51Fm3U9ltbL._SX373_BO1,204,203,200_Questo venerdì torna a trovarci la scrittrice Tiziana Cazziero, abbiamo avuto il piacere di scambiare delle chicchere con lei qualche tempo fa, è sempre un piacere averla con noi in questo nuovo salotto.

D: Prima di tutto benvenuta sul nostro sito, parto subito con la prima domanda. 
Qual è stata la primissima cosa che hai scritto? L’hai fatta leggere a qualcuno o è rimasta in un cassetto?

R:Ciao, grazie per lo spazio concessomi. La primissima opera scritta è stata Voltare Pagina e no, non lo feci leggere a nessuno; rimase conservato per un po’ di tempo fino a quando non ho deciso di partecipare a un concorso. Non vinsi, ma l’opera ricevette una bella segnalazione, con relativa proposta di pubblicazione. Non accettai perché era di una casa editrice a pagamento, per cui presi il mio manoscritto e lo posi nuovamente nel suo cassettino magico. Poi però, dopo qualche tempo è arrivata la pubblicazione prima in self sul sito ilmiolibro.it, e poi con editore (nel 2011).

D: Che genere tratti? Come nasce la passione per questo genere, è stato influenzato da qualcosa?

R:Io, in verità ho trattato diversi generi in questi anni, mi piace sperimentare e affrontare nuove sfide, anche se lo ammetto, quello che più sento vestirmi meglio è il romance drammatico. Poi ho trattato erotico e fantasy, ma l’amore e il drammatico allo stesso tempo, fanno parte di me più di ogni altro genere letterario.

D: Quali sono secondo te i pro e i contro dell’essere una scrittrice, dell’avere questa passione?

R: Bella domanda. Io credo che vivere una passione forte e intensa come quella della scrittura sia qualcosa di impagabile e, purtroppo spesso incompresa da chi invece, non prova questo fervore. Essere scrittrice significa essere sempre con la mente in movimento, puoi spaziare in mille mondi diversi, affrontare nuove sfide e gestire il tuo lavoro (per me lo è oltre a essere una passione) in maniera autonoma e indipendente. I contro: che dire, lo sanno tutti, purtroppo di scrittura non si vive, forse si sopravvive, i guadagni sono molto esigui e secondo me, “lo scrittore” non è valorizzato in modo adeguato. Tutti pensano che sia facile, ovviamente chi non scrive crede questo; ma la scrittura e arrivare alla pubblicazione di un romanzo o libro, saggio che sia, richiede un grande impegno, sacrificio, perdita di sonno, stanchezza, un lavoro che dura mesi e in alcuni casi anni. Tutto questo non è ponderato, e quando dici di essere autrice o scrittrice pensano solo che tu stia coltivano un hobby perché non hai altro da fare. Non è così, assolutamente non lo è. Se Dante, Leopardi e company avessero lasciato perdere, quanto avremmo perso in termini di ricchezza letteraria?

D: Quando scrivi ti identifichi nei protagonisti o li vedi come spettatrice al di fuori dalla scena?

R:Io li sento come confidenti. Una cosa che dico spesso quando comincio una nuova storia, è aver incontrato nuove amicizie. Non mi identifico in loro, ma per me sono delle persone “vere” che sento vive attorno a me e che mi raccontano la loro storia. E io sono lì, armata di coraggio che butto giù nero su bianco ciò che hanno da raccontarmi.

D: Preferisci scrivere in terza persona o in prima persona? Passato o presente?

R: Sempre con il passato e anche se ho scritto sia in prima e in terza persona, prediligo quest’ultima. Mi sento maggiormente dentro la storia e avverto di più i sentimenti e le emozioni di tutti i personaggi.

D: Che opinione hai del self-publishing e di chi si autopubblica?

R:Che potrei dire! Sono autrice self e adoro esserlo, anche se ho alcune pubblicazioni con editore, a oggi un racconto erotico pubblicato con Delos. Il resto delle mie opere, sebbene molte siano nate con editore, alla scadenza del contratto ho preferito pubblicarle in regime di indipendenza. Io penso che il self-publishing sia un ottima occasione per gli autori per arrivare al pubblico. Penso al contempo che tali persone abbiano una grande responsabilità, forse più degli scrittori con editore, verso i lettori. Devono lavorare sodo, tanto e avere spirito di sacrificio, oltre a tanta umiltà. Io sono autrice da diversi anni, ho una discreta gavetta alle spalle, quella che oggi forse manca; non è un rimprovero o annotazione negativa, è solo un dato di fatto. Gavetta significa aver mandato manoscritti, ricevuti diversi no ed essere riuscito anche a pubblicare con editore; anni fa non esisteva questa realtà del self come lo si avverte oggi. I tempi cambiano ed essere autore diventa una realtà sempre più concreta; questo porta però anche una mancanza di selezione nelle opere, chiunque può aprire un account su amazon e pubblicare, per cui si può trovare di tutto. Io ho sposato questa causa come lavoro, collaborando anche diverse redazioni online e avendo un mio blog personale ho fatto molta pratica e migliorato la mia tecnica, però non è per tutti così; mi auguro e, consiglio sempre a tutti, di offrire un prodotto scritto bene con tutti i riguardi necessari: editing, correzione, rilettura, eliminazione dei refusi, e una buona copertina (se non potete pagare un buon servizio di editing professionale, almeno fatevi leggere dalle beta reader, autrici colleghe con esperienza, per avere un’opinione esterna sull’opera ed eliminare i refusi). Sembrano cose banali, ma non lo sono affatto. Sul mio blog per esempio ho aperto una rubrica dedicata al mestiere di scrivere e su come scrivere un romanzo. Non sono una guru del settore, ho ampia esperienza (dal 2010 a oggi) e ci sono molte accortezze, spesso sottovalutate, di cui sento di poterne parlare anche solo per confrontarmi con chi mi segue e legge, oltre che con tanti amici colleghi. Concludo dicendo che fanno bene gli autori ad auto pubblicarsi, ma prima di farlo, se si è inesperti, è giusto prendere tutte le nozioni e informazioni del caso.

D: Parlaci della tua opera più significativa.

R: Amo tutte le mie opere, ma certamente “E tu quando lo fai un figlio, diario di una maternità negata” ha un significato speciale per me. Racconta una storia vera e biografica, la mia, e le difficoltà incontrate prima di diventare mamma. La storia è stata romanzata in chiave ironica con personaggi inventati e situazioni esilaranti per smorzare un tema serio e difficilmente affrontato, considerando che ancor oggi questo argomento è vissuto come un tabù da molte coppie che non riescono ad avere un bambino. Il mio voleva essere un invito e un messaggio di speranza e di augurio, ma soprattutto un voler attirare l’attenzione sull’argomento. Non so, se ci sono riuscita, ma sono contenta delle recensioni ricevute e dei messaggi inviatemi dai lettori.

D: L’ultimo libro che hai pubblicato? Com’è nata la storia?

R: Ritrovarsi, passione inaspettata è l’ultimo romanzo inedito pubblicato nel mese di Novembre 2015, poi in seconda edizione pubblicato da self a gennaio è arrivato Patto con il vampiro. Quest’ultimo è nato nel 2010 in prima edizione partecipando a un concorso a tema, mi classificai al secondo posto, ma la pubblicazione arrivò nel 2012. Il primo, Ritrovarsi, passione inaspettata è il seguito di Ritrovarsi, la forza dell’amore, un racconto breve pubblicato nel 2014 che ha avuto un grande successo. Il seguito, anche se in effetti sono due storie indipendenti, è arrivato perché sono stati i lettori a chiedermelo. Ho impiegato un anno prima di arrivare alla pubblicazione, ma poi finalmente è giunto il suo momento. Sono felice di aver dato questa nuova storia ai lettori.

D: Hai già in programma nuove storie da scrivere? Prossime pubblicazioni?

R: Sì, non sono mai ferma. Prossime pubblicazioni nel 2016 sono Amore Tormentato e il seguito del fantasy Patto con il vampiro. Il primo mi sta impiegando molto, il tema è forte, riguarda la violenza sulle donne e un percorso di rinascita; poi ci sono altri racconti in programma, ma i romanzi citati sono quelli più incisi e difficili da scrivere. Due opere del tutto diverse, ma che ho già cominciato e che sento vivere dentro la mia testolina. Non vedo l’ora di completarle, ma ci riuscirò.

D: C’è qualcosa che vuoi dire a chi leggerà questa intervista?

R: Un grazie a quanti saranno arrivati fino a qui, significa che non li ho annoiati e che se vorranno sapere qualcosa in più su di me, mi trovano su facebook con il mio profilo e le mie diverse pagine; o anche con il mio blog Voltare pagina di Tiziana Cazziero. Scherzi a parte, mi auguro di aver stuzzicato qualcosa in loro e un interesse verso qualche mia opera e chissà, magari vorranno leggermi, anche giusto solo per capire chi è questa Tiziana Cazziero!

D: Ultima domanda: cosa auguri a te stessa per il futuro?

R: Mi auguro di continuare a scrivere e sì, di poter vivere di scrittura. A oggi è difficile, ma sono autrice e quindi una grande sognatrice, nessuno può levarmi questo sogno. Il futuro? Chissà, di certo tanta scrittura!

Grazie per aver dedicato il tuo tempo a questa intervista. Tratto Rosa.

  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
    1
    Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *