Il mio imprevisto più bello di Carmen Bruni è uno romanzo eccezionale. Frizzante, romantico, ironico e con pennellate di dramma.

SINOSSI

cbruniArianna e Cristian. Come il sole e la luna – o meglio – il sole e un pianeta che non è ancora stato scoperto.
Lei tradizionalista e riflessiva, assunta come giornalista in prova dal Roma Stars. Lui impulsivo e approfittatore, giornalista a tutti gli effetti per il Roma Forever. Non hanno proprio niente in comune e le loro auree così contrapposte dovrebbero spingerli a camminare su due emisferi lontanissimi, ma… galeotto fu quello speed date!
Più che amore a prima vista è odio a prima vista. Sin da subito le loro divergenze caratteriali e i modi di pensare sono così diversi da apparire insormontabili. Ma nonostante il breve incontro Arianna non riesce a togliersi dalla testa quello sguardo strafottente, non riesce a soffocare l’attrazione che prova, e l’irritazione che lui le provoca. Per fortuna non lo rivedrà mai più e piuttosto che usare il bigliettino da visita che Cristian le ha dato, si taglierebbe le mani…
E se invece il destino ci mettesse lo zampino? Fra giri in moto, baci dati a tradimento, proposte maliziose, il ritorno di un ex fidanzato pentito, il lavoro, chiacchierate con un coinquilino spogliarellista e litigi col padre prepotente, Arianna cercherà di uscire indenne dal caos che è diventata la sua vita, sperando di non esserne completamente stravolta.
Della stessa autrice:
– Questione di cuore, Fabbri Editori
– Non amo che te, Novella

RECENSIONE

Wau, wau e ancora wau! Direbbe così il mio nipotino, e io mi unisco al suo coro di gioia per questo romanzo che mi ha rapito fin dalla copertina. Una copertina che mi ha fatto immaginare che Cristian e Arianna sono fatti l’uno per l’altra e malgrado l’imprevisto sia stato creato per essere sopportato con pazienza, se si è fortunati, allora può capitare che l’imprevisto venga addirittura amato. E la storia che racconta Carmen Bruni non delude i miei film mentali…anzi, riesce a sorprendermi pagina dopo pagina, emozione dopo emozione. Step by step mi conduce nell’adorare completamente Cristian e Arianna e il loro imprevisto più bello: l’amore!

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Speed date. Appuntamento veloce. In che mondo ero finita?…Mi aspettavo un marmocchio con l’apparecchio, un intellettuale stempiato, oppure un signore anziano in cerca di chiacchiere. Una donna…di tutto, lo giuro, ma non uno come quello, che di sicuro non aveva bisogno di uno speed date per rimorchiare…Quel ragazzo aveva l’autunno negli occhi. Strati e strati di castano intenso che si fondeva al verde di foglie appassite, il tutto spruzzato da pulviscoli dorati. Non potevano essere veri…Era così bello che l’avrei baciato fino a perdere il respiro, ma con la stessa intensità lo avrei spinto giù da un treno in corsa“.

cbruni7Inizia così la storia di Arianna e Cristian, ad un tavolino da tre minuti davanti a dei cioccolatini. Tutta colpa di uno speed date e di un articolo di giornale. Un incontro che è destinato a ripetersi malgrado la ritrosia di entrambi. Arianna e Cristian sono si agli antipodi: tradizionalista e sentimentale lei, aperto e sciupafemmine lui. Tuttavia sono più vicini di quanto immaginino: hanno le stesse paure e gli stessi sogni, oltre che una reciproca attrazione. Così il destino li aiuta a conoscersi, a mettersi alla prova, a lasciarsi andare…

Odi et amo. Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior. (La odio e la amo. Mi chiedi il perche’. Non lo so, ma sento che e’ cosi ed e’ un tormento.)”. Quando penso ai protagonisti de “Il mio imprevisto più bello“, mi tornano in mente i versi di Catullo: mai parole furono più profetiche, per questa vicenda eterna e tempestosa come le mura di Roma che le fa da cornice. Una vicenda che non si riduce alla questione “m’ama non m’ama” e a tutte le dietrologie sentimentali che ingombrano le relazioni umane, ma si distende a macchia d’olio per coprire rapporti familiari difficili, lotte problematiche padre-figlia, ex fidanzati che tutto sembrano e nulla sono. In altre parole, dal famoso speed date è tutto un perdersi per poi ritrovarsi, e l’incontro di Cristian e Arianna è un balsamo ristrutturante e rigenerante per tutti.

….E poi ci sono i titoli dei capitoli: originali e “librosi”. Le frasi a inizio capitolo: eclettiche, proverbiali e talvolta bizzare come questa: “Se non vuoi ritrovarti la testa piena di pensieri a luci rosse, non parlare con uno sconosciuto bello e strafottente.” Oppure questa: “C’è sempre qualcosa che tira più di un carro di buoi“. O ancora questa: “Se sei amico di una donna non ci combinerai mai niente, mai, non lo sai? Ehi, ma io sono Cristian Galante, mica Max Pezzali“. E poi il ritornello: “non cadere nel baratro dell’ovvietà”, il vero leit motiv della storia, la ratio ultima di questo new adult profondo e sbarazzino come quegli color autunno.

Insomma, non fatemi cadere nel baratro dell’ovvietà: la bellezza di questo romanzo è nella penna di chi lo ha scritto. Il mio imprevisto più bello è che l’ho adorato!

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