Questa sera vi parlerò di un romanzo “difficile”. “Il giardino dei profumi perduti” di Jan Moran.  Un romanzo d’amore, ma ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non è facile parlare d’amore, scrivere d’amore, quando intorno ai protagonisti impazza la più atroce delle guerre. L’olocausto e tutte le brutture che hanno reso famoso, purtroppo, Hitler. Ma la verità è che siamo incapaci di non cercare l’amore anche quando attorno a noi c’è solo morte e devastazione. L’amore ci salva, l’amore ci spinge a lottare, a rialzarci… a cercare riscatto.  A vivere, anche quando vorrebbero vederci soccombere! 

Titolo: Il giardino dei profumi perduti
Genere: romanzo storico
Editore: Nnewton Compton 
Autore: Jon Moran
Link d’acquisto: Amazon 

Trama: 

Quando Danielle Bretancourt lascia insieme al marito la Polonia, a bordo di un transatlantico di lusso, affidando alla nonna paterna il suo adorato bambino, non immagina che la sua vita sta per cambiare per sempre. Danielle ha un dono speciale: riesce a creare dei profumi perfetti. La sua famiglia ha prodotto profumi per centinaia di anni e lei intende portare avanti la tradizione. L’anno è il 1939, e la dichiarazione di guerra e l’ascesa dei nazisti nel continente europeo minacciano la sua famiglia, divisa tra la Francia e la Polonia. Passando per Londra, Danielle raggiunge i genitori a Parigi, ma in seguito alla morte del marito, e con l’aiuto del fratello che milita nella lotta clandestina antinazista, torna nella Polonia occupata alla disperata ricerca del figlio, sostenuta dall’affascinante Jonathan Newell-Grey, giovane capitano della Marina. Nonostante le innumerevoli difficoltà e i gravissimi lutti subiti, riuscirà a mettere in salvo alcuni dei suoi familiari fuggendo con loro in America, povera e senza risorse, per iniziare una nuova vita. Una volta a Los Angeles, potendo contare solo sulla sua determinazione e il suo talento, una nuova sfida la attende: conquistare con i suoi profumi la raffinata élite di Hollywood.

Recensione: 

I cari che aveva perduto erano vittime di guerra, ognuno di loro. Rivolse uno sguardo alla madre e alle bambine. Soprattutto i vivi.

 

Danielle Bretancourt è una donna francese benestante, una profumiera attenta. Ha un marito, Max, e un figlio, Nick. Sono una famiglia felice, vivono in Polonia e hanno un’azienda. Una famiglia normale, due persone che si amano. Ma presto tutta quella normalità viene spazzata via dal terrore, dalla guerra che minaccia ogni cosa. Ogni legame, ogni certezza. La guerra che distrugge, fa crollare persino i più coraggiosi degli uomini. La guerra che divide le famiglie. E lo stesso capita a Danielle, alla sua famiglia divisa tra la Francia e la Polonia invasa. 

Un romanzo toccante perché ambientato durante un periodo storico orribile, che nessuno di noi può dimenticare anche se non lo ha vissuto. La paura della guerra è vivida in ogni pagina, in ogni parola o riflessione. Sembra quasi di sentirlo sulla propria pelle quel terrore di perdere le persone amate, la propria quotidianità più che la propria stessa vita. Perché se ti portano via tutto quello che hai costruito e in cui hai creduto, cosa ti rimane? Danielle dovrà affrontare la più atroce delle perdite, l’incertezza di sapere se suo figlio è vivo o se i nazisti lo hanno barbaramente ucciso, solo perché ebreo! Solo perché la follia di Hitler in fondo era anche quella di molti altri uomini che lo hanno reso “potente”. 
E così Danielle si ritroverà a dover essere forte, per se stessa, per i suoi cari, per i suoi figli. 

E finalmente capì cosa mancava. Un nucleo forte, un caldo aroma ambrato che avrebbe creato una profonda connessione con l’anima. L’amore.

Ma “Il giardino dei profumi” è anche e soprattutto un romanzo d’amore. L’amore, come dicevo prima, è il rifugio dove ognuno di noi cerca pace. Non importa se te lo hanno strappato via una volta, due volte, tante volte. Tu quel’amore lo vuoi e lo vorrai sempre, anche se fuori piovono bombe dal cielo e portano morte, pianto, urla, dolore… la paura di perdere tutto ancora una volta. E contemporaneamente la voglia di sopravvivere, di prendere in mano la tua vita e fuggire… provare a rinascere altrove, in un paese che non è il tuo ma che forse potrà ridonarti una parvenza di normalità. Nonostante le tante croci nel cuore. 

Si scambiarono uno sguardo, e in quell’istante, Danielle capì che lui avrebbe lottato per lei, anche se lei era troppo debole per lottare per se stessa.

Per Danielle non sarà così facile, dovrà piegarsi tante volte, sentire l’alito della sconfitta, la costante presenza dei nemici che minacciano la sua vita e quella dei suoi figli. E per i suoi figli lei è disposta a tutto, persino a rinunciare al vero amore. Alla seconda possibilità che la vita, nonostante tutto, le offre. E capita anche che a volte, quando non sai dove trovare rifugio, approfitti della prima spalla su cui piangere. Ti dici che ti basterà, che il sorriso e la felicità dei tuoi cari sarà anche la tua, ma non è vero. E’ una bugia. 
Fuori il nemico avanza, ma Danielle è tornata ad amare.  Un amore difficile, tormentato dai fantasmi del passato e da quelli del presente. Ostacolato dal conflitto bellico che ha piegato l’Europa. Allontanato da scelte dovute, fatte per proteggere e proteggersi. Reso quasi impossibile dalle comunicazioni difficili, in un periodo in cui comunicare era già difficile senza che ci si mettesse la guerra di mezzo. 

Ho letto questo romanzo pagina dopo pagina con la pelle d’oca alle braccia. A volte mi sono dovuta fermare, riflettendo, immedesimandomi e provando ad immaginare quanto deve essere stato difficile vivere in quegli anni. Per alcuni più che per altri.

Tuttavia ho riscontrato qualche incongruenza storica e sul finire la narrazione è diventata fin troppo lenta, disperdendo quella voglia di sapere cosa ne sarebbe stato di Danielle e del suo amore. Quali scelte avrebbe fatto, come se la sarebbe cavata. Se la soluzione che aveva trovato per proteggere se stessa e i suoi cari si sarebbe rivelata giusta. Se avrebbe trovato il coraggio di vivere il vero amore, ancora una volta. E soprattutto se Nick era vivo, se si sarebbero ricongiunti. Avrei evitato alcuni dialoghi tra personaggi secondari, di pagine e pagine, per mantenere viva quella tensione della prima metà. Ad ogni modo, è un romanzo ben scritto. La traduzione non ha intoppi e anche l’editing è buono, a parte qualche svista umana. 

Quattro stelle. 

 

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