La nostra Linda ha avuto l’occasione di leggere i libri di Anonima Strega e l’ha adorata. Adesso vogliamo conoscerla meglio anche noi attraverso questa breve intervista:

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Cara consorella, io sono nata nel 2014 con un racconto breve per una rassegna. Pilotando i miei sogni con un’adularia sotto il cuscino per visualizzare precisi flash della mia vita passata, ricordo che ho sempre letto e scritto sin da quando non riuscivo ad arrivare più in là degli animali parlanti. Ma esistono figure ben più stupefacenti…

D: qual è il momento in cui, secondo te, una persona che ama scrivere si qualifica come scrittore?

R: Grazie all’ipnosi regressiva, ho rammentato che fino a non molto tempo fa si definiva “professionista” chi scriveva di mestiere; da quando con la crisi le case editrici si sono ritrovate con il portafogli vuoto, però, pure gli autori televisivi hanno un altro mestiere che consente loro di portare il pane a casa. Tuttavia, al giorno d’oggi, chiunque può decidere di pubblicare un libro, e si definisce “scrittore” anche chi ha come occupazione principale quella di trascorrere 24 ore su 24 ad architettare recensioni negative per la concorrenza e battibeccare sui social mentre qualcun altro pensa al suo sostentamento, quindi credo che non esistano più parametri ben definiti. Siamo tutti scrittori, cantanti e allenatori di calcio 🙂

D: Preferisci iniziare una storia e concluderla o riesci a gestire più storie contemporaneamente?

R: Mi concentro su un’unica storia. Valuto vari soggetti e sviluppo quello che più mi convince, sapendo prima di mettermi a scrivere dove voglio andare a parare. Solo così ho la certezza di non perdere di vista equilibrio e omogeneità.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più ti appassionano?

R: Questo è un dato di fatto che chiunque dovrebbe dare per scontato. Purtroppo non sempre succede, da quando il self ha aperto le porte a tutti. Ma i lettori – che al contrario di tanti scrittori, appunto, leggono! – intuiscono la differenza; di conseguenza chi scrive senza leggere non ha comunque scampo.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Senza dubbio la terza offre un più ampio spettro di possibilità, mentre la prima, soprattutto sulle lunghe distanze, appare più piatta e monotona, perché fornisce il punto di vista di un unico personaggio, per cui è impossibile costruire un intreccio che implichi suspense e differenti aspettative. D’altro canto, è più difficile da usare: bisogna studiare le tecniche di scrittura, per non inciampare in errori di soggettiva. Sempre in riferimento alla lunghezza, il passato è meno stancante, mentre il presente evoca una continua tensione che può funzionare per esempio con i thriller o i racconti brevi.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Leggere sviluppa la consapevolezza di sé e del mondo che ci circonda grazie agli occhi di qualcun altro. La visione di un film o di una serie tv ci costringe alla passività, ad assorbire quanto vediamo senza il minimo sforzo, tanto c’è qualcun altro che lo fa per noi, mentre leggendo dobbiamo immaginare da soli le scene e le figure che ci vengono ‘suggerite’, spesso portandoci a chiederci come ci saremmo comportati nella medesima situazione. Aiuta anche a decodificare i messaggi, a comprendere vari tipi di linguaggio, ad arricchire il vocabolario, e chi più ne ha più ne metta. Chi è abituato a leggere solo sms e post sui social spesso fraintende pure frasi chiarissime, ormai.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Questa è la classica domanda da girare alle amiche del cuore, perché da soli è difficile essere obiettivi. Per quanto riguarda le protagoniste femminili ci sono degli scarti consistenti: tutte e tre battagliere e ironiche, si contraddistinguono per un diverso approccio alla magia. Dunia delle “Spose della notte” è una strega consapevole di esserlo; Selene di “Il diavolo e la strega” una comune mortale che scopre di essere in realtà una strega, nonostante il punto di partenza la veda scettica su tutto; Iris di “Spettabile Demone” è una comune mortale che si ritrova circondata da fenomeni paranormali a cui preferirebbe non credere. Diciamo che il mio ‘gioco’ me le avvicina da lati diversi, ma il personaggio con cui ‘collaboro’ maggiormente è un uomo, il Grande Magus e capo dei servizi magici Jeremiah della trilogia delle Spose, perché è un po’ lo scrittore dietro le quinte che decide le sorti dei personaggi intessendo la trama a loro insaputa.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Mi trovo sempre in difficoltà quando mi pongono questa domanda, perché non ricordo mai di preciso da dove arrivano le storie. C’è sempre un momento in cui ti balena in testa un’idea, che poi sarà quella che svilupperai o una di quelle che scarterai, e quell’idea si unisce a tante altre correlate che pian piano la delineano. In questo processo può aiutarmi la musica, così come una suggestione qualsiasi nel corso della mia vita quotidiana, e da dove siano arrivati Nergal e Selene di “Il diavolo e la strega” è ormai per me un dato sconosciuto. J Di sicuro, dopo un’intera trilogia sulle streghe, complessa e articolata, volevo affrontare il tema della magia naturale in maniera più svelta e immediata, da un punto di vista più ‘umano.’ Al tempo stesso, ho cercato di lanciare un messaggio di vittoria del Bene sul Male che andasse oltre la classica suddivisione fra ‘buoni’ e ‘cattivi’, così come, dati i tempi, ho voluto scavalcare anche le differenze fra credi religiosi e tornare all’origine ‘vera’ dell’essenza umana.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Nel cassetto ho già le prime bozze di un altro paio di storie. Riguardo una non posso anticiparti ancora niente. L’altra è invece lo spin-off delle “Spose della notte.” Jeremiah (il mio alter ego ‘tramista’) mi ha aiutata a trovare un modo per far tornare un personaggio del precedente autoconclusivo, “Spettabile Demone.” Da quando è uscito, nel giugno dell’anno scorso, ho ricevuto numerosi messaggi in cui mi si chiedeva di seguire ancora le sorti di un secondario, e in questo modo ho realizzato uno spin-off che è in realtà pure un crossover, ma anche un autoconclusivo che non obbligherà a leggere il resto.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Tanti e nessuno. Io penso che chi scrive sia sempre spinto dalla volontà di ideare la storia che vorrebbe leggere e che non ha trovato. Non tanto per presunzione, quanto per un’esigenza della fantasia, dell’immaginario personale, che è diverso per ognuno di noi.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Se state male davvero, andate dal dottore. I santoni paranormali o le cartomanti che vi chiedono un mucchio di soldi sono delinquenti. Se Anonima Strega parla di pietre ed erbe magiche, è perché sta prolungando il gioco dei romanzi fantasy. Certo, una tazza di lavanda fa bene alla tosse, così come i massaggi orientali risolvono tanti problemi alle ossa e alle articolazioni, ed è ancor più vero che tutte le festività delle grandi religioni monoteiste e patriarcali sono state inventate per sopprimere i calendari rurali pagani e sottomettere la donna. Non dimentichiamo però l’autoironia. Trovate i miei consigli magici su: www.anonimastrega.blogspot.it

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Grazie a te, consorella, e che la Dea ti benedica

ANONIMA STREGA si occupa da sempre di tematiche legate all’occulto. Preferendo tutto quanto concerne l’universo femminile neopagano, è di conseguenza al contempo molto romantica, anche se l’oggetto dei suoi desideri esce spesso dalle righe, così come i personaggi delle sue storie: i romanzi “Spettabile Demone” e “Il Diavolo e la Strega”, la trilogia “Le spose della notte”, e racconti disseminati per vari blog. In una vita precedente ha già avuto a che fare con i libri, ma i vaghi ricordi sono perlopiù negativi, e per libertà di movimento si dichiara disinteressata a qualsiasi proposta editoriale. Il suo antro è situato in un luogo nascosto, custodito da una gatta nera d’angora e una coppia di anziani troll norvegesi. Da lì dispensa consigli magici attraverso anonimastrega.blogspot.it

 

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