L’anno scolastico ormai è già inoltrato ma noi genitori di bimbi fuori dal comune abbiamo ancora un piccolo problema: I nostri figli continuano a piangere.

Ora cercherò di descrivervi la routine giornaliera che affronto dal lunedì al venerdì insieme a mio figlio:

  • Sveglia ore 7:30.

    Figlio: “Mamma devo andare all’asilo?”
    Io: “Sì”
    Figlio: “Mamma ma sei sicura?”

  • Ore 8:45. Dopo una colazione a rallenty, una vestizione che manco per la notte degli Oscar, arriva il tragico momento: iutti in macchina e iniziamo la via crucis!

Figlio con leggero magone: “Mamma possiamo chiamare nonno?”
Io: “Ok!”
Nonno: “Pronto?”
Figlio: “Nonno ti prego vienimi a prendere! Mamma mi sta portando
all’asilo!”
Nonno: “We we, vai all’asilo!”
Grazie papà davvero sei d’aiuto come una ruota di scorta sgonfia!

  • Ore 8:53. Arrivo

Figlio in preda al pianto disperato: “Mamma! Non mi lasciare! Vieni subitissimo!”
Io: “Stai tranquillo, vengo a prenderti presto”. 
Figlio con pianto ormai da strapparti il cuore:  “Ciao mamma buona giornata! Ciao! Ciao mamma ciao!”

Nei bimbi più piccoli il distacco dai genitori non è facile.

Ritrovarsi catapultati in questo nuovo mondo, insieme ad altri bambini, con regole da rispettare non è per niente alla loro portata. Ma è solo l’inizio. Certo, se poi aggiungiamo che ci sono calendari da rispettare e quindi pause e quindi al rientro siamo di nuovo punto e a capo. Aggiungiamo anche che ci sono influenze di ogni tipo e quindi settimane a casa, aggiungiamo anche malattie esantematiche e quindi? Altre settimane a casa! Aggiungiamo anche che abbiamo una fortuna pari a -100 e allora è fatta! Si resta a casa!

Scherzi a parte miei cari genitori i nostri piccoli non dovranno far altro che accettare questa nuova situazione, chi in una settimana, chi in due, chi in mesi alla fine saranno loro stessi a capire che si diventa grandi e le situazioni cambieranno sempre e non resta che accettare e abituarsi.

Oh poi male che vada se volete conforto chiamate mio padre😜😜

Carmela Corrieri

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