischio reale.

Il cambio di stagione può stressare cane e gatto?

Con l’autunno non cambia soltanto la luce. Per molte famiglie cambiano improvvisamente anche gli orari: finiscono le ferie, riprendono lavoro e scuola e l’animale può passare da giornate trascorse quasi sempre in compagnia a molte più ore di solitudine.

Questo non provoca la normale muta stagionale, ma può modificare alcuni comportamenti. Un cane particolarmente sensibile alla nuova routine può mostrare agitazione o difficoltà nel gestire le separazioni; alcuni gatti possono invece aumentare il grooming in situazioni di disagio.

Per questo, quando il leccamento diventa insistente e il pelo comincia a diradarsi in zone precise, è importante non arrivare direttamente alla conclusione che sia “stress”. Prima vanno escluse cause mediche, dermatologiche e dolorose.

Nel cane, cambiamenti di postura, comportamento, sonno o interazione possono essere letti insieme ad altri segnali: riconoscere quando una variazione della routine sta diventando davvero difficile da gestire aiuta a non confondere fenomeni diversi.

Perché gli animali che vivono in casa possono perdere pelo tutto l’anno?

La stagionalità del mantello è influenzata anche dalla quantità di luce e dalla temperatura ambientale. Un animale che vive all’aperto sperimenta una differenza molto marcata tra le giornate estive e quelle invernali; in appartamento questa variazione viene attenuata.

Riscaldamento, climatizzazione e luce artificiale creano condizioni relativamente costanti durante molti mesi dell’anno. Di conseguenza alcuni cani e gatti possono presentare un ricambio più continuo, pur mantenendo periodi in cui la perdita diventa più evidente.

Non è quindi contraddittorio che un gatto indoor lasci pelo sul divano anche a gennaio o che un cane perda una certa quantità di mantello in piena estate. Il ciclo non si interrompe completamente tra una muta stagionale e l’altra.

La muta cambia con l’età?

Cuccioli, adulti e animali anziani non hanno necessariamente lo stesso mantello né la stessa dinamica di ricambio. Nei giovani può esserci anche la sostituzione del pelo da cucciolo con quello adulto, mentre nell’animale anziano eventuali modifiche della qualità del mantello vanno interpretate nel contesto generale della salute.

Se un cane o un gatto senior comincia improvvisamente a perdere molto più pelo rispetto agli anni precedenti, soprattutto insieme ad altri cambiamenti, non conviene presumere che sia soltanto una muta diventata più intensa con l’età.

Bisogna tosare il cane per aiutarlo durante la muta?

In generale, tosare a pelle un cane con doppio mantello non è un metodo per risolvere la muta. Il pelo svolge funzioni di protezione e isolamento e la gestione corretta dipende dalla struttura del mantello.

Rimuovere il sottopelo morto con strumenti adeguati è molto diverso dal rasare il cane. In alcune razze una tosatura drastica può inoltre alterare per lungo tempo la ricrescita e l’aspetto del mantello.

Esistono ovviamente situazioni mediche o necessità specifiche in cui il veterinario può richiedere di rasare una zona. Fuori da questi casi, la scelta dovrebbe essere valutata con un professionista che conosca il tipo di pelo.

Doppio mantello e tosatura non sono sinonimi di comfort

Eliminare drasticamente il pelo non sostituisce una corretta rimozione del sottopelo morto. Prima di tosare un cane con mantello doppio è preferibile confrontarsi con veterinario o toelettatore qualificato.

Come gestire tutto il pelo in casa durante la muta

Quando la muta è intensa, la differenza più evidente non si vede sull’animale ma sul pavimento. Inseguire ogni singolo pelo durante la giornata diventa rapidamente frustrante; è molto più efficace intervenire alla fonte e costruire una routine semplice.

Spazzolare l’animale regolarmente in una zona facile da pulire riduce la quantità di pelo che verrà dispersa nelle ore successive. Su divani e poltrone possono essere utili rivestimenti lavabili, soprattutto nei periodi di picco, mentre aspirare con una certa frequenza impedisce ai peli di accumularsi negli angoli e sotto i mobili.

Anche la manutenzione dei tessili conta. Coperte, cucce e rivestimenti utilizzati quotidianamente trattengono una quantità notevole di pelo morto e diventano più semplici da gestire se possono essere lavati con regolarità.

È normale che il cane perda pelo a ciuffi?

Nei cani con molto sottopelo, durante la cosiddetta “esplosione” del mantello stagionale può accadere che il pelo morto si stacchi in ciuffi, soprattutto sui fianchi, sul posteriore e intorno al collo.

Il dettaglio che conta è ciò che rimane sotto. Se, rimuovendo delicatamente il sottopelo ormai staccato, il mantello appare uniforme e la pelle è sana, il fenomeno può essere compatibile con la muta. Se il ciuffo lascia invece una zona glabra, irritata o lesionata, la situazione cambia.

È normale che il gatto perda tantissimo pelo quando viene accarezzato?

Durante un periodo di ricambio intenso può bastare una carezza contropelo per riempirsi la mano di peli. Nei gatti con sottopelo fitto il fenomeno può essere particolarmente evidente.

Anche in questo caso la quantità visibile è meno importante dell’aspetto complessivo del gatto. Un mantello pieno e uniforme, cute sana e assenza di prurito sono elementi molto diversi da aree diradate, pelo spezzato o leccamento compulsivo.

Quando portare cane o gatto dal veterinario per la perdita di pelo

La muta autunnale è comune, ma non deve diventare l’etichetta con cui giustificare qualsiasi cambiamento del mantello per tre mesi.

Una valutazione veterinaria è particolarmente indicata quando compaiono:

  • chiazze completamente prive di pelo;
  • perdita molto localizzata o asimmetrica;
  • prurito persistente o intenso;
  • croste, ferite o secrezioni;
  • pelle molto arrossata o maleodorante;
  • forfora o untuosità comparsa improvvisamente;
  • leccamento insistente di una zona;
  • cambiamenti significativi dell’appetito o del peso;
  • stanchezza o comportamento insolito;
  • una perdita di pelo molto diversa rispetto alle mute precedenti.

Il veterinario potrà valutare cute, mantello, eventuali parassiti e stato generale e stabilire se servano ulteriori accertamenti.

Un criterio semplice per orientarsi

La normale muta sostituisce il pelo; una patologia può modificare anche pelle, distribuzione del mantello e comportamento dell’animale. Se insieme ai peli sul pavimento notiamo qualcos’altro che prima non c’era, vale la pena approfondire.

Come accompagnare cane e gatto durante la muta autunnale

Gestire bene questo periodo richiede meno prodotti di quanto la quantità di pelo sul divano possa far pensare. Una spazzola adeguata, una routine costante e qualche minuto per osservare la cute sono spesso molto più utili di una serie di rimedi scelti nel tentativo di “bloccare” la caduta.

Le esigenze cambiano con il mantello. Un gatto a pelo lungo può aver bisogno di una spazzolatura quotidiana, un cane con doppio mantello può richiedere sessioni frequenti durante il picco, mentre un animale a pelo corto potrebbe essere gestito con interventi meno ravvicinati.

Anche quando cambiano le stagioni, inoltre, la cura dell’animale non riguarda soltanto il pelo. Luce, temperature, parassiti, attività all’aperto e routine domestica cambiano insieme. Lo stesso principio vale nel passaggio opposto dell’anno, quando è utile riadattare gradualmente alcune attenzioni all’arrivo della stagione più mite.

Domande frequenti sulla muta autunnale di cani e gatti

Quando inizia la muta autunnale del cane?

Può diventare più evidente tra fine estate e autunno, ma periodo e intensità variano in funzione di razza, mantello, clima, fotoperiodo e stile di vita. Nei cani che vivono prevalentemente in casa la perdita può essere più distribuita durante l’anno.

Quanto dura la muta autunnale del cane?

Non esiste una durata uguale per tutti. In alcuni cani il picco si concentra nell’arco di alcune settimane, mentre in altri il ricambio è più graduale. Tipo di mantello e condizioni ambientali incidono molto.

In autunno anche il gatto perde più pelo?

Sì, alcuni gatti mostrano un ricambio stagionale più intenso in autunno. Nei gatti che vivono esclusivamente o prevalentemente in casa, tuttavia, la perdita può proseguire a livelli più bassi durante tutto l’anno.

È normale che il cane perda il pelo a ciuffi?

Nei cani con sottopelo abbondante può accadere durante una muta intensa. Non dovrebbe però comparire una vera chiazza priva di pelo né una zona cutanea irritata o lesionata.

Quante volte bisogna spazzolare il cane durante la muta?

Dipende dal tipo di mantello. Nei cani con doppio mantello può essere utile anche una spazzolatura quotidiana durante il picco, mentre altri soggetti richiedono una frequenza inferiore.

Quante volte bisogna spazzolare il gatto durante la muta?

I gatti a pelo lungo possono aver bisogno di spazzolature quotidiane per limitare nodi e pelo ingerito. Nei gatti a pelo corto la frequenza può essere minore e va adattata al singolo animale.

Gli integratori fermano la muta?

No. Una muta fisiologica è un naturale processo di ricambio del mantello e non deve essere bloccata. Gli integratori possono avere indicazioni specifiche, ma non vanno utilizzati automaticamente soltanto perché l’animale perde più pelo in autunno.

Quando la perdita di pelo non è più una normale muta?

Chiazze glabre, perdita localizzata, forte prurito, arrossamenti, croste, lesioni o un cambiamento importante della qualità del mantello sono segnali che meritano una valutazione veterinaria.

La quantità di pelo sul divano racconta solo una parte della storia

Durante la muta autunnale del cane e del gatto può sembrare che ogni spazzolata produca abbastanza pelo per un secondo animale. Nei soggetti con un sottopelo importante è perfettamente possibile che il ricambio sia molto evidente e che, contemporaneamente, il mantello rimanga sano e uniforme.

È proprio questa la distinzione più utile da ricordare. La muta fisiologica può essere abbondante, fastidiosa da gestire e sorprendentemente lunga, ma resta un processo di sostituzione. Quando invece compaiono zone nude, prurito, lesioni o un cambiamento netto rispetto a ciò che osserviamo normalmente nel nostro animale, non è la stagione a doverci fornire la diagnosi.

Una spazzola utilizzata bene, una dieta adeguata, controlli regolari della pelle e un po’ più di pazienza con l’aspirapolvere sono spesso tutto ciò che serve per attraversare il ricambio autunnale. Il pelo tornerà inevitabilmente sul maglione preferito, ma almeno sapremo riconoscere quando è soltanto autunno e quando vale la pena guardare più da vicino.

Fonti veterinarie

Il ricambio del mantello e la sua relazione con fotoperiodo e stagioni sono descritti nel MSD Veterinary Manual. Per la gestione della muta e la cura del mantello sono stati consultati anche gli approfondimenti veterinari di VCA Animal Hospitals dedicati al cane e alla cura del mantello nel gatto.