Per la prima volta abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda ad Isabella Vinci, autrice di “Le cronache della stirpe nascosta” edito Lettere Animate.

51mejn3chgl

D: Ciao Isabella! Benvenuta su Tratto Rosa. Parlaci un po’ di te! Cosa fai nella vita?

R: Il mio lavoro diurno è la terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, ovvero cerco di aiutare i bambini con diverse disabilità ad acquisire le competenze necessarie per entrare in relazione con il mondo. Di notte invece mi trasformo in una superoina, in un alieno, in una donna dalle relazioni complicate, e così via, a seconda di quello che sto leggendo o scrivendo.

D: Quando hai iniziato a scrivere? Ricordi il tuo primo scritto?

R: Ho iniziato a scrivere a 10 anni il mio primo diario segreto e da allora non ho più smesso. Avevo iniziato a 15 anni poi a scrivere il mio primo libro, rimasto incompleto. Mi ci sono voluti altri cinque anni per completare la mia prima creaturina, che ancor è riposta nel cassetto in attesa di essere revisionata per l’ennesima volta.

D: Pensi che la scrittura debba essere razionale o irrazionale? Pianificata o totalmente in balia dell’ispirazione e delle emozioni?

R: Credo che la scrittura sia un giusto equilibrio tra razionalità e irrazionalità. Senza il rush iniziale e quelli che poi seguono, non ci sarebbe un reale spessore nella storia. Le emozioni, le interazioni, devono essere secondo me sentite prima di essere scritte. Tuttavia ho anche imparato a mie spese che senza un minimo di pianificazione questo sprint iniziale rischia di perdersi e di non essere sfruttato al meglio.

D: Cosa ti piace raccontare?

R: Mi piace raccontare le storie di fantasia, amore, e azione, principalmente. Ma ogni scusa è buona , compresa la lista della spesa, se ti permette di creare una nuova storia.

D:Il tuo romanzo Cronache della Stirpe Nascosta com’è nato?

R: È nato da un sogno, come la maggior parte delle mie idee strane e contorte.

D: Cosa hai provato quando sei arrivata al fatidico “The end”?

R: Liberazione e un’emozione indescrivibile. Volevo affacciarmi alla finestra e urlare “Ho finito di scrivere un libroooo”!

D: I luoghi delle tue storie sono reali, ispirati a luoghi esistenti o inventati? Perché?

R: Sono luoghi reali che mi piacerebbe visitare.

D: I tuoi personaggi sono pensati in base alle tue caratteristiche? Ti somigliano o preferisci immaginarli distanti da te?

R: C’è un po’ di realtà in ogni personaggio, ma non sempre riguarda me, anzi più spesso mi ispiro alle persone che mi circondano. Quindi attenti a non farmi arrabbiare o potreste finire per essere i cattivi della prossima storia, o magari rischiare la pelle! Altri invece sono totalmente inventati.

D:Che ruolo ha nella tua vita la scrittura?

R: Un ruolo immenso. È la mia valvola di sfogo, la mia energia, la mia carica, il sogno nel cassetto, il modo per riorganizzare i miei pensieri, la forma d’arte che preferisco. È tutto questo e molto altro.

D:Che lettrice sei? Perché pensi sia importante leggere?

R: Una lettrice compulsiva. Amo le serie, perché significa che posso stare con i personaggi che ho amato ancora un po’. Sono capace di divorarmi un libro al giorno durante le vacanze. Ma ogni tanto amo anche rileggere o leggere libri di stili diversi. Penso che la lettura sia vitale, perché apre la mente e il cuore, ci permette di conoscere cose sconosciute, mondi fantastici o realtà difficili che altrimenti ignoreremmo. Leggere è la via più veloce per viaggiare e crescere, anche a cento anni. Si vivono miliardi di vite con un solo libro. E poi la lettura ci permette di accumulare un tesoro prezioso e non quantificabile, fatto di sogni ed arricchimento emotivo, oltre che fantasie.

D:Se la tua vita fosse un libro quale sarebbe? E quale vorresti che fosse?

R: Questa è una domanda difficile. Credo che sarebbe Il piccolo principe o Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Ci sono un miliardo di libri in cui vorrei vivere, dall’universo di Harry Potter a quello di Siddartha! Non posso sceglierne uno solo!

D:Hai un’opinione riguardo al self publishing?

R: Penso che usato con le giuste accortezze potrebbe essere un ottimo metodo per farsi conoscere. Purtroppo senza il marchio di un editore è difficile entrare nelle librerie, cosa che valuto un aspetto negativo.

D:Cosa speri che arrivi a chi ti legge?

R: Innanzitutto spero che i lettori si divertano. E poi sono una grande fan dei lieto fine e dei messaggi positivi, quindi è questo quello che spero arrivi.

D:Se dal tuo libro qualcuno decidesse di realizzare un film, chi vorresti alla regia? Ti piacerebbe farne parte attivamente o saresti curiosa di vedere come ha interpretato il romanzo chi ti ha letto/a?

R: Sarebbe fantastico già solo il fatto che lo trasformino in film! Mi piacerebbe partecipare attivamente, ma più che per controllare, per vivere e respirare un sogno che si realizza.

D:Vuoi dire qualcosa ai lettori di Tratto Rosa? Dove possiamo seguirti?

R: Voglio solo augurarvi di realizzare i vostri sogni. E non per mano del destino, ma perché voi stessi ci crediate con tanta forza da vederli realizzati. Ho un blog e la correlata pagina autore dal titolo Cantastorie di Isabella Vinci. Se volete fare quattro chiacchiere, sono lì. Vi aspetto numerosi!

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *