Titolo: Non vorrei lasciarti mai” 
Autore: Emily Bleeker 
Editore: Newton Compton

Trama:

Natalie e Luke sono una coppia felice, fino al giorno in cui un tragico destino si abbatte su di loro. Natalie si ammala e muore prematuramente, lasciando il marito e i tre bambini. La famiglia, sconvolta dalla terribile perdita, prova a recuperare una sorta di normalità grazie ad Annie, la migliore amica di Natalie, ma ritrovare la pace sembra impossibile: Luke comincia infatti a ricevere delle strane lettere. E il mittente è proprio Natalie… Sono lettere che la moglie ha iniziato a scrivere quando ha capito che non ce l’avrebbe fatta. Sono lettere piene di indicazioni su come organizzare la sua nuova vita da padre single e su come gestire i bambini. Natalie ha anche indicato il nome della babysitter migliore per loro. Luke non riesce a immaginare chi sia a spedirgliele, ma segue tutti i consigli di Natalie. Fino a quando, tra i suoi effetti personali, non trova una busta, e allora comincia a dubitare di tutto ciò che la riguardava. C’è qualcosa nella vita di Natalie che gli sfugge. E c’è una persona che salta fuori dal suo passato che alimenta troppi sospetti in Luke…

 

 

RECENSIONE: 

 

Benvenuti nella mia nuova rubrica “Letture poco estive”. Non so davvero come io riesca a imbarcarmi in romanzi o serie tv pesanti come cemento armato, ogni singola volta. Se esistesse un concorso per questo, credo che potrei salire sul podio, perciò lasciatemi sfogare.

Non avevo mai sentito parlare di quest’autrice prima d’ora, né tantomeno di “Non vorrei lasciarti mai”, titolo originale “When I’m gone”.

In soldoni, Natalie e Luke sono perfetti insieme. Il loro è un matrimonio felice, benedetto dall’arrivo di tre splendidi bambini. Lei insegna, lui è un programmatore, i bimbi non danno problemi. Natalie e Luke si amano, profondamente, poi lei si ammala di cancro e muore.

Ora Luke è un giovane padre single devastato dal dolore, non sa come potrà andare avanti e sopravvivere al lutto, deve inventarsi un modo per continuare a essere un buon padre per Will, May e Clayton. Forse la migliore amica di Nat, Annie, potrà aiutarlo. Iniziano ad arrivare delle lettere, così dal nulla.

È Natalie a mandarle: con le sue parole conforta Luke, gli ricorda che lo ama, gli fornisce indicazioni per la gestione dei bambini, impartisce direttive, gli chiede di tenere riservate quelle missive. Nessuno, nemmeno Annie che pure era la sua amica più cara, deve venire a conoscenza dei segreti che non ha avuto il coraggio di confessare al marito quando era ancora in vita.

Persino la persona più ordinaria e trasparente del mondo può nascondere qualcosa di indicibile. E per tutto il tempo mi sono chiesta: come puoi negare a chi hai amato la pace?

Devo ammetterlo, quando ho letto la trama ho storto il naso. Per prima cosa, temevo di imbattermi nell’uomo inetto che non sa cucinarsi un uovo e per cui sarebbe impensabile lavarsi le mutande, figuriamoci farsi carico di un adolescente e due bambini. Secondariamente, mi sembrava troppo simile a P.s.: I love you. Niente di tutto ciò, per fortuna. Luke fa del suo meglio e, per quanto Natalie cerchi di risollevarlo e lo sproni a ritrovare se stesso e l’amore, Non vorrei lasciarti mai prende un’inaspettata piega misteriosa. 

“In giorni come quello sentiva la mancanza della vecchia Natalie: sua moglie, la madre dei suoi figli, la donna che pensava di sconoscere.
Ma per poterla rimpiangere così, doveva mettere da parte tutte le sue domande.”

Perché Natalie non ha raccontato a Luke gli eventi sconvolgenti che le sono accaduti? Perché ha taciuto la presenza di un altro uomo nella sua vita? Inizialmente, quelle lettere sono per Luke motivo di sollievo, ma quando tra le sue cose lui trova una busta e salta fuori più volte lo stesso nome, le cose si complicano. Luke vorrebbe poter piangere la moglie, tuttavia i sospetti che inizia a nutrire non lo fanno stare sereno e Luke inizia a scavare. Nel proprio passato tormentato, in quello di Natalie, nel matrimonio di quella che è diventata la sua unica amica, Annie. Un viaggio sia a ritroso che nel presente, raccontato in terza persona dal punto di vista di Luke.

Potreste trovare la parte centrale di Non vorrei lasciarti mai piuttosto lenta e descrittiva. A un certo punto, il registro narrativo (romanzo epistolare) varia e ci troviamo di fronte un testo introspettivo, con qualche problema di sinonimi, da imputare alla traduzione, probabilmente. “Le aveva detto che poteva essere felice, e anche lui doveva fingere di esserlo, anche se non lo era affatto”. Notato niente? I capitoli ne sono disseminati e album, sì avete capito bene: un quaderno che raccoglie fotografie, cartoline o ricordi vari, è tradotto in albo e l’ho trovato abbastanza strano.

Luke, il protagonista, è sufficientemente caratterizzato ma ahimè viene descritto come una persona sempre in balia di tutto ciò che lo circonda: alla mercé delle decisioni della defunta moglie, del lutto, degli ormoni. Vorrebbe conoscere la verità ma ha paura di cercarla.

I personaggi secondari femminili sono fisicamente descritti nel dettaglio ma non rappresentano una femminilità di tipo positivo. C’è Terry, la suocera arpia. C’è Annie, che non riesce a ribellarsi come più di vent’anni prima non riuscì a fare la madre di Luke. E c’è Jessie, la dolce babysitter troppo malata per essere affidabile.

Se consiglierei questo romanzo? Sì, perché nonostante le sue pecche e tutte le supposizioni che potrete fare, il finale vi sorprenderà e vi spingerà alla riflessione. Almeno, a me è successo così.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *