Per noi tatuati con figli arriva il giorno in cui i nostri bimbi ci chiedono il perché di quei “disegni” sul corpo.

La spinosa questione dei tatuaggi capita a molti! A noi è successo da poco: perché se Cinquanta Sfumature di No si limita a percorrere con il ditino ogni linea marchiata sulla nostra pelle, CottonCandy ci mette a paragone con i genitori dei suoi compagni di asilo e si chiede come mai noi siamo così variopinti, in confronto.
Perché sì, io e mio marito siamo stati marchiati da abbastanza aghi diversi da non saper rispondere con prontezza alla domanda “quanti tatuaggi hai?” e da sperare un giorno di poter replicare con un chiaro ““solo uno, ma molto grande”.
Perché la differenza tra un piccolo tatuaggio in una zona semi nascosta del corpo e due braccia completamente colorate diventa sostanziale nel paragone con chi ha ancora la pelle naturale.
Dunque come spiegare ai propri figli una passione che non sei sicura che vuoi che
condividano? (Perché no, i genitori tatuati non desiderano che i figli si tatuino e soprattutto sperano che non comincino troppo presto a farlo, perché portiamo sulla nostra pelle “errori di gioventù”)
Per quanto ci riguarda abbiamo cercato di spiegare a CottonCandy che ogni disegno che abbiamo scelto rappresenta qualcosa, che sia in termini di significato o che sia in termini di esperienze vissute. Quindi lui sa che i due tatuaggi che decorano i miei avambracci sono simboli l’uno della sua nascita, l’altro di quella di Cinquanta Sfumature di No.
O che il disegno colorato sulla spalla sinistra è stato fatto in viaggio di nozze dal famoso Tony Cohen, e così via.
Insomma, ciò che tentiamo di fare con loro è raccontare con sincerità e parole adatte alla loro età le nostre esperienze.

E quando arriva la fatidica affermazione “da grande mi voglio tatuare anch’io”?

Qui arriva il difficile: come spiegare a un bambino che non è necessario seguire le nostre orme?
Non si può usare la scusa del fumo o dell’alcool perché, oggettivamente, tatuarsi non fa “male”. E noi tentiamo anche di evitare di ricorrere alla frase “l’ago punge ed è doloroso” . Per quanto vero, è solo un palliativo temporaneo.
Quindi anche qui abbiamo scelto la strada dell’onestà e abbiamo spiegato loro che i gusti, quando si è molto giovani, cambiano repentinamente. Bisogna dunque essere davvero davvero sicuri di volerlo fare, prima di procedere a una scelta così definitiva.
Facciamo bene? Facciamo male?
Nella peggiore delle ipotesi, quando proprio non sapete più cosa dire, schiacciati dai perché e dai però… mentite!
Dopo tanti racconti sensati, onesti e ragionati… io ho dovuto “ammettere” di avere i tatuaggi perché sono una sirena e mio marito perché, ovviamente, è un pirata!
Bianca Ferrari

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