Per la seconda intervista di oggi torna a trovarci  L.  Cassie!

D: Ciao L. Cassie! Benvenuto/a su Tratto Rosa. Parlaci un po’ di te! Cosa fai nella vita?

R: Ciao! Innanzitutto grazie per avermi ospitata sul vostro blog. Nella vita, al momento, mi sto dedicando “solo” alla scrittura, in quanto sono disoccupata. Ciononostante mi tengo sempre molto impegnata e sto sfruttando questo momento di pausa lavorativa per scrivere il più possibile, cosicché quando troverò finalmente lavoro, mi sarò portata avanti con le stesure dei miei vari romanzi.

D: Quando hai iniziato a scrivere? Ricordi il tuo primo scritto?

R: Ho sempre amato esprimermi attraverso la scrittura. Ricordo che utilizzavo (e utilizzo ancora) le lettere quando aveva qualcosa di importante da dire, riuscivo a far recepire meglio il messaggio e, soprattutto, abbattevo l’imbarazzo che avrei avuto se ne avessi parlato a voce. E’ una passione che mi ha trasmesso mia mamma (ho perso il conto delle lettere che io e lei ci siamo scambiate, pur abitando nella stessa casa), abbiamo sempre tenuto diari segreti in cui collezionavamo citazioni e frasi che ci piacevano. Poi, crescendo, ho iniziato a scrivere i miei monologhi, i miei pensieri, le mie emozioni su numerosi blog e pagine fb. Solo nell’ultimo anno ho iniziato a scrivere libri…

D: Pensi che la scrittura debba essere razionale o irrazionale? Pianificata o totalmente in balia dell’ispirazione e delle emozioni?

R: Scrivere è un’arte, quindi, sicuramente, l’ispirazione predomina su tutto. Senza di quella, a mio avviso, non si va da nessuna parte. Tuttavia so che ci sono scrittori che pianificano ogni loro lavoro nel minimo dettaglio e chi, invece, preferisce scrivere di getto. Io credo di essere un mix di entrambi i metodi.

D: Cosa ti piace raccontare?

R: Mi piace scrivere storie d’amore in cui è d’obbligo affrontare temi sociali.

D:Il tuo romanzo Tutto quello che vorrei com’è nato?

R: Tutto quello che vorrei, la mia ultima opera, è nata dal bisogno di raccontare un altro aspetto (un po’ traumatico) della mia vita e far riflettere i lettori su diversi temi importanti che, purtroppo, fanno spesso parte della nostra quotidianità. Inoltre volevo raccontare una storia d’amore emozionante (noi donne ne siamo sempre alla ricerca). Spero di esserci riuscita.

D: Cosa hai provato quando sei arrivata al fatidico “The end”?

R: Oh, è un’emozione unica. Soprattutto perché ho scritto questo romanzo in pochissimo tempo e, in origine, la data di pubblicazione era prevista per la fine del 2016. Ma, per fortuna, in seguito all’annullamento di un contratto editoriale che mi vincolava, sono riuscita ad anticipare il tutto. =)

D:I luoghi delle tue storie sono reali, ispirati a luoghi esistenti o inventati? Perché?

R: In linea generale sono luoghi reali, mi piace descrivere le ambientazioni e fare ricerche su internet al riguardo. Ma devo ammettere che nel mio primo romanzo “Una nuova vita” il paese era di fantasia, mentre nel secondo “Ascolta il mio silenzio” (attualmente non in commercio) non avevo specificato l’ambientazione. Deduco, quindi, che per quanto mi riguarda la scelta si abbastanza casuale, dettata dalla storia in sé.

D:I tuoi personaggi sono pensati in base alle tue caratteristiche? Ti somigliano o preferisci immaginarli distanti da te?

R: I miei protagonisti mi somigliano molto, riverso in loro parte del mio vissuto e del mio carattere, ma mi diverto anche ad attribuir loro pregi e difetti che io non ho.

D:Che ruolo ha nella tua vita la scrittura?

R: La scrittura ha un ruolo fondamentale. Dico sempre che per me scrivere è come respirare, non potrei vivere senza.

D:Che lettrice sei? Perché pensi sia importante leggere?

R: Sono una lettrice compulsiva. Leggere è importante perché allarga gli orizzonti, istruisce, fa riflettere e, secondo me, allunga la vita.

D:Se la tua vita fosse un libro quale sarebbe? E quale vorresti che fosse?

R: Mmmh, domanda difficile. Credo che la mia vita non sia paragonabile a nessun libro, se non ai miei e, nonostante tutto, non la vorrei diversa.

D:Hai un’opinione riguardo al self publishing?

R: Sì. E devo ammettere che l’ho cambiata molto spesso. All’inizio non ho riscosso molto successo e vedere che tutti riuscivano dove io fallivo era demotivante, ma non ho mai mollato e, ad oggi, credo che il self publishing sia un buon mezzo, forse migliore di tante CE.

D:Cosa speri che arrivi a chi ti legge?

R: Spero arrivi un messaggio di speranza, di forza di volontà, di tenacia. Principalmente questo, ma il mio obiettivo è anche quello di far fermare il lettore e porlo in una condizione di introspezione.

D:Se dal tuo libro qualcuno decidesse di realizzare un film, chi vorresti alla regia? Ti piacerebbe farne parte attivamente o saresti curiosa di vedere come ha interpretato il romanzo chi ti ha letto/a?

R: Oddio, stiamo parlando di un mio sogno! Tuttavia non sono molto esperta  di cinema e conosco ben pochi registi, quindi non saprei fornire un nome. Ma mi piacerebbe vedere l’interpretazione altrui.

D:Vuoi dire qualcosa ai lettori di Tratto Rosa? Dove possiamo seguirti?

R: Potete seguirmi sul mio blog “L. Cassie – Blog” e sull’omonimo gruppo fb o sul mio profilo personale. Grazieee! =)

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