10644531_10206131480180694_3744128288535727655_oInauguriamo le interviste del 2016 con questa piacevole chiacchierata con Giovanna Mazzilli, autrice di molti romanzi di successo. Conosciamola meglio con qualche domanda:

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Ciao a tutte e grazie per l’ospitalità, è un piacere rispondere a queste belle domande.
Ricordo ancora la primissima cosa che ho scritto: una poesia romantica. Ero in seconda media e, anche se ne avevo scritte molte che non avevo mai mostrato, quella mia composizione aveva colpito in modo particolare la mia professoressa d’italiano. La presentò a un concorso tra classi e vinsi il primo premio. Amo la poesia e i giorni di pioggia sono tutt’ora ricchi d’ispirazione per me.

D: C’è un romanzo al quale ti senti più legata? Perché?

R: Domanda difficile perché sono legata in modo particolare a ogni mio lavoro, sono una piccola parte di me. Se dovessi scegliere, sotto tortura, direi Sweet Destiny, il mio primo romanzo. Le ragioni sono tante, ma in modo particolare perché la storia d’amore che lega i due protagonisti Eric e Charlotte ricorda molto quella mia e di mio marito. La dolcezza e l’istinto di protezione del personaggio di Eric sono le stesse, ho voluto marcare queste sue caratteristiche nel romanzo così da permettermi di usarle come una dichiarazione d’amore per l’uomo che mi ama ogni singolo giorno. Un altro motivo per cui sceglierei Sweet Destiny è perché è la mia prima opera, quella che mi ha presentato al pubblico e ha fatto conoscere la mia penna.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Preferirei concentrarmi solo su i pro di quest’ambiente, ma i contro sono una realtà che, in un modo o nell’altro, devi affrontare. Sicuramente uno dei pro è l’aver conosciuto tantissime colleghe, diventate amiche e l’aver creato un legame particolare con le lettrici che ti seguono sin dalla prima storia. Un altro pro è l’essere cresciuta come persona e vedere com’è maturata la mia scrittura in questi anni. I contro sono molti, ma ne dirò solo un paio: la cattiveria di certi individui, che non aspettano altro per attaccare sia la tua persona che il tuo lavoro, e lo stress a cui sei sottoposta ogni giorno. Perché la scrittura è sì una passione, ma dietro c’è anche tanto sacrificio.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: Quando scrivo riesco a immedesimarmi con i miei personaggi. Soffro con loro, sono felice quando loro sono felici, mi arrabbio spesso in concomitanza. Mi è capitato di piangere mentre scrivevo una particolare scena dove, appunto, la protagonista versava fiumi di lacrime di gioia. Quando mi sono resa conto che stavo piangendo sono rimasta sbalordita, non ero mai stata in grado d’identificarmi in modo così profondo.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona?  Passato o presente?

R: Inizialmente scrivevo al passato e in terza persona. Poi, con il romance erotico, ho voluto provare con la prima persona perché riuscivo a gestire meglio le scene più piccanti. Avevo bisogno di sentirmi parte della storia e scrivere in terza persona non mi aiutava in questo. Devo ammettere che preferisco il presente e la prima persona, li sento più emozionali. Però scrivo in entrambi i modi.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Ho una buona opinione sul self- publishing, trovo che sia il futuro dell’editoria italiana. Le CE famose sono riuscite a individuare dei talenti e questo grazie al self. Mi trovo molto bene come autrice autopubblicata e ho letto decine di colleghe che meritano il successo che stanno avendo. Ovviamente, come ogni cosa, c’è il rovescio della medaglia. Il self-publishing è ottimo purché i prodotti autopubblicati siano di qualità. Il lettore merita il meglio perché ci da’ fiducia e quindi non deve ricevere libri illeggibili.

D: Hai mai affrontato il famoso blocco dello scrittore? Come lo hai superato?

R: Ci sono passata e sono stati mesi orribili. Il blocco dello scrittore ti devasta l’anima, ti senti incompreso, inutile, a volte anche ignorante. Io mi sentivo spenta, vuota; avevo la testa piena di pensieri, di parole che non riuscivo a mettere per iscritto. Rileggevo i capitoli scritti nei mesi precedenti e li trovavo privi di passione o di emozioni. Mi è capitato di cancellare decine e decine di capitoli che, per fortuna, mio marito aveva salvato su una chiavetta usb. Ecco, è solo grazie a lui se ho superato questo blocco, mi ha spronata, mi ha fatto sfogare e mi ha risollevata dall’abisso in cui la mia creatività era piombata.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo libro che ho pubblicato è “Il Natale che vorrei”, che è online dal 15 dicembre. È una storia natalizia che è nata mentre ero in fase finale dell’editing di un altro libro uscito a novembre. Adoro il clima natalizio e già ne sentivo il profumo, così ho pensato “e se pubblicassi un libro verso Natale?”. L’idea c’era, ma la storia no. Per fortuna una parte della trama l’ho sognata e così, buttando per iscritto quella e un po’ della mia fantasia, senza che me ne rendessi conto la storia era completa, compresa di finale.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Ho tantissime storie abbozzate che aspettano solo il mio tempo per essere scritte, lavorate e amate come meritano. Ho gli altri due libri della trilogia delle Barriere da scrivere (il secondo è a metà stesura), Sergio e Mauro, i fratelli di Amelia la protagonista del primo libro, non vedono l’ora di vedere la luce. Poi c’è la storia di Nicholas e Zaryne, due personaggi apparsi ne “L’Ombra della Lupa” di cui ho già la cover pronta. Il continuo di “Angel” che molte lettrici mi hanno chiesto a gran voce. E una trama carina che continua a occupare la mia mente e che, se tutto va secondo i miei piani, verrà pubblicata a San Valentino.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Ringrazio per aver letto ogni singola risposta e spero che qualcuna di voi si sia ritrovata nelle mie parole. Cerco di essere semplice, anche con le storie che scrivo, così da riuscire a penetrare nei cuori di chi legge.

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Auguro a me stessa molte cose, una su tutte la felicità. Gran parte dei miei sogni si sono realizzati e non posso lamentarmi di niente.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. 

Per voi lettori, un piccolo estratto dall’ultimo libro di Giovanna Mazzilli.

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Intervista a cura di Cinzia La Commare.

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