Per la prima volta, abbiamo deciso di improntare questo viaggio completamente sui gusti dei nostri bambini. Abbiamo quindi evitato le passeggiate interminabili che caratterizzano, normalmente, le nostre visite alle città europee e abbiamo puntato sulle numerose attrazioni che caratterizzano la città di Copenhagen.

Abbiamo fatto bene o male? Vi racconto com’è andata nei nostri tre giorni e sarete voi a tirare le somme!

Siamo partiti alle quattro del mattino da casa per prendere il volo più economico. EasyJet è una compagnia davvero abbordabile e le sedute sono davvero confortevoli, ma ha degli orari piuttosto scomodi. Il volo (compreso quello di ritorno, preso per un soffio) è andato liscissimo, grazie anche alle Busy Bag preparate per i nostri bimbi che, tra gioco e dormite, sono stati due angeli.

Alloggio Low-cost e Trasporti:

Abbiamo scelto, per risparmiare, di dormire fuori Copenaghen (dove i prezzi sono abbondantemente più bassi, fino anche a più della metà) e non ci siamo pentiti di questa scelta. I trasporti danesi sono puntuali e funzionali e, nonostante la zona fosse estrema periferia, non abbiamo percepito alcuna sensazione di disagio o di preoccupazione, neppure tornando a tarda sera.

Prima di partire avevamo acquistato la Copenhagen Card, il che ci ha permesso di muoverci con tutti i mezzi pubblici, facendoci risparmiare parecchio tempo. E, con la stessa Card (una card vale per un adulto e due bambini sotto i 15 anni), siamo entrati gratuitamente a tutte le attrazioni che abbiamo visitato.

Attività per bambini a Copenaghen:

Arrivando presto la mattina, una volta posate le valigie siamo partiti in quarta con la nostra scaletta e ci siamo fiondati allo Zoo. Lì abbiamo scoperto la prima cosa importantissima da sapere quando si visita Copenhagen: tutte le attrazioni (esclusi i Giardini di Tivoli) chiudono alle 17 e l’orario è inflessibile. Il che limita parecchio il tempo da poter dedicare alla visita o il numero di attrazioni visitabili durante la giornata.

Siamo, tuttavia, riusciti a goderci la passeggiata all’interno dello Zoo,  che si affaccia sullo splendido parco del Frederiksberg. Molto ben tenuto, con un numero considerevole di specie animali, vi segnalo in particolare che è presente all’interno dello Zoo, La Casa degli Elefanti, dove vedere questi enormi pachidermi a distanza minima e l’Arctic Ring, dove abbiamo avuto la possibilità di vedere orsi polari, uccelli del Nord Atlantico e foche. Molto interessante anche il Children’s Zoo, in cui i bimbi possono toccare e dare da mangiare agli animali della fattoria. Infine, sarebbe bene avere un po’ più di tempo di quanto ne abbiamo avuto noi, per poter lasciare liberi i bambini di giocare nel Playground, un parco giochi davvero ben strutturato.

I canali della città:

Una volta terminata la visita allo Zoo abbiamo scoperto di essere ormai irrimediabilmente in ritardo per l’altra tappa che ci eravamo prefissati – il Visit Calsberg (Gamle Carlsberg Vej 11, 1799 København, Denmark) – e abbiamo dirottato il nostro itinerario per un bellissimo giro nei canali, della durata di circa un’ora, (The Grand Tour of Copenhagen, Gammel Strand 44, 1202 København, Denmark). Nonostante abbiamo trovato le giornate più calde immaginabili (con picchi fino ai 25 gradi) verso le sette il sole è calato e ci siamo dovuti coprire parecchio, perché sul mare il vento soffia implacabile: siamo passati dallo Zoo in canottiera al battello con le giacche – quindi il consiglio è di vestirvi sempre e comunque a cipolla.

Il tour è molto suggestivo, le acque sono trasparenti e si trovano anche statue sotto di esse, si passa intorno alle varie isole (quella che mi ha incuriosito di più è stata l’isola della carta, dove tempo fa erano presenti varie cartiere, ma che sta per essere trasformato in un parco) e si arriva di fronte all’immancabile Sirenetta. Una minuta statua di bronzo, appoggiata su uno scoglio.

La nostra giornata è così terminata, dopo una cena al ristorante indiano Guru – buonissimo per gli adulti, ma sconsigliato per i bimbi, per via del concetto di “no spicy at all” piuttosto differente dal nostro). Il giorno dopo siamo riusciti ad organizzarci meglio.

Prima tappa: l’Acquario di Copenhagen.

Molto vicino al nostro hotel, affacciato sul mare, un luogo davvero suggestivo e perfettamente organizzato, all’interno del quale è possibile vedere numerosissime specie di pesci, passare in un tunnel che passa sotto a una grande vasca con squali e mante che passano intorno, vedere le lontre giocare, toccare granchi, stelle marine, sogliole e il limulo e, una volta all’esterno, giocare nel Playground e sperimentare alcune leggi fisiche sull’acqua.

Seconda tappa della giornata: i Giardini di Tivoli.

Questo parco divertimenti nel centro di Copenhagen è incantevole. Curatissimo, sia nelle attrazioni che nel verde, è il sogno proibito di ogni bambino. E proibito, in qualche modo, lo è davvero. Personalmente sono rimasta molto delusa da due aspetti di questo luogo magico: il primo è di tipo economico. La Copenhagen Card non copre il costo delle corse sulle giostre. È possibile dunque acquistare un biglietto “open” per tutte le corse che si desidera fare, oppure comprare alcuni biglietti (facendo attenzione però che l’utilizzo non è un biglietto/una corsa, ma può anche essere due biglietti/una corsa o tre biglietti/una corsa). Quindi per sfruttare a pieno un investimento di quel tipo è necessario pensare di trascorrere all’interno del parco l’intera giornata (dalle 11 alle 23).

L’altro aspetto che mi ha lasciata perplessa – presente in tutta Copenhagen, ma particolarmente strana in un luogo per bambini – è la presenza di numerose barriere architettoniche. Abbiamo dovuto trasportare a braccia il passeggino un numero di volte imprecisato.

Escludendo questi aspetti puramente tecnici non si può non rimanere strabiliati passeggiando per quello che è, a tutti gli effetti, il Paese dei Balocchi.

Il terzo giorno ci ha visti protagonisti di una splendida visita al museo Experimentarium.

Non fatevi scoraggiare dal fatto che sia “fuori Copenhagen” perché i mezzi di trasporto sono impeccabili e le distanze molto meno ampie di quanto sembrino sulla cartina.  

Experimentarium è un museo su quattro piani (non perdetevi il terrazzo con la stanza della musica) in cui i bambini – e i grandi, forse persino di più, se possibile – possono appunto sperimentare con i propri sensi e la propria intelligenza, tutte le leggi della fisica, giocando con le 300 postazioni interattive. Tutte le attività sono fortemente stimolanti, tanto che sono rimasta a bocca aperta quando CottonCandy, che ha appena compiuto cinque anni, raccontando della visita ai suoi nonni, ha spiegato un giochino di legno percependone il significato alla base senza alcuna istruzione.

All’interno c’è anche un padiglione per i bimbi più piccoli, ma, pur essendo stati lì dentro per tutto il giorno, non siamo comunque riusciti a vedere tutto ciò che era disponibile.

Usciti da lì ci siamo recati negli unici musei ancora aperti: il museo delle stranezze (Ripley’s Believe It or Not!) e il museo di Hans Christian Andersen, che si trovano nello stesso edificio.

Il primo è molto interessante, anche se CottonCandy ha provato qualche brivido più del dovuto (e non solo lui, ma shhhh): qui si trovano tutte le stranezze che il signor Ripley è riuscito a raccattare in giro per il mondo. Per lo più foto e statue, ma anche teste essiccate vere e alcuni cimeli. Mentre il secondo è relativamente meno attraente poiché le narrazioni delle fiabe sono in inglese, danese e svedese. I miei figli, al momento non conoscono ancora così bene l’inglese da potersi appassionare a racconti radiofonici.

Così è terminato il nostro viaggio a Copenhagen.

Cosa rifarei e cosa no:

  • tornerei all’Experimentarium che ci ha colpiti per la qualità e la quantità dell’offerta proposta
  • sceglierei solo uno tra Zoo e Acquario, in modo da risparmiare tempo per vedere cose diverse
  • non acquisterei la Copenhagen Card per tutti e tre i giorni, riservandomene uno per girare, magari in bicicletta, godendomi la città con più semplicità e meno stress da “attrazione”
  • organizzerei meglio la visita ai Giardini di Tivoli

Dove abbiamo soggiornato:

  • Copenaghen Go Hotel, Gemmas Alle 203, 2770 Kastrup, Denmark

Dove abbiamo mangiato:

  • Guru, ristorante indiano, Jernbanegade 3-5, 1608 København V, Denmark
  • Axelborg Chinese Restaurant, Axeltorv 3a, 1609 København, Denmark

I posti che abbiamo visitato:

  • Zoological garden in Frederiksberg, Roskildevej 32, København, Denmark
  • National Aquarium Denmark, Jacob Fortlingsvej 1, Kastrup, Denmark
  • Experimentarium, Tuborg Havnevej 7, 2900 Hellerup, Denmark
  • Tivoli Gardens, Vesterbrogade 3, 1630 København V, Denmark
  • The Grand Tour of Copenhagen, Gammel Strand 44, 1202 København, Denmark
  • H.C. Andersen Fairy-Tale House, Rådhuspladsen 57, København, Denmark
  • Ripley’s Believe It or Not!, Rådhuspladsen 57, København, Denmark

Informazioni turistiche

BIANCA FERRARI

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5 Comments on “Copenaghen per i bambini: viaggiare in famiglia”

  1. Grazie Bianca per il resoconto esauriente e dettagliato, e per le dritte che ci hai regalato: Copenaghen è un’altra delle città che vorrei visitare. Un’amica me l’aveva sconsigliata e allora l’avevo lasciata perdere, preferendo altre mete, ma tu mi ci hai fatto ripensare, e credo proprio valga la pena.
    Sei mai stata a Praga, Stoccolma, Londra, Oslo e Lisbona? Se sì, che ne pensi?

    1. Ilaria Rossi buongiorno Ilaria ❤
      Posso chiederti per quale motivo ti era stata sconsigliata? Per quanto riguarda le altre città che hai citato non ci sono ancora stata con i bambini. A Oslo andremo io e mio marito a fine mese e ne pubblicherò il resoconto qui su Tratto Rosa.
      Però ti posso dire che Lisbona è una città splendida, ma andare con i bimbi piccoli può essere scomodo, perché è tutto un saliscendi, mentre Londra è perfetta anche per i più piccoli perché (basta organizzarsi bene) ci sono moltissime attività gratuite davvero molto interessanti. Praga la conosco solo per sentito dire (molto molto bene).
      Spero di esserti stata utile e facci sapere se andrai a Copenhagen ❤

    2. Utilissima! Le città che ti ho menzionato le ho già visitate, e mi sono piaciute tutte, specialmente Lisbona.
      Quanto a Copenaghen la mia amica mi aveva genericamente detto che c’era stata sua figlia e ne era rimasta delusa. Poi subentrano sempre i gusti personali, questo va da sé. Oslo è molto bella, la tipica capitale del nord, se ci vai ti consiglio senz’altro il parco Vigeland, che era bellissimo anche con una coltre di neve, figuriamoci ora che è primavera. Poi il museo delle navi vikinghe e il museo all’aperto dove c’erano le case in legno usate il secolo scorso. Noi ce lo siamo goduto lo stesso a due gradi sottozero, per voi sarà una passeggiata piacevolissima!
      Un salutone!❤

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