Noi genitori siamo esseri sovrannaturali e come tali non ci limitiamo a piccole imprese.

NO! Noi amiamo le sfide, amiamo il pericolo, scaliamo le vette più alte, superiamo mille ostacoli per poi immaginarci mentre a rallenty  corriamo verso il traguardo con in sottofondo la canzone di momenti di gloria. Alla fine sudati come in una passeggiata nel deserto a 40°, potremmo finalmente dire: “Non prende più il ciuccio!”

Si cari genitori, il ciuccio è uno di quelli oggetti che amiamo all’inizio e odiamo alla fine. Si perché una volta che i nostri piccoli sono affezionati, si tranquillizzano. Per loro il ciuccio è come il seno materno, si sentono calmi, appagati e sereni. Anche noi genitori siamo molto appagati quando diamo il ciuccio ai nostri piccoli durante un pianto disperato. Appunto per la loro dipendenza da ciuccio, quando arriva il momento di toglierlo viene giù l’Apocalisse.

Il periodo migliore per togliere il ciuccio ai nostri piccoli sarebbe intorno ai due massimo tre anni,  questa è l’età in cui cercano la loro indipendenza, molto probabilmente lo abbandoneranno spontaneamente. Evitate di toglierlo durante i cambiamenti  come l’arrivo di un fratellino o l’inserimento alla materna.

La mia esperienza personale non è stata facile, ma nel giro di tre giorni Martino ha preso consapevolezza che il suo ciuccio è stato mangiato dal bagnino.

Era estate, avevo dimenticato il ciuccio a casa, alla sua richiesta  sono entrata in panico, ho preso la palla al balzo, anzi mio marito ha preso la palla, e a quel punto ho dovuto dare la colpa a quel povero bagnino. Martino ha pianto per tre mattine e notti di fila, dal quarto giorno invece per lui non esisteva più il ciuccio. Nessuna richiesta, nessun pianto, nessun capriccio. Sappiate che i mangiatori di ciuccio sono tanti e dei più vari: il gatto, il cane, l’uccellino, il nonno, la vecchietta, il maiale, il Principe, il drago, il poliziotto, l’orco ecc. ecc.

La cosa migliore sarebbe toglierlo con modi gentili e non come cavernicoli tipo buttando il ciuccio davanti agli occhi del bimbo.

Cercate di usare frasi ad effetto:

“Tesoro adesso sei grande, il ciuccio dobbiamo buttarlo.” Oppure, “ I bimbi piccoli hanno bisogno dello ciuccio, tu sei un ometto che dici lo buttiamo?” Ecco, la risposta sarà: “NO!”  Potete anche suddividere i momenti, spiegando al bambino che di giorno il ciuccio resta nel lettino perché deve riposare per la notte quando servirà a lui, e quindi poi sta a voi, miei cari genitori, cercare di distrarre il piccolo dal pensiero del ciuccio in modo che anche il piccolo stesso capisca quando ne ha realmente bisogno.

Si sa, ogni piccolo ha i suoi tempi, noi genitori possiamo solo affrontare insieme questo momento arduo da superare. Ma non demordete! Alla fine arriverà sempre qualcuno a mangiarlo.

CARMELA CORRIERI

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