L’arrivo di uno o più fagottini urlanti e richiedenti attenzioni cambia, senza eccezione alcuna, gli equilibri di una coppia. Toglie spazio, pensieri e persino quella serenità che, nelle coppie complici e affiatate, si dà ormai per scontata.

Sebbene siate ancora una coppia, anche dopo i figli, cominciano le recriminazioni, le incomprensioni e, che lo vogliate o meno, è praticamente inevitabile. Per quanto riguarda la donna lo sconvolgimento ormonale ed emotivo è pazzesco. Non è da meno anche l’impegno fisico e mentale. Spesso, che sia un pensiero ragionevole o no, ci si sente depositarie di tutta la responsabilità sul benessere del bambino e di tutto il lavoro che la gestione di un cucciolo d’uomo comporta.

Io per prima mi sono sentita eroica nel gestire una nuova vita, ma anche l’unica che potesse concedersi un certo tipo di emozione o di stanchezza. E ho sbagliato.

Forse è vero che per un uomo – che non vive la gravidanza e il parto in modo attivo – l’impatto è meno “gravoso”, ma è altrettanto vero che fare un paragone di questo tipo (e vi verrà, o se vi verrà da farlo, anche col più bravo dei padri), non ha senso. Perché se è innegabile che, tra poppate, cambi etc., normalmente la madre dorme meno, è ugualmente reale il fatto che, sia perché aiuti in maniera attiva, sia anche solo per il rumore, anche il papà subisce una bella falciata alle sue ore di sonno abituali.

Dunque, questo esserino arriva e vi stravolge. Siete più stanchi, più irritabili, più nervosi. Ma, per quanto riguarda la mia esperienza, anche molto più innamorati: insieme avete creato un capolavoro. E quel capolavoro l’avete fatto voi (da soli, per sbaglio, con l’aiuto della scienza o donando il vostro cuore all’adozione). Rimarrete sempre una coppia, anche dopo i figli.

Ed è a questo che vi consiglio di aggrapparvi: lasciate da parte il più possibile le recriminazioni, apritevi all’ascolto dell’altro e ammirate ciò che il vostro amore ha prodotto. E poi?

Ecco gli altri consigli che mi sento di darvi per  continuare a essere una coppia, anche dopo i figli:

  • Abituate il bimbo a stare con le persone di riferimento con le quali avranno a che fare quando tornerete al lavoro. Non è una cosa brutta, anzi, regalerete a vostro figlio e (per esempio) ai vostri parenti la possibilità di creare un legame profondo e indimenticabile. E quando sarà più grandino non sarà un peso per lui andare a dormire dai nonni, ma una grande festa. Il che vi consentirà di non sentirvi in colpa per un’uscita fuori o un viaggio insieme .
  • Quando siete veramente giù e sentite che il vostro partner è distante, o che lo siete voi, organizzate qualcosa che, prima dell’arrivo del bimbo, vi piaceva fare insieme. Che sia ritagliarvi il tempo per vedere e commentare un film, che sia per andare fuori a cena nel vostro ristorante preferito, o anche solo mettere un po’ di musica e danzare in salotto. Sarà un piacevole tuffo nel passato e vi ricorderete del perché state insieme.
  • Infine… scrivetevi un messaggio carino, un post-it sul frigo, lasciate un bacio perugina sul tavolo della colazione, non scordate il tempo per dirvi “ti amo”. Non è tempo perso, non è troppo faticoso, non vi toglie niente. Ma dà all’altro la sensazione di essere visto al di là del suo ruolo di genitore che, diciamocelo, a parte nei romance, non è un ruolo poi così tanto sexy.

Bianca Ferrari

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