Katy1Questo giovedì abbiamo il piacere di ospitare sul nostro sito una scrittrice dalle mille risorse, il romanticismo e la passione si mescolano nei suoi romanzi facendo sognare ogni lettrice. In questa intervista conosceremo un po’ meglio Catherine e il suo ultimo romanzo, “La più dolce tentazione”, pubblicato dalla Rizzoli ad ottobre 2015.

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda.
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Innanzitutto grazie per questa opportunità che mi state dando. Io scrivo da tanto tempo, dall’adolescenza praticamente. Le mie storie erano di genere  romantico, anche se le mie letture invece spaziavano molto. Ho buttato tutto quello scritto allora, un po’ per mancanza di tutti i supporti di memoria che esistono adesso e un po’ perché non nutrivo gran fiducia in me stessa. Ho iniziato a confrontarli con un pubblico vero e proprio, invece, cinque anni fa, quando ho ripreso a scrivere con la costanza di una volta. Ho esordito sulla piattaforma di Efp e lì ho potuto riscontrare che le mie storie venivano apprezzate molto.

D:Come mai la decisione di utilizzare uno pseudonimo per le tue pubblicazioni?

R: Non ho seguito una moda o altro. Semplicemente non volevo che vicini di casa, familiari impiccioni e colleghi curiosi sapessero di questa mia passione perché la critica è il loro sport preferito. Così ho optato per Catherine, che sarebbe il nome originario dal quale il mio ( che invece è proprio Katy) è tratto, e BC, che invece sta per Blonde Caprice, visto che su Efp usavo il nick Capriccio biondo.

D: Hai pubblicato diversi racconti, a quale ti senti più legata?

R: Ognuno dei miei lavori ha una sua storia e sono affezionata a tutti. Logicamente “Il sapore del proibito”, che è il mio romanzo d’esordio, e il suo protagonista, Stephen,  hanno un posto speciale nel mio cuore.

D: Il tuo ultimo romanzo, “La più dolce tentazione” è stato pubblicato dalla Rizzoli per la collana You Feel. Come sei arrivata alla decisione di voler inviare proprio questo romanzo? Lo hai scritto pensando di volerlo inviare alla Rizzoli o la decisione è arrivata successivamente?

R: Ne avevo già una bozza nel cassetto che aspettava un motivo valido per essere ripresa in mano. L’ho spedita alla You Feel perché mi sembrava che potesse rientrare nelle loro linee editoriali e mi è andata bene!

D: “La più dolce tentazione” è un romance con sfumature erotiche, come ti sei avvicinata a questo genere ?

R: E’ sempre stato il genere più nelle mie corde, anche se il mio è un concetto di erotismo un po’ vecchio stampo. Non amo la volgarità e le scene di passione che compaiono nei miei romanzi sono sempre accompagnate da un sentimento, dichiarato o in potenza.

D: Ma com’è nato questo romanzo? Cosa ti ha ispirata?

R: Mi ha ispirata il cioccolato. Esiste un’ispirazione più golosa e irresistibile? Non credo. Il connubio tra sesso e cibo è sempre stato qualcosa cui l’uomo non ha mai saputo resistere, per cui ho scelto la leccornia per eccellenza per combinare quest’unione a modo mio.

D: La storia è nata di getto o hai impiegato diverso tempo per darle forma?

R: I primi capitoli sono stati scritti piuttosto in fretta. Poi è nata nella mia testa l’idea di dare alla storia una chiave di lettura molto particolare (che ora non posso rivelare senza fare spoiler) e ho cominciato a studiare a tavolino i punti dove seminare gli indizi perché il finale potesse avere un senso.

D: Come definiresti questo romanzo in tre parole?

R: Passionale, dolce, intrigante.

D: Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi lo leggerà?

R: Il messaggio potrebbe essere duplice: molto spesso nella vita noi facciamo il nostro destino e non sempre la felicità è gratuita.

D: Da lettrice qual è il genere letterario che ti è più affine e quale non riusciresti mai a leggere? E da scrittrice?

R: Da lettrice amo il romance in ogni sua sfaccettatura. Mi piace il fantasy romance, lo YA e anche il romance storico. Quando ero ragazza ho divorato gialli e noir, ma ora prediligo romanzi che mi emozionino intensamente e mi facciano sognare. Una cosa che proprio non riesco a mandare giù  è il dark romance. Non voglio essere fraintesa. Ci sono autrici bravissime anche in questo genere, ma io, pur cogliendo l’evidente elemento di finzione, che c’è in ogni romanzo, non apprezzo il messaggio che qualcuna potrebbe leggervi. Come scrittrice penso che faticherei moltissimo a costruire un giallo, magari pure storico. Ho partecipato a qualche work shop in merito e mi sono resa conto che è un lavoro enorme, non sempre ripagato dato il genere un po’ di nicchia. Ammiro chi eccelle in questo genere.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: Certo che sì. E’ successo di recente. E’ doveroso premettere che io non ho tempi di scrittura brevi. Ho un ritmo personale che non è regolare e molto dipende da ciò che mi gira intorno e mi ruba spesso del tempo.  Inoltre, ho bisogno di ispirazione. Quando la fonte è venuta a mnacare per cause che non sto qui a illustrare, la mia mente si è bloccata e la mia voglia di scrivere volatilizzata. Questa situazione è durata qualche mese e poi, lentamente, tutto è tornato alla normalità.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Non posso che avere un’opinione positiva. Vengo anch’io dal mondo self e non è nemmeno detto che ne sia uscita del tutto. Non penso che siano una categoria di perdenti scartati dalle CE, quanto piuttosto autori e autrici che hanno il coraggio di mettersi in gioco a spalle completamente scoperte. Certo, si trova di tutto, come succede anche con chi esce con una CE, magari blasonata. Non tutto ciò che è self è da bypassare con la puzza sotto il naso e non tutto ciò che esce da una Ce è oro colato.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Ho provato a scrivere sia in prima che in terza persona, come fossi un narratore esterno. Quale sia la scelta narrativa più emozionante e coinvolgente è ancora oggetto di dibattito. La mia preferenza va comunque, come autrice, alla prima persona perché permette, in primis a chi scrive, di vivere un’empatia  coi personaggi che poi si spera  di riuscire a trasmettere al lettore.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Di sicuro un pro è avere la possibilità di esprimere le proprie fantasie, di dar loro corpo, di creare con la tastiera eventi, personaggi, immagini che poi prendono vita. Il  lato creativo è molto importante. Il più grande degli elementi contro, invece, è non essere capite o valorizzate, magari da chi abbiamo vicino.

D: Tornando alla tua esperienza con la You feel, ti sei trovata bene nel lavorare con loro? Hai già in mente un nuovo romanzo da sottoporre all’attenzione della Rizzoli?

R: Mi sono trovata benissimo con lo staff You Feel. Sono tutti preparati, rigorosi e disponibili. Ho in mente e sulla carta scalettate parecchie idee. Mi manca solo il tempo per buttarmici a capofitto. Intanto approfitto dei ritagli di tempo per fare le ricerche correlate. Non mi piace lasciare nulla al caso.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Vorrei ringraziare chiunque arriverà fino a leggere l’ultima risposta. Vuol dire che è stato disposto a darmi una possibilità.

D: Ultima domanda e poi ti liberiamo! Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Ho già scalettato diverse storie. Innanzitutto la terza della Forbidden Trilogy, che andrà a chiudere un progetto ambizioso (per me) iniziato due anni fa. Poi ho in mente un altro paio di storie romantiche contemporanee, una frizzante e l’altra un po’ più introspettiva. Infine, ho in mente uno storico, se già così possiamo definire il descrivere le vicende accadute circa settant’anni fa. Vorrei raccontare la storia incredibile dei miei nonni.

Grazie infinite per averci dedicato il tuo tempo e per averci parlato di te. In bocca al lupo per tutti i tuoi sogni e progetti!

Catherine: Grazie a voi! Siete state gentilissime!

Intervista a cura di Cinzia La Commare

 

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