Benvenuti alla seconda intervista di questo venerdì, oggi pomeriggio con noi Manuela Chiarottino.

Ancora prima di incontrarti

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Mi sono avvicinata, o meglio dire riavvicinata, alla scrittura, in un momento difficile della mia vita. Per me è stato quasi terapeutico, un modo per dare libero sfogo alle mie emozioni. Quindi direi senz’altro esigenza.

D: qual è il momento in cui, secondo te, una persona che ama scrivere si qualifica come scrittore?

R: Tra cartacei ed ebook, self e CE, ho diverse pubblicazioni in attivo ma non oso definirmi una scrittrice. Chissà, forse quando si riesce a vivere di scrittura, cosa che vedo davvero impossibile, almeno per me; o forse semplicemente quando si è riconosciuti in quel ruolo dagli altri, allora ci si potrebbe arrischiare a definirsi uno scrittore. Personalmente penso che lo sia chi non può fare a meno di scrivere, perché solo in quel modo riesce a sentirsi bene. E in questo senso, allora lo sono anch’io. E vorrei dire che anche una sola lettrice che lascia una recensione positiva o ti scrive per dirti che la tua storia l’ha emozionata, è una grande soddisfazione.

D: Preferisci iniziare una storia e concluderla o riesci a gestire più storie contemporaneamente?

R: L’ideale sarebbe iniziare una storia e finirla ma nella pratica non riesco mai. Un po’ perché quando arriva un’idea ho bisogno di fermarla, scrivendo anche solo un capitolo o una traccia, un po’ perché possono esserci proposte esterne. In questo momento ne ho due iniziati e un altro in studio e a seconda dell’umore salto dall’uno all’altro, nonostante mi riprometta sempre di terminarne prima uno e poi andare avanti. Sono indisciplinata, lo so, lo so…

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Prima di scrivere sono stata una lettrice, per me è un passaggio fondamentale. Anzi, adesso mi sento in colpa perché non ho più il tempo di leggere come prima.

Come generi da ragazza amavo molto il fantasy, poi sono passata a romanzi di narrativa, come Isabel Allende, e al genere più rosa e chick lit. Adoro Kinsella. Comunque direi che leggo di tutto, tranne l’horror.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Dipende dalle storie e da quello che si vuole trasmettere. Nei chick lit sempre in prima persona e al presente, è più diretto e divertente. Nel romanzo “Ancora prima di incontrarti” ho scritto in prima persona ma al passato, perché la storia inizia dall’infanzia della protagonista e il ritmo era completamente diverso. Ho scritto anche dei romanzi in terza persona, sempre al passato, quando volevo dare il punto di vista di più personaggi e ampliare lo spazio descrittivo.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Smuove la conoscenza e la fantasia. Attraverso le storie puoi imparare, sognare, ridere, commuoverti, vivere altre vite.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Il personaggio che mi somiglia di più è la protagonista del primo self “Arriveranno le farfalle” ma confesso che in “Ancora prima di incontrarti” il prologo è un mio ricordo di infanzia. Diciamo che qualcosa di me forse c’è sempre ma può essere anche solo una traccia impercettibile. E nei chick lit… c’è la parte di me imbranata. Ah ah, non sempre, però spesso prendo spunto proprio dalle mie …diciamo disavventure… e ci ironizzo sopra.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimissimo è “Il mio perfetto vestito portafortuna” presentato al Salone del libro. Un divertente, almeno spero, chick-lit. In questo caso la storia è nata dall’idea che spesso noi donne ci fissiamo su un vestito e vogliamo a tutti i costi che diventi nostro, attribuendogli quasi dei poteri magici. Come se con quel vestito sicuramente conquisteremo l’uomo dei sogni o porteremo a buon fine un colloquio di lavoro.

Se permetti, ci terrei anche a parlare del romanzo precedente, pubblicato con Rizzoli: “Ancora prima di incontrarti”. Proprio per sottolineare due diversi modi di scrivere e forse… be’, due aspetti del mio carattere. In questo caso volevo presentare una storia di crescita, di rinascita e soprattutto d’amore. L’intento era descrivere come la solitudine o la mancanza di affetto possa ferirci o condizionarci, arrivando a sfiorare temi come l’anoressia, l’autolesionismo e il trapianto. Nello stesso tempo volevo dire come attraverso l’amore, prima di tutto verso se stessi, si possa trovare una nuova consapevolezza e fiducia nella vita. Detto questo, il romanzo è soprattutto una grande storia d’amore.

Quindi che dire, mi hanno detto che in questo e nel primo self facevo piangere, così controbilancio con i chick-lit… ah ah.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Ho in programmazione due romanzi con due diverse CE ma non ho ancora la data e quindi non posso dire nulla, mi spiace. Sono anch’io in trepidante attesa. Nel frattempo… scrivo. Le idee sono tante, basterebbe avere il doppio del tempo.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: “La casa degli spiriti” di Isabel Allende, ma anche “I love shopping” di Kinsella. Vedi? Sono bipolare, mi sa…

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Vorrei dire grazie a chi ci sta leggendo in questo momento, a chi ha letto i miei romanzi e a chi li leggerà J invitandoli a contattarmi, se può far loro piacere.

Appuntamento sulla mia pagina fb: https://www.facebook.com/I-libri-di-Manuela-973328299376575/

E nel mio sito: http://ilibridimanuela.wix.com/manuelachiarottino

Oppure cercatemi nel profilo personale https://www.facebook.com/manu.chia.9

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Grazie di avermi ospitata. È stato un piacere.

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