Palla al centro, squadre schierate, fischio d’inizio e partono gli Europei 2016 anche per la Nazionale Italiana di Conte. Inaugurazione più che convincente per una formazione che all’inizio destava non pochi dubbi. Non erano solo i convocati in Francia a separare l’opinione dei migliaia di ct domestici seduti in poltrona davanti alla tv; gli undici in campo, oggi, turbavano gli animi, spaventavano chi si era affezionato alla grinta di Zaza, ai movimenti di El Shaarawy, ai dialoghi con Immobile.

Foto di ilpost.it
Foto di ilpost.it

Eppure, dopo qualche incertezza, il 2 a 0 l’hanno portato a casa con non troppa fatica ma con tanta grinta. Sono partiti con forza, aggressivi, costruendo bene sin dal primo minuto ma perdendo palla con facilità, una volta giunti in attacco. Arrivavano ad un passo dal concretizzare una buona intuizione ma si perdevano con un passaggio confuso. Dovevano carburare e l’hanno fatto abbastanza bene, chi più chi meno. Abbiamo assistito ad una prestazione impeccabile di Bonucci, che si muoveva abilmente e con sicurezza disarmante dalla difesa al centro campo dove in un paio di occasioni importanti ha saputo fare gioco, costruire azioni e gestire i movimenti. Prezioso in area, vicino Buffon, a deviare qualche tiro pericoloso, a riprendere il possesso andando dritto sulla palla, pulito, senza sfiorare gli avversari. Prezioso al 32′ quando ha servito un passaggio perfetto, dritto sui piedi di Giaccherini che si è mosso bene sulla linea del fuorigioco, ha stoppato perfettamente ed ha mantenuto la calma davanti ad un bravissimo Courtois, ispirato un po’ dall’inizio degli Europei, un po’ dalla presenza di Conte, suo futuro allenatore. E il secondo goal è arrivato in tempo per riscattare Pellè dopo una prestazione per niente brillante. Di occasioni sprecate, poi, ad ogni partita se ne contano tante; così come si contano episodi da rivendicare ad un arbitraggio che in questa partita ha deciso di esser “all’inglese” solo a metà. Ma questa può esser la dimostrazione del fatto che una squadra vincente è superiore alle incompetenze arbitrali, che una squadra vincente porta a casa il risultato nonostante lunghissimi minuti di sofferenza; una squadra vincente, lotta fino all’ultimo minuto e fino all’ultima partita. Vinceremo ancora? Passeremo il turno? Non possiamo saperlo, ma quel che conta è che questa Italia può essere competitiva. Non ci resta che mettere il pallone al centro, aspettare il prossimo fischio d’inizio e continuare a giocare, a sudare, e perché no, a buttare sangue in campo! Conte sa dare l’esempio.

 

Alla prossima!

Alessia Di Maria

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *