Trattine mie care sono lieta di presentarvi la quarta tappa del Blog tour de “Sotto la luce di mille stelle” di Cinzia La Commare. Al blog TrattoRosa è stato assegnato il compito di parlarvi dei luoghi del Romanzo. Posti incantevoli che hanno dato il giusto epilogo alla storia di Blair e Chris, i due protagonisti della vicenda che avete già avuto modo di conoscere attraverso la presentazione dei blog Harem’s book e Le cercatrici di libri.

Prima però vi presentiamo la scheda libro e la sinossi.

SCHEDA DEL LIBRO:

Titolo: Sotto la luce di mille stelle
Autrice: Cinzia La Commare
Genere: Romanzo Rosa
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 1 agosto 2017
Formato: Ebook – Cartaceo
Prezzo: 0,99 €, digitale – xxx cartaceo (da definire).

Trama:

Blair Thomson ha ventotto anni, un’infanzia tormentata, una carriera come modella alle spalle e un’imminente matrimonio ad attenderla al ritorno dalle vacanze in Grecia. Vacanze che avrebbe dovuto fare con il suo fidanzato David Davies, stilista di fama mondiale, se non fosse che lui all’ultimo minuto viene trattenuto a Londra per lavoro.
Così Blair si ritroverà svogliatamente a passare due settimane da sola a Zante, fino a quando non incontra Christophe, che in poco tempo diventerà l’unica persona sull’isola su cui lei senta di poter fare affidamento.
Lui è seducente, sfacciato e del tutto intenzionato a tentarla con le sue spiccate doti da seduttore. Tra escursioni in barca, feste in piazza e notti passate sulla spiaggia, Christophe, approfittando dell’assenza di David non perderà occasione per conquistare Blair che dal canto suo però non ha poche remore.

I Davies l’hanno salvata da una vita disagiata quando era solo una ragazzina, hanno fatto di lei una modella acclamata e Blair nutre per quella famiglia una forte gratitudine. Ma è per questo che ha deciso di sposare David? Solo per riconoscenza?
Non se lo era mai chiesto fino a prima che Christophe, in sole due settimane, arrivasse a minare ogni sua certezza.
Può un uomo conosciuto in pochi giorni deviare l’intero corso del destino di Blair, che lei ha sempre creduto già programmato nei minimi dettagli?

Siete curiosi di conoscere i luoghi del romanzo? Sono sicura di sì. Ebbene ho scelto di presentarveli attraverso la magica penna dell’autrice, – corredati da immagini – così riuscirete a vedere con gli occhi di Blair l’incantevole isola greca di ZANTE, le sue spiagge, le sue tradizioni, le sue case bianche e il mare blu cobalto che la contraddistinguono.

Blair, doveva andarci col fidanzato a ZANTE, ma si ritrova sola in un posto che non conosce con una lingua che non conosce. Per fortuna il destino ha messo sul suo cammino un maschio alfa, dal fisico mozzafiato, a farle da guida turistica…

“I miei piedi stanno per toccare finalmente la terra ferma: sono arrivata a Zante!
Dal ponte della nave mi guardo attorno perdendo lo sguardo in direzione di quelle tante case dall’intonaco bianco che si ergono appena al di là del porto, talmente luminose che quasi mi feriscono gli occhi più dei raggi caldi di questo sole d’agosto.
“Con non poca difficoltà, trascino i miei passi incerti e il mio trolley pesante fino alla vicina basilica di San Dionisio. Una rapida occhiata mi basta per decretare che dal vivo è assolutamente più suggestiva: le palme verdi attorno, i mattoni color salmone della facciata e le colonne bianche. Le avevo rimirate su Google Maps diverse volte, ma le immagini dal satellite non potevano rendervi giustizia”

“Il cielo è limpido, non c’è neppure una nuvola, e l’azzurro va a mescolarsi alle diverse sfumature del mare. Non credevo che potessero esserci così tanti colori in un solo fondale: azzurro, turchese, verde, blu… fino a diventare nero nel punto più lontano dalla costa che riesco a scorgere. Il sole adesso è meno caldo, si è sollevata persino una leggera brezza che mi smuove i capelli rossi mentre i miei occhi grigi faticano a distogliersi dalle increspature dell’acqua che luccica d’oro per via dei raggi.”

“Avrei bisogno di alcune informazioni. Saprebbe dirmi quali luoghi posso visitare qui in zona? Sa, sono appena arrivata e sono da sola. Mi hanno parlato di spiagge strepitose, alcune raggiungibili solo in barca”
«Si dia il caso che allora sta parlando con la persona giusta. Ho una barca con la quale porto i turisti in giro per l’isola. Sarei onorato di poterle mostrare le meraviglie di Zante.

 

“Dove siamo diretti?”
«A Keri, Laggiù»,
«Cosa facciamo qui?». Non ci sono altro che poche case in pietra, sicuramente pittoresche ma ancora silenziose. Davanti a noi, a largo, individuo un isolotto in mezzo al mare e più vicino una schiera di barche che ondeggiano lungo il molo.
«Non ti piace?», chiede, seguitando a darmi le spalle. Lo guardo abbassarsi e raccogliere la cima di una piccola barca a motore. «Ieri non hai fatto alcuna richiesta precisa, quindi ho deciso di portarti alle grotte azzurre. I turisti di solito apprezzano», dichiara.
«Con quella?», l’allarme nella mia voce è più evidente di quanto avrei voluto. Certo, non è una barchetta a remi, ma continua ad apparirmi comunque troppo piccola per poter affrontare il mare aperto con ben due persone a bordo.

 

«Le grotte di Keri possono essere raggiunte solo con quest’imbarcazione
“In pochi manovre siamo dentro alla grotta, tra strette pareti di roccia umida. Fa freddo e l’acqua ha assunto una colorazione cobalto che si riflette tutt’attorno.”
“Una decina di minuti dopo approdiamo nei pressi di una baia di ciottoli bianchi sovrastata da una gigantesca parete di roccia bianca chiazzata qua e là da una rigogliosa vegetazione. Il mare è piatto, ma la barca dondola a ogni nostro movimento. …. passaggio di un banco di pesci proprio a lato della nostra barca,”

“Vuoi che ti riporti a Zante quando ci saremo asciugati o vuoi proseguire verso i Mizitres?», la sua voce mi accarezza la gota destra.
Cerco di non badarci. «Cosa sono i Mizitres?», domando con tono neutro.
«Faraglioni», spiega in un primo momento. «Non sono molto lontani da qui, possiamo raggiungerli in barca prima di tornare a Keri.”
“Il villaggio di Keri per quanto piccolo ospita più ristoranti, ma solo uno è ancora aperto a quest’ora del pomeriggio…“la vista sulla baia dalla terrazza pergolata è incantevole.”

 

“Ti porto a vedere il tramonto più bello che tu abbia mai visto», rivela come fosse una cantilena che è abituato a ripetere spesso. Poi, si china a raccogliere un fiore di lavanda e me lo porge.”

“Spiaggia del Navagio, famosa per il relitto della motonave Panagiotis arenatosi sulla sabbia della baia». A volte parla come una maledetta brochure!”
“mi tuffo chiassosamente tra le acque cristalline della baia del Navagio.”

“Oh, sono solo i festeggiamenti per San Dionisio»,
«Si balla in piazza, i ristoranti sono aperti fino a tardi. Ci sono bancarelle piene di souvenir e di sicuro anche qualche festa in spiaggia».

Sei mai stata in un Kafenion?», chiede curioso arrestandosi sugli scalini di un locale che assomiglia più a un cubo asimmetrico di cemento bianco.
«Un…Cos’è?».
«È un bar».
…I mobili sono alla buona, non sembra veramente un bar. Assomiglia più alla cucina, o alla sala da tè, di una casa privata. Per non parlare del bancone, pieno di cianfrusaglie tra cui scorgo alcuni cesti e diversi aggeggi di cui non conosco la reale funzionalità.
«Devi assolutamente assaggiare il caffè greco», asserisce.

Marathonisi», …un’isola disabitata con una splendida spiaggia bianca, ma noi attraccheremo sul lato opposto…una piccola baia incastonata nella scogliera.
«E mi porterai a vedere le tartarughe?», domando con l’entusiasmo di una bambina curiosa. Spero di vedere una tartaruga da quando durante il viaggio in macchina da Zante a Keri mi ha rivelato che sono solite deporre le uova su quell’isola, in questo periodo.

xoxo Marylla 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *