Partiamo da un dato di fatto: io da bambina ero una bacchettona con i calzini bianchi e le scarpe a occhio di bue.

Detto ciò, è chiaro il tempo passa, le mode cambiano e le nuove generazioni sono sempre più intelligenti, furbe, sveglie…troppo sveglie.

I nostri figli assorbono informazioni come spugne, ricordano avvenimenti, nomi, luoghi anche a distanza di tempo e la cosa che più mi lascia sorpresa, e forse mi spaventa anche un po’, è che sono tecnologici, usano cellulari, tablet e pc meglio di un adulto.

Esempio: mio figlio conosce l’App per scaricare giochi e applicazioni varie, io ho impiegato un mese per capire come usarla.

Ci sono svariati motivi per giustificare alcune differenze sostanziali tra i nostri figli e noi: l’impegno lavorativo dei nostri genitori, ad esempio. Parliamo chiaro, eravamo nell’epoca di zio Paperone… si pensava a produrre per guadagnare decentemente e rendere felici i familiari.

Altro motivo è l’Era tecnologica: noi siamo quelli del cellulare “mattone”, della connessione 56k che produceva quel rumore allucinante. Siamo quelli che il primo cellulare lo hanno ricevuto a 15 anni, siamo quelli delle videocassette e delle musicassette e non di youtube. Noi siamo la generazione “Bim bum bam”,  i nostri figli sono la generazione dei cartoni animati in 3D.

Noi siamo quelli dei completini orribili che sembravano la tappezzeria di nonna, rabbrividisco al solo pensiero! Per fortuna la moda va avanti e noi mamme vestiamo i nostri figli da gran figoni. Il tempo porta un susseguirsi di cambiamenti, di evoluzioni e di nuove scoperte. Davanti a tutto questo non possiamo far altro che accettare tutto e magari fare il massimo per limitare i danni che portano con sé le nuove tecnologie.

 

Un’ultima cosa vorrei dirla: Mamma io le scarpe a occhio di bue le odiavo!

 

CARMELA CORRIERI

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