downloadBuongiorno e benvenute nel nostro salotto virtuale, i pasticcini che ho accanto in questo momento invece sono un po’ meno virtuali, se potessi ve li offrirei volentieri! 😛

Dunque, oggi abbiamo il piacere di conoscere Daniela Binacci… siete curiosi? Allora passiamo all’intervista!

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R: Grazie a te Cinzia e alla redazione di Tratto Rosa. È un piacere essere qui con voi oggi. Dunque, la primissima “cosa” che ho scritto – fammi pensare – oddio, credo risalga ai tempi delle elementari… scrivere è sempre stato uno dei miei passatempi preferiti. Di solito, poi, mi divertivo a leggere ad alta voce o a raccontare quello che avevo scritto perché sentivo che solo condividendole, le mie storie potessero diventare “reali” sul serio.

D: Che genere tratti? Come nasce la passione per questo genere, è stato influenzato da qualcosa?

R: Il genere che preferisco è senza ombra di dubbio il romance, che sia rosa o contemporary romance. Sono un’inguaribile romantica e un’indomabile sognatrice (come mi ricorda ogni giorno il tatuaggio che ho sul braccio). Il romance è decisamente la mia dimensione. Le storie che scrivo sono storie di tutti i giorni, nulla di epico o trascendentale. Vite frenetiche, amori incasinati, passioni reali e coinvolgenti, proprio perché completamente immerse nella quotidianità che ci “colpisce” tutti e che i miei personaggi affrontano con una buona dose di grinta e d’ironia.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dall’avere questa passione?

R: Sarò di parte, ma per me esistono solo i pro. La scrittura c’è praticamente da sempre nella mia vita. Una specie di amica silenziosa che mi ascolta, tirando fuori il meglio di me. Come una medicina che mi fa stare meglio, bene. Per me scrivere è un po’ come una catarsi, è sentirmi libera e vivere, ogni volta, un’avventura diversa, fuori e dentro me stessa.

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R: M’identifico sempre e ci faccio anche delle lunghe conversazioni (ma forse questo era meglio non dirlo, ops…) Ogni storia che decido di scrivere e, quindi, di condividere è un pezzetto di me: metto sempre del mio in tutto quello che faccio. I miei romanzi sono un insieme di tante cose: desideri, paure, incertezze, ricordi. Ma sono sempre le emozioni a fare da padrone. Quelle di chi scrive, quelle di chi legge.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: In prima, al presente. E lo dico sia in qualità di scrittrice che di lettrice.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R: Anche qui non posso che essere di parte, essendo io stessa una “self”. La ritengo un’ottima vetrina, a costi minimi e con la possibilità di ottenere grandi risultati.

D: Parlaci della tua opera più significativa.

R: Lo sono tutte, per un motivo o per l’altro. Tutte raccontano qualcosa che vuole essere condiviso.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Esco a prenderti la luna”, un contemporary romance nato in seguito all’unione di diversi accadimenti che si sono verificati nella mia vita: due perdite significative, un cambiamento quasi radicale e un nuovo inizio. Che poi è pressappoco la sfida che si troveranno ad affrontare i protagonisti.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì. Attualmente sono alle prese con l’appassionante e controverso mondo degli adolescenti, in un romance previsto per primavera. E mi sto divertendo “un casino”!

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Sì, certamente! Grazie del vostro tempo.

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Di poter continuare a fare ciò che amo, con accanto le persone che amo.

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

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