Quante volte vi siete sentite dire: ma cosa ti sei messa in testa?!! E quante volte vi siete messe in testa delle strane idee o un bizzarro cappello?!? Oggi parleremo solo di copricapi perché ancora non ci è dato leggere nel pensiero, ma quando la tecnologia ce lo permetterà non solo vi toglieremo dalla testa strani berretti, ma anche curiose e stravaganti idee! La nostra attenzione sarà focalizzata sulle tendenze più fashion per queste estate…ma prima conosciamo un po’ di storia di questo accessorio tanto glamour quanto prezioso!

Mi sono sempre chiesta perché esiste il cappello! Probabilmente a inventarlo fu Lucy l’astraulopiteca quando in un giorno particolarmente freddo e piovoso, per evitare l’effetto porcospino si arrotolò in testa una pelle di  bisonte; una sorta di turbante arabesque per contenere le chiome fluenti. All’epoca non esisteva la piastra e le donne, checché se ne dica, che sono sempre state le più intelligenti, hanno pensato bene di creare qualcosa che li coprisse il capo, proprio per preservare, anche solo simbolicamente, la parte più nobile dell’uomo, la testa e quindi il pensiero. Lo so la mia è un’idea che non ha fondamenta ma, a pensarci bene, non è poi così strampalata!

Le prime testimonianze storiche comprovate che si hanno del cappello, risalgono addirittura all’antica Tebe. Si trattava di ornamenti del capo che solo col tempo divennero veri e propri copricapi. L’evoluzione del cappello, così come lo conosciamo noi oggi, avvenne solo nel ‘700, quando alla corte del Re Sole fu lanciata la moda del famoso TRICORNO (cappello a tre punte, che indossavano le milady più rispettabili). Questo genere di copricapo era molto grande perché si indossava sopra le parrucche (voluminose proprio come i capelli della sopracitata Lucy; ve l’ho detto che la mia teoria, non è poi così stramba!). Il cappello, a quell’epoca  divenne simbolo di civetteria e vanto: le nobildonne inglesi e francesi non perdevano occasione per esibire vistosi cappelli decorati con piume e fiori, ma anche con uccelli imbalsamati!

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Come del resto succede ancora oggi al Royal Ascot, il tradizionale appuntamento ippico dell’aristocrazia British, o parafrasando, alla “Reunion of crazy head”, dove la parola d’ordine è stupire!

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Gli inglesi non sono i soli a stupire, però. Pare che la fantasia dei vistosi cappellini della Regina Elisabetta e dei suoi sudditi sia imperversata pure nel nostro Bel Paese. Orticola, la fiera del giardinaggio ai Giardini Montanelli, è l’occasione milanese più ghiotta per sfoggiare ed osare. L’invito per la serata è ambitissimo dalle meneghine, che si aggirano fiere a suon di  copricapi home-made, retini da farfalle e bouquet fioriti in testa . Più che del fiore più bello, è la sagra del cappello campestre più vistoso, oltre che dei bassotti a guinzaglio,  e dei selfie per immortalare il momento nella speranza di essere sbattute in prima pagina sui magazine di settore!

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Facendo un passo indietro nel tempo, durante l’epoca Regency (per intenderci: gli anni di Jane Austen, o delle ambientazioni cinematografiche di film quali “L’età dell’innocenza“, “Via col Vento“, “Piccole donne“) i cappelli erano più sobri: fatti di paglia e allacciati sotto al mento, potevano essere decorati con fiori e nastri. I cappelli di paglia, più o meno larghi, andarono di moda per tutto l’Ottocento; verso la fine del secolo si ridussero di dimensioni.

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Quali sono invece le tendenze dell’estate 2016? Vi diamo qualche consiglio pratico!

Le donne moderne sono incontentabili, o forse più pratiche e oculate, per cui la moda la fanno loro indossando il copricapo che più le aggrada o che meglio le calza! Secondo le riviste patinate, tuttavia, gli accessori più glamour da mettere in testa si alternano tra modello panama a tesa larga, baschi oppure berretti da baseball, interpretati ovviamente secondo lo stile 2.0. A seconda poi dell’occasione e del vostro look, riuscirete ad individuare sicuramente quello adatto, dando quel tocco di personalità e originalità che vi denota. Tra la gamma di proposte più accattivanti:

  • i cappelli panama Borsalino, in blu, con tesa media e nastro in gros grain ton sur ton;
  • la paglietta bicolor targata Zara, per dare un tocco sbarazzino alla vostra estate;
  • i Panama di Maison Michel, con quadretti in rosso o blu su fondo bianco per un delizioso look retrò in stile marinière.
  • i cappelli con visiera di Adidasper chi ama l’urban style. Si tratta dei classici modelli da baseball, con parte b-side in rete e frontale a fantasia.
  • il basco di Gucci, un outfit a righe bicolor per essere sempre chic.

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Probabilmente il mito del cappello oggi è ridimensionato rispetto a una volta. Se non siete estimatori come i frequentatori del Royal Ascot e di Orticola, potrete sempre indossarlo con la scusa di tenere la testa benpensante al riparo da effetti solari sconosciuti o di dare quel tocco di classe alla vostra figura… CHAPEAU!

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Marianna de Pilla

 

 

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