TENTARE DI NON AMARTI

Una storia d’amore e rinascita, dolce e sensuale, tragica e catartica. L’incontro di due anime profondamente diverse darà vita a un amore che guarirà il dolore e l’odio del passato.

 

 

TRAMA

13101141_10206367503806542_967964267_nPenelope ha ventidue anni ed è una ragazza romantica e coraggiosa con una ciocca di capelli rosa e le unghie decorate con disegni bizzarri. Orfana, vive con la nonna malata nella misera periferia di una città americana, e ha rinunciato al college per starle vicina. Di notte prepara cocktail in un locale e di giorno lavora in biblioteca. Aspetta l’amore da sempre, quello con la A maiuscola. Un giorno Marcus, il nuovo vicino, entra nella vita di Penny come un ciclone. È tutt’altro che l’eroe sognato: ha venticinque anni, è rude, coperto di tatuaggi, ha gli occhi grigio ghiaccio e un piglio minaccioso. È in libertà vigilata e fa il buttafuori in un club. Tra i due nasce subito ostilità e sospetto ma, conoscendosi meglio, scopriranno di avere entrambi un passato doloroso e violento, ricordi da cancellare e segreti da nascondere…

 

 

 

 

 

 

RECENSIONE

Chi conosce già Amabile Giusti, è ormai sua fan accanita e attende con ansia ogni scritto della scrittrice, fosse pure una breve frase su un tovagliolino del bar. Perché Amabile è La Scrittrice. Punto. Io sono una di quelle, fan ovviamente. Lei è la Regina Mida della scrittura…e ho detto tutto. Per tutti coloro che, diversamente, non hanno mai letto un suo romanzo, consiglio di iniziare proprio con il suo ultimo nato, “Tentare di non amarti”. Un romanzo di spessore, il giusto compromesso tra l’amore invincibile e la realtà dolorosa, un mix esplosivo in crescendo di durezza, sensualità, tenerezza, conforto, comprensione, feeling…amore.

Non è la solita storia degli opposti che si attraggono, né tanto meno della gattamorta e del macho, o di quel fastidioso principe in calzamaglia azzurra che ricerca per mari e per monti la sua adorata capellona “Paperonzola” con scarpetta frangibile. Nulla di tutto ciò. Penelope e Marcus sono due anime complesse che si incontrano e si scontrano fino a fare forza comune, a conoscersi pian piano e a creare un rapporto che ha un equilibrio tutto loro. Un equilibrio forte e fragile allo stesso tempo, che li condurrà ad essere legati indissolubilmente.

Non è il classico romance, ma una storia tutta da scoprire e da leggere, che vi farà sospirare, innamorare, sognare, disperare, sorridere, piangere e talvolta incazzare. Non è solamente la narrazione di due giovani così diversi eppure così vicini, destinati a incontrarsi e a riconoscersi simili e corrispondenti per amorosi sensi, ma è anche una storia di cronaca di un giovane relitto umano, che la vita pessima e ingiusta l’ha reso quel che è, un ragazzo difficile, in un mondo dalla visuale limitata, dove il cattivo ragazzo è destinato a rimanere tale. È anche la storia di una ragazza sola, che rinuncia ai propri sogni per prendersi cura dell’unica persona che l’è rimasta al modo, sua nonna, la smemorata e dolce Barbara, detta Barbie. Un libro con 50 sfumature di emozioni.

Un romanzo a cardiopalmo che vi trascinerete in cucina facendo bruciare le padelle, nel bagno allagandolo, o in giardino dimenticando di innaffiare il vostro prato secco, o peggio all’università regalandovi un bel saluto accademico di addio alle aule. Ebbene si, questo romanzo ve lo trascinerete ovunque perché, fin dalla primissima pagina, sarete rapite non solo dalla trama intricata, interessante e indimenticabile, ma anche dalla scrittura ineccepibile e ineguagliabile della Giusti.

Ciò che lo rende ancora più appetibile è la doppia narrazione, la storia raccontata dal doppio punto di vista di Penelope e Marcus, e scoprire che i loro pensieri a volte paralleli, si intersecano come incroci di binari per poi perdersi e ritrovarsi nuovamente. E’ imperdibile questo romanzo, una volta che l’avrete terminato e avrete perduto il sonno vi resterà il senso dell’abbandono, perché non vorreste mai finire di leggere la storia di Penelope e Marcus.

Vi lascio un piccolo estratto per rendervi meglio l’idea, riservandomi la sicurezza che lo andrete a leggere subito!

POV Penny: “Come osava, quel tipo appena arrivato, cafone e arrogante, credersi irresistibile? Aveva dato per scontato che volevo andarci a letto! E si era pure permesso di darle un due di picche! Non che non ci avesse pensato, a essere proprio sincere: sarebbe stata ipocrita a negarlo. Ci aveva pensato eccome. Ci pensava tutte le volte che lo vedeva. Ci pensava anche quando non lo vedeva e sperava di rivederlo. Si atteggiava a regina delle nevi ma lo sbirciava in preda alle smanie. E detestava sentirsi così: non sopportava di essere arrivata a quasi ventitré anni senza speciali tentazioni, per poi ritrovarsi, tutto in una volta, con quell’indecente chiodo fisso. In fin dei conti, però, ogni millimetro quadrato di Marcus pareva fatto apposta per fomentare il desiderio di commettere atti impuri. Aveva l’aspetto di uno uscito fuori da una copertina di Men’s Health. Era come se il più attraente di quegli omaccioni muscolosi e tatuati in posa plastica sulla carta patinata della rivista avesse attraversato chissà quale varco tridimensionale e fosse apparso nel suo condominio. L’unica cosa che gli mancava era il sorriso dei tizi fotografati: Marcus, a differenza loro, si mostrava sempre incazzato. I suoi occhi color mare ghiacciato erano privi di luce. Aveva l’aria di uno che ha visto e fatto cose che gli hanno rubato l’anima. E lo voleva, ok, lo voleva.

***

POV Marcus: “ Mi osserva con gli occhi sgranati, e la sgamo subito. Solita storia. Ecco l’ennesima stronzetta con la faccia da collegiale che mi romperà i coglioni. Non ho problemi con le donne che sanno quello che vogliono: ci incontriamo, scopiamo, ci salutiamo. Ma queste ragazzette dall’aria casta sono le peggiori fracassatrici di marroni della storia. Sarebbero capaci di strapparmi i pantaloni e poi chiedermi di sposarle. Per questo me ne sono sempre tenuto lontano e intendo continuare su questa strada”… ma cambia subito idea … “appena va via, però, ammetto che la ragazza mi sorprende. Pensavo fosse la solita gattamorta che finge di non voler essere toccata e poi mi infila la mano nei pantaloni, invece pare che abbia più palle del previsto. Mentre parla, dura come una stronza, ma una stronza piacevole, di quelle che mi darebbero sul serio un calcio nei coglioni se mi avvicinassi, la guardo con più attenzione del previsto. Ok, è un tipo bizzarro e lo dimostrano le sue unghie coi panda, i capelli rosa e le ciglia viola. Ma ha dei begli occhi, color cioccolato. Una bella bocca. E belle gambe, lo confermo: indossa una gonna, non corta come quella della notte, ma sufficiente a mostrare a un occhio esperto che le sue cosce valgono un pensiero. Ho il sospetto che abbia anche un bel culo. In altri tempi, e senza tutti questi casini, una ripassata gliel’avrei data volentieri. Se anche a letto dimostra tutta questa energia, la stessa che adopera per tenermi testa, deve essere una scopata notevole

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Marianna De Pilla

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