Valentina F.  già da quando aveva solo 16 anni fa sognare le lettrici con le sue storie da 300 mila copie!

Il 22 settembre tornerà in libreria con “Alicia e una pazza fuga d’amore” e “Alicia zenzero e cannella” editi da Leggereditore (clicca QUI per tutti gli articoli a riguardo), e noi abbiamo avuto il piacere di poterle rivolgere qualche domanda per capire come vive la scrittura, come gestisce l’anonimato e un successo così grande.

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Ciao, Valentina. Benvenuta su Tratto Rosa.

D: Scrivere sotto pseudonimo ti permette di scrivere come se non parlassi di te. Forse anche lo scrittore più maturo e più trasparente si pone dei freni perché esporti tanto ad un pubblico tanto vasto può essere pericoloso. Ma tu, durante la scrittura, ti senti totalmente disinibita o esiste sempre quel freno che ti proibisce di esporti troppo?

Valentina: Ciao e grazie a voi per questa intervista. Credo che la scrittura porti inevitabilmente ad un’esposizione per l’autore. E questo vale anche per me, che ho scelto e mantenuto la strada dell’anonimato.  Certo, possiamo parlare di  un’esposizione differente, poiché non riconducibile direttamente ad una persona da parte dei lettori, ma non per questo meno importante da quello che è il mio punto di vista. Sicuramente l’anonimato mi facilita e incoraggia a una maggiore disinvoltura nel raccontare dettagli molto intimi o imbarazzanti realmente accaduti e difficili da esternare.

D: La scelta di utilizzare lo pseudonimo è stata tua o della tua famiglia?

Valentina: Diciamo che è stato un patto tra me e la mia famiglia. Al tempo della pubblicazione dei libri che compongono la serie TVUKDB (recentemente ripubblicati dalla casa editrice Leggereditore) ero minorenne. I miei genitori erano fortemente preoccupati che tutto ciò potesse distrarmi dagli studi e dal condurre una normale vita da adolescente. A distanza di anni, sono ancora convinta che sia stata la scelta più giusta.

D: Come è iniziata questa avventura con la scrittura?

Valentina: Tutto è iniziato scrivendo appunti e riflessioni sul mio diario delle medie. Annotavo tutto quello che mi capitava, anche le cose meno importanti. La scrittura sapeva darmi conforto, calore e sicurezza. Era – ed è tuttora – il mio porto sicuro.

D: A cosa pensi possa essere utile la scrittura?

Valentina: La scrittura è libertà. Libertà di poter esprimere tutto ciò che si ha dentro. È uno sfogo, a volte una necessità. È, inoltre, creatività: spesso si parte da esperienze personali per condirle con la fantasia. Credo che al pari della lettura, anche la scrittura può rivelarsi per molti una forma di evasione dal mondo.

D: Da lettrice invece, quale genere leggi abitualmente e perché pensi sia importante?

Valentina: Leggo diversi generi: romanzi rosa, fantasy, romanzi storici… Dipende molto dal tipo di storia che sto cercando in un determinato momento. Adoro molto la Kinsella, ho letteralmente divorato la saga di Harry Potter. Il giovane Holden di Salinger, infine, è stato uno dei miei romanzi di formazione. Leggere, non importa quale genere, è importante per migliorare e ampliare il proprio vocabolario. Inoltre, è essenziale per imparare a scrivere bene e con consapevolezza.

D: Cosa vorresti accadesse nel tuo futuro?

Valentina: Devo dire che al momento sono abbastanza soddisfatta della mia vita. Ho finito l’università da un anno e ho iniziato a lavorare pochi mesi dopo la laurea. Per il futuro mi auguro grandi soddisfazioni sia professionali che nella vita privata.

D: I tuoi romanzi parlano profondamente e superficialmente di te. È già ben palesato dalla coincidenza del nome con il quale ti esponi e il nome della protagonista. Ti piacerebbe provare a scrivere qualcosa tentando di metterti nei panni di persone distanti dal tuo mondo?

Valentina: Ogni libro contiene inevitabilmente qualcosa del suo autore, anche nascosto dietro un dettaglio. Nel caso della mia serie TVUKDB, la corrispondenza è automatica. Invece, a brevissimo (il 22 settembre) usciranno i due volumi della serie Alicia, editi Leggereditore. Ecco, in questo caso ho raccontato un mondo totalmente diverso dal mio. Alicia – la giovane protagonista – vive a Bologna, è di origini indiane e ha un cane di nome Teo a cui è molto legata. Vi posso anticipare che la vita di Alicia sarà molto ma molto movimentata e piena di avventure! 😉

D: Perché pensi che alla tua età ci sia poco interesse nei confronti della letteratura? Un consiglio che senti di voler dare ai giovani?

Valentina: Vi ringrazio per questa domanda perché è una problematica che mi sta molto a cuore. Sicuramente le tante distrazioni della società attuale (smartphone, videogame, internet ecc.) non aiutano i più giovani ad avvicinarsi ai libri, che preferiscono – invece –  occupare il tempo libero in altre attività. Da non sottovalutare poi l’ambiente in cui si cresce: è difficile che i ragazzi leggano in case in cui non ci sono libri.  Se dovessi dare consiglio, è quello di leggere tanto e tutto. Leggere soprattutto per se stessi: per acquisire autonomia di pensiero. E non è cosa da poco.


Un consiglio che condividiamo pienamente, leggere è cultura… è allargare gli orizzonti, come hai giustamente detto tu precedentemente. Ci uniamo alla speranza che i giovani possano accantonare lo smartphone per dedicare tempo ai libri, perché leggere è decisamente più costruttivo per se stessi.

Un grande in bocca al lupo per le tue prossime uscite in libreria, ma sappiamo già che sarà un grande successo… come sempre! 

Intervista a cura di Cinzia La Commare e Alessia Di Maria.

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