Oggi vi presento “Ogni giorno per sempre” di Adelia Marino. Un esordio tutto italiano che per mesi è stato numero 1 in classifica sul web, uscito il 10 Giugno grazie alla Newton Compton Editori. Infatti, Adelia Marino precedentemente l’aveva già autopubblicato con il titolo di “Dimmi che ci sei”.

SINOSSI

ogni-giorno-per-sempre_7672_x1000Non avrebbe mai voluto lasciarsi coinvolgere, ma con lui era tutta un’altra storia.

Haley ha vent’anni e vive in California con sua zia Tess. La sua vita è cambiata tre mesi prima, quando la madre è morta e il padre le ha attribuito la colpa, cacciandola di casa. Con un passato tanto doloroso alle spalle non è facile ricominciare, ma ben presto Haley conosce alcuni ragazzi del posto: Joey, una coetanea che diventa subito sua amica, e poco dopo Landon Carter, il tatuatore più affascinante di Santa Monica. Landon di solito s’interessa alle ragazze con l’unico scopo di portarsele a letto, ma con Haley sembra diverso. Tra i due scatta subito una fortissima attrazione. Quando James, l’ex di Haley, che l’ha tradita con la sua migliore amica, si presenta a sua insaputa a Santa Monica, forse qualcosa potrebbe cambiare…

RECENSIONE

“Ogni giorno” per sempre è uno young adult di facile fruizione: fresco, spontaneo, spensierato. Malgrado, il cuore della protagonista Haley, entra in scena già con una ferita profonda, questa storia è una storia di rinascita e di crescita interiore. Si torna a sorridere alla vita dopo un tragico evento, perché si sa è la giovinezza stessa a compiere il miracolo, almeno mezzo. L’altra metà, se si è fortunati come Haley, la fanno le persone che ti circondano.

E Haley ha dalla sua parte: l’aiuto della zia Tess, una donna in carriera che ti dà il buongiorno con degli ottimi pancake e che con la sua discrezione e la sua dolcezza, sa donare il giusto sostegno alla nipotina adorata. L’amica Joey, che col suo spirito frizzante e spensierata la coinvolge in ogni iniziativa: feste, falò in spiaggia e sul lago, rave organizzate dalle confraternite, ecc… Zio George, quello premuroso e paterno che si preoccupa di una ragazza smarrita e che vive sotto il costante senso di colpa. E poi c’è lui, Landon, il tatuatore più bello e affascinante di Santa Monica che fa cadere tutte le donne ai suoi piedi, ma con Haley è diverso…è tutta una questione di feeling, unico!

Landon aveva ragione. Non eravamo tanto lontani da casa e infatti arrivammo a destinazione in pochi minuti. C’era un grande falò e molta gente tutt’intorno. Alcuni gruppi di ragazzi suonavano la chitarra e cantavano, altri bevevano, altri ancora ballavano. C’erano anche coppiette che si baciavano all’ombra del fuoco e chi giocava a calcio con delle reti improvvisate. Vidi Landon, con indosso un pantaloncino della tuta, intento a giocare a calcio con Tom e ad altri ragazzi che non conoscevo. Dio quant’era bello. Con la luce del fuoco i suoi capelli castani avevano mille riflessi e si notavano le goccioline di sudore sul collo e lungo la schiena. Un brivido mi attraversò. Io e Joey andammo a prendere da bere e decisi di ignorarlo…

Tuttavia per Haley, non è facile dimenticare il tragico incidente di sua madre. Un senso di vuoto e di mancanza la soffoca, il senso di colpa la logora, il rifiuto di suo padre la tormenta.  Così talvolta si ritrova a fare cose stupide, piccoli colpi di testa o affogare il dispiacere in un paio di birre. Peccati di gioventù, nulla che non si possa perdonare. Un percorso tutto in salita per Haley, che la condurrà in cima a godere di un “ottimo panorama”.

Di questo romanzo mi ha colpito la copertina, questo bacio per niente casto che ti lascia presagire chissà quale passione, e quale storia d’amore. Devo dire, con rammarico, che magari colpa delle mie aspettative troppo alte, o della mia età non proprio teen, “Ogni giorno per sempre” non rientra tra i miei libri preferiti. Chiariamoci: la storia è bella, il background dei protagonisti ben studiato e particolarizzato, così pure i personaggi risultano delineati nelle loro caratteristiche. Idem dicasi per i luoghi meravigliosi in cui si intersecano le vite dei giovani protagonisti. Quello che non mi è proprio piaciuto è il modo in cui l’autrice racconta la vicenda. Per farlo usa un linguaggio troppo semplice e spezzettato, frasi talvolta troppo corte, che non sono d’effetto ma rompono lo scorrere fluido della narrazione. E poi l’uso eccessivo della congiunzione “e”, per tutto il testo. Non so se perché l’autrice è italo-canadese o se è perché ha soli 24 anni, ma questo suo modo di presentarci la storia di Haley e Landon non rientra fra le mie grazie. Purtroppo per me il modus scribendi è fondamentale. Come esordio non è male, ma confido in miglioramenti futuri.

Marianna

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