“Mazze e panelle fanno i figli belli.”

Quante volte abbiamo sentito le nostre madri pronunciare questa fatidica frase?

Ve lo dico io: TANTISSIME.

Per chi, come me, appartiene alla generazione anni ottanta sappiamo benissimo cosa vuol dire schivare una pantofola che viaggia ad una velocità pari a quella di una schiacciata di Zaytser.
Noi siamo quella generazione che nonostante abbia raggiunto una sua dipendenza, una sua vita e un suo essere ce la facciamo ancora addosso al solo incrociare lo sguardo assassino dei nostri genitori.

Ma tutti i rimproveri, tutti gli sguardi e tutti i cosiddetti “pagliatoni” che ci siamo presi: sono valsi a qualcosa? Oddio io, personalmente non sono venuta su poi così male.

La vera domanda è: i nostri figli hanno bisogno di un’educazione severa o permissiva?

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Bella domanda vero?

Girovagando per il web possiamo notare come specialisti che si occupano dell’infanzia, psicologi, psicanalisti, pedagogisti, educatori, spiegano che: quando mamma o papà ricorrono alle mani sbagliano e che con la fiducia, l’ascolto, il dialogo, le regole, che si cresce e si educa un bambino, non certo con le punizioni, le minacce o le sberle.    

Essendo mamma di un piccolo di due anni posso affermare che anch’io, come consigliato dagli specialisti cerco di far capire a Martino cosa è giusto e cosa no semplicemente con il dialogo, spiegandogli che il suo comportamento sbagliato può portare a delle conseguenze del tipo: “Martino la tv non si tocca! Altrimenti può cadere e dopo ti fai male, poi piangi e dobbiamo correre dal dottore!”.   Poi si sa, anche noi mamme siamo fatte di carne ed ossa e anche la nostra pazienza ha un limite, è normale che prima o poi uno scappellotto parta.

Noi mamme molte volte siamo costrette a discutere anche con i nostri mariti, che logicamente troveranno sempre una piccola pecca nei nostri metodi educativi (mariti non offendetevi), loro magari cercano di essere più severi rispetto a noi che magari ci facciamo abbindolare dal primo sguardo triste o dal pianto. La soluzione sta nello stabilire con il proprio partner una linea educativa per il proprio bambino che non vada a creare uno squilibrio familiare.

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Del resto, i nostri figli conoscono benissimo i loro polli (noi genitori) e quindi cercano di calcare la mano quando si trovano davanti ad una negazione, ed è lì che noi mamme dobbiamo raccogliere tutte le forze, tutti i super poteri e tutta la pazienza di cui disponiamo e con tranquillità spiegare al nostro piccolo che No significa NO. Lo so ci sentiremo delle senza cuore, delle madri ingrate ma è l’unico modo possibile per far capire ai nostri figli che nella vita non si può avere tutto con uno schioccare di dita.

Il discorso prende un’altra piega quando ci ritroviamo davanti a dei figli quasi adolescenti e qui vi chiedo: Essere una mamma ma allo stesso tempo amica, complice e confidente può dimostrarsi un valido rapporto?

2x14_009_1Io ero una di quelle che sognava il classico rapporto madre/figlia alla “Lorelai e Rory” e ripeto sognavo! Alla realtà dei fatti invece posso dirvi che nonostante con mia mamma abbia tutt’ora un ottimo rapporto, logicamente ci sono alcune cose che preferisco tenere per me o magari parlarne con le mie amiche. Ovviamente non tutte siamo uguali e quindi esistono rapporti Madre/figli che superano quel filo sottile che divide una mamma da una/o figlia/o e mutano in rapporto amiche/sorelle.  E qui mi chiedo: è bene o male?

Non saprei cosa rispondere, molte volte ci capita di assistere a scene dove i figli trattano malissimo i propri genitori e dove li stessi genitori non pronunciano neanche una parola di rimprovero verso i propri figli, anzi. Poi logicamente ci sono gli opposti, figli che trattano i propri genitori divinamente (così avremmo un mondo migliore) e quando sono in disaccordo con loro ne “PARLANO” in piena armonia e tranquillità.

Alla fine care mamme non esistono regole da seguire o consigli da tenere bene a mente per quanto riguarda il rapporto tra noi e i nostri figli. Cerchiamo di fare le mamme nel migliore dei modi e nella maniera che ci riesce meglio ricordando solo che i figli sono lo specchio dei genitori.

CARMELA CORRIERI

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