Benvenuti sulla nuova pagina del mio diario: oggi il protagonista di queste righe è lui, l’abito tanto sognato, immaginato, idealizzato… l’abito da sposa! 

Quante volte ci abbiamo pensato da bambine? Io ricordo ancora  tutti i matrimoni a cui ho preso parte e, tutte le volte, la mia attenzione si focalizzava sulla sposa, sull’abito che indossava. E così, mentre tutti disquisivano del più e del meno seduti attorno ad un tavolo rotondo in attesa di esaminare il menù, io mi immaginavo al posto della sposa di turno. Tra i pensieri mi disegnavo addosso un bell’abito bianco, bello come quello di una vera principessa. Era così che lo volevo: un corpetto con scollatura a cuore e una bella gonna ampia, il tutto accompagnato dall’immancabile velo lungo.

Ero solo una bambina, a quel periodo è seguito quello ribelle del “No, io non mi sposerò mai. Non mi interessa il matrimonio.” era evidente che non avessi ancora incrociato lo sguardo dell’uomo che mi ha riportata a sognare il grande giorno, l’abito bianco, i fiori e tutto il resto.
Lui un bel giorno è arrivato, inaspettato, e ha cambiato tutto. C’ero io e c’era anche lui, e c’era finalmente quell’amore che ti fa dire “Io voglio passare tutta la vita con questa persona.” E c’è stata anche la fatidica proposta di matrimonio.

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Le foto inserite nell’articolo e nell’anteprima sono foto del mio matrimonio, scattate da Nino Lombardo – fotografo.

Il sogno era tornato, e stava diventando reale. Una delle prime cose che feci fu proprio andare in giro per Atelier a caccia del mio vestito da principessa, in compagnia di mamma, papà e sorella. In realtà non girammo molto. Presi tre appuntamenti, ma mi fermai con il cuore al primo.
Era una mattina di settembre, mi sarei sposata a luglio, ed ero certamente in largo anticipo. A me non importava l’ultima collezione, quella più alla moda, quella più costosa o quella più economica: io volevo trovare lui, l’abito che mi ero dipinta addosso tante volte da bambina.
Così, le signore dell’Atelier Scuderi (di Trapani, mia città d’origine) mi accolsero a braccia aperte e mi chiesero immediatamente quale fosse la mia idea di abito da sposa.
Non ci misero molto a carpire le mie idee, vedono tante di quelle spose… in pochi minuti uno stand appendiabiti fece il suo ingresso e lì, il terzo della fila, c’era lui: il mio abito!

Lo individuai subito, nonostante fosse chiuso in una custodia trasparente. Lo provai per terzo, in fila. E quando mi guardai allo specchio con quell’abito addosso mi sentii per la prima volta una vera sposa… quella sposa!
Quella che avevo sognato di essere.

Ne provai altri ma, invece che guardarmi allo specchio con addosso l’ennesimo abito da sposa, i miei occhi erano fissi sul terzo della fila. Lo avevano capito tutti che avevo già fatto la mia scelta, me lo si leggeva negli occhi e nel disinteresse verso qualsiasi altra cosa mi mettessero addosso.

Ecco, questa è la scelta dell’abito da sposa. Passiamo ore ad immaginare come sia, a farci mille domande travolte da dubbi che poi, effettivamente, svaniscono nell’esatto momento in cui lui, il tuo abito, trova te.
La scelta dell’abito è una di quelle emozioni impossibili da dimenticare, è un momento importante per tutte le donne dal cuore romantico. A distanza di 5 anni ne ricordo i particolari, i gesti, le sensazioni, come se tutto questo fosse avvenuto solo poche ore fa.

Il consiglio?
Lasciatevi guidare dal cuore, non abbiate paura di non trovare l’abito giusto… lui sa come trovarvi!

 

Cinzia La Commare.

 

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