La scleroterapia è il trattamento a cui affidarsi per eliminare i capillari più in evidenza sugli arti inferiori: un inconveniente estetico che rappresenta un cruccio in modo particolare per le donne.

Con l’aiuto della dottoressa Mariarosaria Serra (il cui curriculum può essere verificato sul sito mariarosariaserra.it, andiamo alla scoperta delle caratteristiche di questa tecnica mini-invasiva, che si rivela ben tollerata a condizione che vengano seguite le necessarie precauzioni.

In cosa consiste la scleroterapia?

Conosciuta anche con il nome di terapia sclerosante, prevede di iniettare con un ago molto sottile un farmaco nel capillare che deve essere eliminato; il principio attivo è disponibile in concentrazioni diverse. Questo trattamento serve per far sparire le vene varicose più piccole e le telangectasie, che rappresentano appunto i capillari visibili. In determinate circostanze vi si può ricorrere anche per il trattamento delle varici della vena safena. Si tratta di una pratica che ha finalità esclusivamente estetiche, dal momento che di solito i capillari non determinano sintomi clinici. A volte, però, essi possono essere associati ai sintomi delle gambe pesanti, perché si accompagnano a una situazione di insufficienza venosa cronica.

Quanto dura il trattamento?

La durata di un trattamento di terapia sclerosante si aggira tra i 15 e i 20 minuti. Una volta che la seduta è stata conclusa, in corrispondenza della parte trattata si posizionano dei cerotti e dei batuffoli di cotone che si possono togliere già a distanza di alcune ore. Nei giorni successivi, invece, occorre usare una calza elastica ad alta compressione. Una ulteriore precauzione da adottare prevede di applicare un gel con azione antinfiammatoria e antiossidante sulle zone trattate. Per conseguire i risultati desiderati una sola seduta non è sufficiente, e ne servono circa una decina. Infatti i capillari vanno trattati in più di un’occasione. Di solito tra una seduta e quella successiva devono passare due settimane, e in un ciclo normale non servono più di dieci trattamenti. Come è ovvio, però, dipende tutto dalle caratteristiche dei capillari e dalla risposta individuale.

addio capillari

Quali sono le precauzioni da tenere a mente in vista della terapia sclerosante?

Il consiglio è quello di procedere al trattamento in autunno, in inverno o in primavera: infatti, sia durante il trattamento che nelle settimane seguenti è necessario evitare di esporre le gambe ai raggi del sole. Se così avvenisse, potrebbe presentarsi degli inestetismi cutanei decisamente fastidiosi, e che soprattutto non sarebbero reversibili. Ecco perché è meglio sottoporsi al trattamento nei mesi che vanno da ottobre a maggio, e non più tardi.

Si avverte dolore?

Nella maggior parte dei casi la terapia viene tollerata senza problemi e non è fonte di dolore. Ovviamente la soglia del dolore è soggettiva e cambia da una persona all’altra. Di solito si percepisce la puntura dell’ago insieme con un bruciore localizzato che dipende dal farmaco che è stato iniettato. Ad ogni modo, si tratta di un fastidio che non si prolunga per più di qualche minuto. Prima di cimentarsi in questa terapia è bene sottoporsi a un esame ecocolordoppler venoso allo scopo di verificare l’esistenza di una patologia del circolo venoso profondo o del distretto safenico.

Ci sono effetti collaterali che si possono verificare?

Una delle complicanze possibili è il cosiddetto matting, che consiste nella presenza, nella parte trattata, di capillari molto fini. Si tratta di chiazze di colore rosso che, comunque, possono a loro volta essere trattare con risultati più che discreti, eventualmente anche con il laser. Inoltre, nei giorni successivi al trattamento può succedere che compaiano, in corrispondenza delle zone in cui sono state effettuate le punture, degli ematomi o dei lievi arrossamenti. La colpa è del traumatismo della procedura, ma non servono terapia specifiche perché tutto svanisce entro breve. È difficile, invece, che regrediscano le macchie da iperpigmentazione.

Il trattamento è definitivo?

È bene essere consapevoli del fatto che con questo trattamento non è possibile eliminare la totalità delle varicosità degli arti inferiori. Tuttavia, questi inestetismi possono essere ridotti in modo considerevole, a vantaggio dell’aspetto complessivo delle gambe. È fondamentale che il paziente collabori sia durante le sedute che in seguito, e che sappia che comunque le varici possono sempre ricomparire, visto che la patologia venosa si caratterizza per una tendenza al peggioramento.

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