Emily28Questo giovedì abbiamo il piacere di ospitare Emily Pigozzi.

In questa intervista conosceremo un po’ meglio Emily e il suo ultimo romanzo, “L’angelo del risveglio”.

D:Tu scrivi fin da bambina, qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Ciao a tutte ragazze di Tratto rosa, sono molto felice di essere vostra ospite! La prima cosa che ho scritto…una poesia, certamente. Anzi, più di una: dedicate a piccole cose del quotidiano che mi colpivano, come l’autunno, o una casa abbandonata. Il primo a cui le feci leggere fu un anziano professore di musica, mio insegnante, che componeva a sua volta e ci insegnava la bellezza del melodramma. Lo vidi molto colpito e ricordo che provai una grande gioia! Avevo otto anni.

D: Come è avvenuto il passaggio dalla poesia alla narrativa? Scrivi ancora poesie?

R: La narrativa è sempre stata una grande passione per me: dieci anni fa ci fu il primo abbozzo di un romanzo, che non mi vide soddisfatta e che tuttora conservo in un cassetto. In seguito, un periodo molto particolare e un’esperienza di vita molto forte hanno liberato questa mia passione ed è nato “Un qualunque respiro”, il mio primo romanzo, uscito nel 2014. E’ stato un passaggio quasi istintivo e violento, che non mi aspettavo e che mi ha frastornata ma anche resa molto felice. Le poesie le scrivo ancora, le scrivo sempre, fanno parte della mia anima. Al momento confesso però di essere molto coinvolta dalla narrativa: sto ancora esplorando i miei limiti, cercando di crescere sempre più.

D: Il romanzo da te scritto a cui sei più legata? Perché?

R: E’ dura sceglierne uno, ma posso citarti “Il posto del mio cuore”, di imminente pubblicazione: è una storia al femminile, che racchiude tante storie facenti parte di persone che ho conosciuto e che hanno segnato la mia vita: non è assolutamente un libro biografico, ma ognuno dei personaggi, anche i secondari, ha un posto preciso nel mio cuore ed è stato costruito con molto amore. Oltretutto durante la fine della prima stesura ho avuto il regalo più incredibile della vita: ho scoperto infatti di aspettare la mia secondogenita, una bambina dolcissima.

D: Da lettrice, qual è stato il libro che ti ha colpita maggiormente?

R: Ce ne sono moltissimi, perché naturalmente sono una lettrice molto accanita e appassionata. Posso citarti i libri di Joseph Roth, come “La Marcia di Radetzky”, con la sua forza e la sua drammatica parabola discendente, oppure “La storia”, di Elsa Morante, una storia semplice e popolare ma scritta in maniera magnifica, coinvolgente e commovente. Ho poi una passione per “Il piccolo principe”, e anche per classici come “Piccole donne” della Alcott. Concludo con “Il mandolino del capitano Corelli” di Louis de Bernieres, la storia d’amore che avrei voluto scrivere.

D: Da lettrice qual è il genere letterario che ti è più affine e quale non riusciresti mai a leggere? E da scrittrice?

R: Da lettrice, adoro le storie in rosa e i romanzi storici, mentre non riesco a leggere gialli e thriller: la suspense e l’azione proprio non fanno per me! Da scrittrice, amo cimentarmi nelle storie in rosa un po’ mainstream, cioè libri non di genere, che però abbiano sempre come centro i sentimenti. Non riuscirei mai a scrivere un giallo, e nemmeno un fantasy: ammiro chi li scrive bene, ma davvero sono generi lontanissimi da me.

D: Com’è nato il tuo ultimo romanzo, “L’Angelo del risveglio” ? Cosa ti ha ispirata?

R: “L’angelo del risveglio” mi è molto caro: i suoi personaggi sono nati nella mia fantasia e hanno camminato con me per molto tempo! Ad ispirarmi è stato l’amore puro,la voglia di lasciarmi andare al romanticismo che in fondo tutte noi sogniamo, il desiderio di raccontare una piccola favola che però attingesse dal quotidiano: basti pensare che Serena, la protagonista, è un’infermiera proprio come mia madre. Sono felice di averlo messo finalmente su carta, e spero che trasporti chi lo leggerà in un mondo di dolcezza…con qualche sorriso!

D: Come definiresti questo romanzo in tre parole?

R: Romantico, magico, coinvolgente.

D: Qual è il messaggio che vuoi comunicare a chi lo leggerà?

R: Che nei sogni si può sempre credere, e che i grandi amori possono capitare anche alle persone comuni. E’ facile innamorarsi di Pietro e di Serena, i protagonisti, delle loro fragilità e della loro voglia di amare e di crescere come persone.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: In un certo senso, il mio blocco dello scrittore è durato per tantissimi anni: ho sempre avuto tante idee ma non riuscivo a cominciare, a metterle in pratica, persino a radunarle. Al momento invece ho il problema opposto: un taccuino pieno di idee, e poco tempo per scrivere!

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: A dire la verità li tengo d’occhio: finora non mi sono mai autopubblicata, ma da scrittrice è attualmente un’esperienza che credo vada fatta, per sondare il terreno da altre prospettive. Piano piano sto iniziando ad avvicinarmi all’idea, e con il romanzo giusto ti dico che non mi dispiacerebbe mettermi alla prova in questo senso. D’altro canto conosco ottimi autori, che stimo, che si sono felicemente cimentati nel self incuriosendomi ancora di più verso questa opportunità.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Di solito come spettatrice: è come se costruissi la scena di un film con tanto di costumi e di colonna sonora! Vedo esattamente cosa sto raccontando, tanto che in certi momenti le mani sono troppo lente rispetto alla visione!

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Lunghissimo elenco…tra i pro senza dubbio la capacità di esprimersi, di creare piccoli mondi: la felicità di terminare un romanzo dopo averlo costruito e sviluppato, la gioia della creazione intendo, è qualcosa di impagabile. D’altro canto è anche un ambiente molto competitivo, spesso vittima della soggettività o di strani meccanismi, come ogni ambito artistico, e fonte di frustrazione e persino di solitudine: è difficile far capire la nostra spinta e il nostro desiderio a chi ci circonda ma non lo condivide.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Che spero vogliano darmi un’opportunità come scrittrice leggendo i miei lavori: sono i lettori a darci la gioia e l’onore di sceglierci per dare vita ai loro sogni.

D: Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Un romanzo di formazione al femminile che sarà pubblicato molto presto: è una storia particolare, ambientata tra gli anni cinquanta e settanta del secolo scorso, con protagonista una ragazza e i suoi amori, alla ricerca della sua strada e alla scoperta di sé e dei suoi sogni. Oltre a questo già pronto per uscire, sto rivedendo una romance contemporaneo, all’insegna della dolcezza e di un pizzico di ironia.

Grazie infinite per averci dedicato il tuo tempo e per averci parlato di te. In bocca al lupo per tutti i tuoi sogni e progetti!

Emily: Grazie a voi di questa bella chiacchierata…in rosa!

 

Intervista a cura di Cinzia La Commare

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

2 Comments on “Intervista a Emily Pigozzi: L’angelo del risveglio”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *