Con la calura estiva il pisolino diventa quasi d’obbligo. Già il mare stanca, poi il caldo rincoglionisce un po’, e il pranzo contribuisce ad aumentare il grado di sonnolenza. Come, dunque, non schiacciare un pisolino?

In barba al proverbio, “chi dorme non piglia pesci”, il riposino postprandiale, fatto in un certo modo e se ci sono determinate condizioni, arreca al corpo umano dei benefici. In altri termini, per far sì che la pennichella abbia i suoi risvolti positivi, è fondamentale che non si abbiano disturbi del sonno né che si allunghi per oltre mezz’ora.

Secondo uno studio di ricercatori francesi della Sorbona, è stato dimostrato che il breve pisolino rafforza il sistema immunitario e allieva lo stress cui quotidianamente siamo sottoposti. Riporta dunque il benessere neuroendocrino a livelli normali.

L’università di Saarland in Germania e il suo gruppo di ricerca invece sostengono che un riposino pomeridiano di 45 minuti sia salutare ed efficace per il funzionamento del nostro cervello. Dicono che sarebbe un toccasana per la memoria che aumenterebbe di circa cinque volte la sua capacità in seguito alla pennichella. E cosa molto importante, aumenta la creatività di oltre il 40 percento.

Ricapitolando, il pisolino deve:

  • durare poco (da 30 a 45 minuti al massimo);
  • esser fatto subito dopo pranzo (non dunque nel tardo pomeriggio, perché a quell’ora il nostro dovrebbe essere sveglio; quindi se ci dovesse venire sonno meglio ridestarci comunque);
  • essere poco frequente, nel senso che non deve essere un’abitudine quotidiana;
  • non esser visto come un obbligo;
  • deve adattarsi a stili di vita e cultura.

Ad ogni modo, ricerche scientifiche a parte, l’abitudine del riposino pomeridiano ha radici profonde, e trae le sue origini da abitudini contadine. Noto come “controra“(dal latino “contra horas”, ore contrarie), il sonnellino postprandiale era molto usato dai contadini che, per evitare la calura estiva, lavoravano la terra dall’alba fino a mezzogiorno; poi si concedevano il riposino nelle ore più calde – subito dopo pranzo – e poi ricominciavano a lavorare.

La famosa pennichella viene anche chiamata “la siesta” (sempre dal latino, la sesta hora, ovvero le 12 solari). Ecco dunque, da dove nasce la famosa siesta messicana.

xoxo Marylla

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