BOOKCITY MILANO 2017: UNA COLAZIONE CON ALESSIA GAZZOLA E LA PRESENTAZIONE DEL SUO NUOVO ROMANZO, ARABESQUE

La nostra “inviata speciale” Veronica Palermo ci racconta…

“È ormai il terzo anno che partecipo al Bookcity di Milano, una manifestazione a tutto tondo, partita nel 2012, che ogni anno vede crescere il numero di persone che vi partecipano tra presentazioni, mostre, dialoghi e spettacoli.

Ma questa edizione è stata diversa per me, perché oltre a vedere coi miei occhi autori che amo e partecipare alle presentazioni dei loro libri per poi conservarli gelosamente nella mia libreria arricchiti di dedica, ho avuto il grandissimo piacere e l’onore di partecipare ad una colazione, assieme a pochi altri blogger, con Alessia Gazzola. Un incontro breve ma intenso, organizzato dalla Longanesi, per conoscere meglio Alessia e poterle chiedere in tutta tranquillità, davanti ad un caffè, come è nato il fortunato personaggio di Alice Allevi, protagonista dei suoi romanzi gialli.

L’emozione è stata grande, ma Alessia si è rivelata una persona fantastica, simpatica e autoironica, e ha risposto con grande umiltà e spontaneità a tutte le nostre domande (appena arrivata ha infatti esordito dicendo: Come sono andata questa volta?).

Il focus della conversazione è stato ovviamente Alice Allevi, e Alessia ha sottolineato più volte che scrivere di lei è stato un processo spontaneo, tant’è che, sebbene lei non si identifichi in Alice, ha deciso di usare la prima persona nei libri a lei dedicati. È un personaggio differente da lei, che addirittura non condivide alcune scelte fatte da Alice, tuttavia le è molto affezionata, perché in qualche modo sono cresciute assieme. Alice, in Arabesque, ha ormai 30 anni e si approccia al nuovo caso con una certa autonomia decisionale e competenza. Sebbene mantenga i suoi tratti peculiari, che l’hanno resa molto apprezzata dai lettori, rispetto alla poco più che ventenne di Sindrome da cuore in sospeso, ora manifesta un certo decoro in più, anche per rispetto alla professione di medico legale, che Alessia non esercita più ma rimane comunque parte integrante della sua vita. Si tratta quindi di una protagonista che maturerà sempre di più, in modo particolare il rapporto che avrà con se stessa, prima che con gli uomini e in particolare Claudio Conforti, dal quale prima era molto più dipendente. La rete di salvataggio che prima vedeva in lui si è un po’ allentata, favorendo un certo equilibrio nelle proprie scelte e decisioni. Alessia spera che Alice possa essere una sorta di spunto per chi la legge, magari proprio nel suo percorso di evoluzione.

Io ho spostato il discorso su un altro personaggio, presente in tutti i libri, ma per forza di cose non particolarmente amato: Valeria Boschi, la famigerata Wally, palla al piede di Alice sin dal primo anno della specializzazione. Alessia mi ha chiarito la nascita di questo personaggio e le sue motivazioni: non è una cattiva tout court e intendeva donarle una personalità sfumata; è palese la sua antipatia nei confronti di Alice, ma è comunque basata su aspetti concreti, in quanto Alice non si applica molto, è imbranata, e quindi le sta addosso per spronarla e per bastonarla quando la situazione lo richiede. Ciò non toglie il notare anche i suoi meriti, quando ci sono.

Le ho poi chiesto come è nato il desiderio di mettere nero su bianco la storia di Alice, se sia stata una decisione legata ad un preciso momento o un processo graduale, magari per esorcizzare un periodo impegnativo come la specializzazione che stava affrontando. Mi ha raccontato che la scrittura è il suo angolino privato, una forma di espressione di sé di cui sente l’esigenza, che ha accompagnato tutte le fasi della sua vita. È solo però quando ha scritto di Alice Allevi che, rileggendosi, ha pensato di aver prodotto qualcosa di buono, da cui la decisione di provare la strada della pubblicazione, sebbene senza particolari aspettative. Quando invece il romanzo è stato preso, oltre alla sorpresa enorme, ha provato un senso di esposizione per ovviare al quale aveva addirittura pensato di usare uno pseudonimo, idea bocciata dalla casa editrice e della quale ora è molto felice. La prima settimana di dicembre tornerà infatti nella sua città, Messina, per una presentazione, che sarà ancora più emozionante dal momento che non vive più lì (si è trasferita per esigenze lavorative di suo marito). Mi è venuto spontaneo chiederle poi che feedback avesse ricevuto dai suoi colleghi di specializzazione, che si sono molto divertiti e spesso riconosciuti in CC (anche se, a detta di Alessia, non ne avevano alcun motivo).

Con Alice ha un rapporto di familiarità, la considera una sorella più piccola, immatura per certi aspetti. Non si identifica unicamente in lei, poiché pensa di aver trasmesso un po’ di sé ad ognuno dei personaggi della serie. Ha però sottolineato che ormai è come se fossero dotati di vita propria, con personalità ben strutturate, che operano scelte ben diverse da cosa avrebbe fatto lei. D’altronde, prima di sedersi davanti al pc lei non sa dove andrà a parare, i capitoli vengono fuori quasi da sè. E continuerà pertanto a scrivere di Alice fino a quando questo processo le verrà in automatico, senza forzature e fino a quando sarà divertente in primis per lei, anche perché ha molte altre idee a cui vuole dare vita concreta (come Non è la fine del mondo, che lei considera il suo “figlio illegittimo”). Ha poi aggiunto scherzosamente: Quindi se un anno manco all’appello saprete perché, evidentemente non avevo nulla di buono da produrre!

I suoi romanzi sono nati come connubio tra giallo e rosa, perché ha seguito i suoi gusti di lettrice del momento. Ora che la fase chick-lit è superata (ma non smetterà mai di leggere Sophie Kinsella!), da un anno il trend per lei è la Vecchia Inghilterra, in modo particolare le pubblicazioni della casa editrice Astoria. Per lavoro legge però anche altre cose, in primis i gialli perché ritiene di dover ancora imparare.

Per il suo nuovo romanzo, Arabesque, ha scelto il mondo del balletto, nel quale ha trovato una zona d’ombra ispirandosi al film Il cigno nero che, per quanto non lo abbia amato a 360 gradi, sottolineava l’autodisciplina portata all’eccesso e la competitività, due elementi che ritroviamo nel nuovo caso che si troverà ad affrontare Alice. Era inoltre attratta dalla possibilità di raccontare del rapporto maestra/allieva, oltre che dallo scrivere usando un’ambientazione non particolarmente sdoganata nei romanzi gialli. E naturalmente, come non considerare la patina leziosa, gli ambienti meravigliosi, che da sempre attraggono Alessia? Nello scrivere un libro, come ha più volte sottolineato, deve anzitutto trovare un divertimento personale, per far sì che ne esca qualcosa che possa piacere anche ai lettori.

La serie tv tratta dai suoi romanzi le ha portato nuovi lettori, e la considera quasi una benedizione, anche perché reputa che l’atmosfera dei suoi libri sia stata mantenuta, nonostante alcune differenze dovute ad esigenze di messa in scena. La sottrazione di alcuni spazi al giallo in favore di un maggior centralità riservata alla vita sentimentale di Alice non le ha fatto fare i salti di gioia, ma ha capito che queste modifiche avrebbero potuto interessare maggiormente il pubblico a casa.

A sorpresa, sono giunti poi Emmanuele Aita e Francesca Agostini, che nella serie tv L’allieva interpretano rispettivamente Paolone e Lara. Frizzanti ed esuberanti entrambi, ci hanno confidato che c’è molto di loro nei personaggi, e il rapporto di conoscenza che avevano da prima di lavorare assieme sul set li ha aiutati moltissimo, grazie anche alla scelta del regista di donargli grande libertà durante le riprese. La stessa Alessia è entusiasta di loro, poiché l’hanno aiutata a renderli personaggi ancora più caratterizzati di quanto non lo fossero prima (di qui la scelta di inserire a pieno titolo Paolone anche nel nuovo libro).

Dopo la colazione, ho partecipato all’evento ufficiale organizzato da Longanesi per il Bookcity, nel salone d’onore della Triennale di Milano: L’allieva diventa grande: Alessia Gazzola e Lino Guanciale ci raccontano Alice Allevi. La giornalista Roberta Scorranese ha condotto magistralmente l’intervista, durante la quale, oltre alla presentazione di Arabesque, sono emerse scene esilaranti accadute sul set della serie tv, durante le riprese.

Coinvolgente e simpaticissimo Lino Guanciale, che ha strappato molti sospiri e molte risate nel pubblico, accorso numeroso: la sala era gremita. Ha preso adeguatamente le distanze da CC, sebbene abbia ammesso di prendersi molte libertà nelle battute, ispirato dal ruolo. La seconda stagione dell’Allieva, attesissima dai fan, è in corso di preparazione e porterà sul piccolo schermo le vicende narrate nel quarto e quinto volume della serie su Alice Allevi, Le ossa della principessa e Una lunga estate crudele. Per motivi legati al budget, il caso narrato ne Le ossa della principessa non vedrà riprese in Palestina e la storia verrà modificata in modo da far risalire le ricerche legate al caso all’Antica Roma, una notizia che Alessia ha raccontato con divertita rassegnazione.

Il momento però più esilarante dell’intero evento è dovuto a Lino Guanciale: durante la lettura di un lungo passo di Arabesque, l’attore ha fatto pendere la sala dalle sue labbra, calandosi nei panni di Claudio Conforti e facendo il verso ad Alice e altri personaggi, oltre che smorfie e battute tra una frase e un’altra.

Nella parte finale dell’evento sono arrivati anche Emmanuele Aita e Francesca Agostini, ed è apparsa in maniera tangibile la complicità fra i tre attori, sia sul set (memorabile l’esperienza con un medico legale che ha bastonato Guanciale sul giusto modo di condurre un’autopsia) che fuori da esso, oltre che lo splendido rapporto con Alessia, che mi piace considerare un po’ la “mamma” di tutti e tre.

Alessia ha ancora molte idee, quindi mi sento di affermare con certezza che le avventure di Alice Allevi non sono ancora finite. Il finale di Arabesque, come saprà chi lo ha già terminato, lascia molte domande in sospeso, per cui non ci resta che attendere con trepidazione cosa ci riserverà il prossimo capitolo della serie.

Veronica Palermo

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3 Comments on “Milano Bookcity: Colazione con Alessia Gazzola, autrice de la serie “L’Allieva”.”

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