Ultima intervista di questo venerdì 13. Siete superstiziosi?
Noi no, e spero non lo sia neanche Isabella Vanini!

 

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. Come ti sei avvicinata alla scrittura? Emulazione? Curiosità? Esigenza?

R: Grazie mille. Vediamo, mi sono avvicinata alla scrittura per emulazione. Non ridete. Avevo tredici anni e, vedendo “La signora in giallo”, mi sono così appassionata all’idea di essere una romanziera che ho provato. Senza omicidi, però. 😛

D: qual è il momento in cui, secondo te, una persona che ama scrivere si qualifica come scrittore?

R: Dipende. Già il solo fatto di riuscire a scrivere più di una storia potrebbe qualificarlo come scrittore, perché appunto scrive e mette insieme quello che diventerà un romanzo o un racconto. Ma, se vogliamo qualcosa di più tecnico, direi quando la persona vende qualcosa che ha messo per iscritto, quindi ottenendo vendite, recensioni e stelline. Ha prodotto un lavoro ed è stato pagato, anche se magari non con un vero stipendio. Tuttavia, credo che alcuni non saranno d’accordo con me, definendo scrittori solo coloro che sono sotto grandi case editrici e finiscono con i loro lavori in tutte le librerie. Penso, però, che sia soggettiva come cosa.

D: Preferisci iniziare una storia e concluderla o riesci a gestire più storie contemporaneamente?

R: Entrambe, dipende dal periodo. Ci sono volte in cui mi punto su una storia e la finisco prima di iniziarne un’altra. E generalmente è il metodo che uso. Ma a volte mi può capitare di scriverne più di una, anche se poi tendo a finirne una per volta.

D: Si dice che uno scrittore prima d’ogni altra cosa debba essere un lettore accanito. C’è chi sostiene persino che non si dovrebbero scrivere libri prima d’aver letto centinaia, migliaia di libri, almeno i classici della letteratura italiana. Che ne pensi al riguardo? E quali sono le letture che più di appassionano?

R: Sì, è vero che bisognerebbe leggere tanto. Difatti io sono costantemente occupata a leggere e a scrivere. Centinaia di libri forse sono un po’ troppi, non credo ci sia un numero preciso. In quanto alle letture, mi appassionano i romanzi storici e i romance. Ma ho trovato piacevoli anche qualche paranormal romance, i gialli di Agatha Christie e romanzi di altro genere.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Mi piace scrivere in prima persona al presente. Ma mi è capitato anche di usare la terza persona al passato.

D: Secondo te, al di là della scrittura, perché è importante leggere libri?

R: Perché i libri ti arricchiscono la mente e la riempiono di significato. Perché ti permettono di volare con la fantasia, di conoscere mondi e situazioni sconosciute, di essere ovunque vuoi stando comodamente a casa. E ancora, perché danno emozioni uniche, fanno compagnia, riempiono vuoti e momenti noiosi. Perché puoi sognare e sentirti ricaricato anche così, leggendo.

D: Che rapporto hai con i personaggi che racconti? Quanto ti somigliano?

R: Anche qui rispondo che dipende. Con i miei personaggi ho un buon rapporto. Alcuni mi sembrano reali, vivi. Altri magari sono più difficili da gestire, ma mi appartengono tutti. In quanto alla somiglianza, ho scritto romanzi in cui non c’erano similitudini con me. Altri in cui ce n’erano un sacco.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: L’ultimo libro che ho pubblicato è stato “Don’t leave me for Christmas”. In realtà non avevo previsto di scrivere un libro sul Natale, ma vedendo le mie amiche-colleghe cimentarsi con un racconto natalizio, mi sono detta: “Ma come?! Adoro il Natale, è il mio periodo preferito, inizio a canticchiare canzoni a tema a marzo e non ho ancora scritto niente di contorno a questa magica atmosfera? Non sia mai.” Così mi sono messa all’opera e ho voluto inserire gli elementi classici come l’albero, la neve, il caminetto, la cioccolata calda, le storie davanti al camino. Per poi inserirci un amore contrastato, un lutto, un tradimento… a sottolineare che la vita, in qualsiasi momento dell’anno siamo, porta sempre lati positivi ma, a volte, anche negativi.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì, ne sto scrivendo una proprio adesso. E’ un misto tra un giallo psicologico e un romance suspense, è la prima volta che mi cimento in un genere misto come questo. Poi devo scrivere altri quattro libri, più uno per una casa editrice a cui voglio mandarlo. Come prossime pubblicazioni, a settembre dovrebbe uscirne uno con una casa editrice, per ora non dico altro. E un altro spero di ripubblicarlo in self non appena avrò indietro i diritti.

D: C’è un libro che avresti voluto scrivere tu?

R: Più di uno. Diciamo “Romeo e Giulietta”, “Jane Eire”, “Orgoglio e pregiudizio”, “Twilight” e altri.

D: Ultima domanda: Vuoi dire qualcosa a chi ci sta leggendo? Dove contattarti? Appuntamenti?

R: Sì, voglio dire a chi sta leggendo di leggere sempre e di non smettere di sognare. Di trarre la forza nei libri, magari anche nei miei, dove la speranza, il perdono, il sacrificio e il lottare per ciò in cui si crede, essendo capaci di rialzarsi dopo le batoste subite, sono temi che non mancano. Per contattarmi, potete trovarmi su Facebook alla mia pagina autrice: https://www.facebook.com/EvelynStormautrice/ Oppure mi trovate sul mio blog: https://evelynstormworld.wordpress.com/ Infine, alla mail: evelynstorm@libero.it

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

Grazie a voi.

Intervista a cura di: Alessia Di  Maria e Cinzia La  Commare

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