“Io ero Rya di Temarin, ero la sorella della sovrana,
ero la signora di Idrethia e presto sarei diventata regina.
Molto più importante, ero la moglie di Blodric Herrand.”

Fracture.

Buon pomeriggio carissime lettrici. Oggi voglio parlavi di un nuovo romanzo che ho appena finito di leggere:“Fracture”. Il romanzo è scritto da Barbara Bolzan ed è il primo della “Rya Series”

Trama:

Fino a quel momento, non interessavo a nessuno, non contavo granché. Improvvisamente, poi, sono diventata un bene inestimabile, la pedina da muovere con oculatezza sulla scacchiera.
Tutto poteva accadere, per me. Il futuro mi si presentava roseo. E roseo è stato veramente.
Fino a una certa notte.

All’inizio di tutto, c’è un uomo. C’è sempre un uomo: Nemi. Lui che è il capo di un villaggio in lotta contro l’impero, lui che la salva mentre è ferita sulla riva di un fiume. Rya si risveglia a Mejixana e impara a vivere una nuova realtà, così diversa da quella a cui è abituata. La gente sembra accoglierla con benevolenza, mentre lei nasconde un segreto che potrebbe mettere tutti in grave pericolo, compreso il ribelle che la tratta in maniera sprezzante e non si fida della nuova arrivata. Tra loro c’è una lotta in corso di muti rimproveri e niente è davvero come sembra: la frattura tra presente e passato rischia di confondere i sentimenti della giovane.

La storia di una ragazza che combatte per diventare donna e conquistare il diritto di poter amare in un romanzo che vi terrà incollati alle pagine per il susseguirsi dei colpi di scena con cui l’autrice riesce a pennellare il carattere dei suoi personaggi. Benvenuti nel mondo di Temarin, benvenuti nel cuore di Rya. 

Recensione:

Il romanzo inizia con il ritrovamento di una ragazzina seduta sulla riva di un fiume. Il suo aspetto appare trasandato ed oltre al sangue che le macchia i vestiti si trova anche in una fase di totale shock. Cosa avrà visto? Cosa le sarà successo? Chi è? Queste sono le domande che si pongono coloro che l’hanno trovata. Domande di cui pretendono una risposta. Domande che, inevitabilmente, si insinuanono anche nella testa del lettore dando subito via alla curiosità e alla voglia di comprensione. Per questo motivo decidono di soccorrerla e trasportarla nel villaggio di Mejixana.

A capo del villaggio c’è Nemi, il co-protagonista, un uomo rude e in lotta con l’impero. Viene descritto come un uomo severo, ma pronto a qualsiasi sacrificio pur di salvare la sua gente. Nemi accetta di accogliere la donna nel suo villaggio, le offre un allaggio e delle cure, ma il suo rapporto con lei non è di certo dei più gentili. Non si fida di quella ragazzina a cui, finalmente, viene attribuito un nome: Rya.

Rya è la nostra protagonosta e quasi tutto il romanzo viene vissuto attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri. Il suo personaggio ha un notevole cambiamento nel corso della storia. Inizia a farsi conoscere come una ragazzina timida e spaventata per poi diventare una vera combattente. Rya, in un primo momento, non ha alcuna intenzione di fidarsi degli sconosciuti che l’hanno tratta in salvo, sebbene si fidi maggiormente di due di loro: Isan e Marita. All’inizio si nasconderà dietro delle bugie/ o delle mezze verità / e nasconderà la verità pur di proteggersi. Quello che racconta non sembra convincere il capo del villaggio, Nemi, poichè la donna è in possesso di un medaglione che solo i nobili possono portare con sè.

Senza alcun dubbio queste menzogne e questi dettagli non fanno altro che incuriosire il lettore ed in questo l’autrice è stata davvero molto brava. E’ riuscita a creare una suspance già dalle prime pagine. Una senzasazione che viene tramandata fino alla fine dando il via a quella classica situazione chiamata “stare sulle spine”.  Solo verso la fine si inizierà a risolvere qualcosa. Ma è solo un inizio. Un piccolissimo frammento di quello che appare come un puzzle molto più grande e complesso.  La Bolzan è stata brava a creare un alone di mistero che si protende per tutto il romanzo accompangnadolo con la sua scirituta innovativa e piacevole. Il romanzo è scritto molto bene, le descrizioni sono accurate e in grado di trasportarvi in un mondo totalmente diverso, quello di Rya.

Se per questo verso devo fare i complimenti a Barbara Bolzan mi trovo costretta a muoverle anche  una piccola critica. La costruzione del romanzo è molto articolata. La storia passa dal racconto in terza persona a quello in prima persona, dal presente al futuro, e gli stili si mescolano tra di loro. Una scelta che, inizialmente, confonde il lettore. Tuttavia una volta entrati nell’ottica sarà più facile comprendere e proseguire nella lettura senza trovare particolari difficoltà. Il finale lascia ulteriormente dei dubbi, delle curiosità, ed è difficile desistere dal continuare a leggere.

Alla fine di tutto, questo libro è una piacevole sorpresa. Non mi resta che perdermi nella lettura del secondo volume. Fracture continua con Sacrifice.

Linda. 

 

 

 

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