Fuoco, un corpo, una frase che sembra inneggiare alla fine dell’Occidente. Riusciranno, anche stavolta, lo scorbutico ispettore e la tosta Alma a risolvere un caso che si prospetta molto più complesso del previsto?


Titolo: A mali estremi
Autrice:  Valeria Corciolani
Casa editrice: Amazon Publishing
Data di pubblicazione: 20 Novembre 2018
Genere: Giallo
Store d’acquisto:  Amazon.

Trama: 

L’ispettore Jules Rosset deve rinunciare ad Alma, la colf dallo “sguardo” speciale?

È una fredda sera di metà dicembre quando alla Radici & Figli, azienda di arte sacra, divampa un incendio. I resti di un cadavere carbonizzato e una misteriosa scritta in arabo sono gli elementi con cui l’ispettore Jules Rosset si ritrova a fare i conti. Come se non bastasse, Alma ha altri pensieri per la testa. Per fortuna il Natale si avvicina e Rosset può approfittarne per riappropriarsi della sua collaboratrice più preziosa insinuandosi nelle pieghe più imprevedibili di questa misteriosa vicenda. A mali estremi, estremi rimedi.

Recensione:

“ La felicità è come un fiore che sboccia
o un germoglio che si schiude; non serve a
nulla inseguirla e cercarla, semplicemente
perché è sempre lì, intorno a te. Basta solo
accorgersi che c’è.”

Ho sempre paragonato l’inizio di un nuovo libro all’inizio di un viaggio.
Ho passato anni ad immergermi in altre dimensioni, in città infestate, in castelli pieni di magia e sventolii di bacchette, e ad affrontare l’inverno che è ormai arrivato.  Anche stavolta non è stato diverso. Anche stavolta ho lasciato i miei luoghi, la mia pelle, e ho raggiunto Chiavari, in Liguria.

“A mali estremi” è il terzo volume della saga di Valeria Corciolani e, sebbene l’abbia affrontato senza conoscere i due libri precedenti – ho scoperto praticamente da pochissimo che questo che ho letto è il terzo libro – non posso negare di averlo apprezzato parecchio.
Come sempre, come ogni volta, ho iniziato le prime pagine senza sapere cosa aspettarmi. La trama del libro mi aveva colpito, ma quante volte succede? Leggi la trama, e pensi che sia il libro giusto. Ma non è così. Ed invece stavolta lo è stato.

Il primo capitolo inizia già con il mio, ufficialmente, personaggio preferito. Didier.  Didier è un’immigrato. Un ragazzo che sa quanto sia difficile essere nero e musulmano in un mondo cattolico. Un ragazzo che ha dovuto lasciare la sua terra, i suoi cari, per affrontare un viaggio della speranza. Un personaggio nella quale mi sono identificata così tanto da fare male.

Perché ho affrontato i capitoli di Didier nell’aereo che dall’Inghilterra, dove ormai vivo, mi portava a casa in una breve vacanza. Sentivo sotto la mia pelle quelle sensazioni di cui l’autrice parlava. Quello stare diviso tra due mondi. Quell’essere diviso a metà. E non posso negare che, talvolta, sentivo gli occhi diventare lucidi. Cosa mai successa per un giallo.

“ Il buio non gli fa paura, ma qui il
buio non è mai buio per davvero.”

Lo stile di scrittura è scorrevole, emozionale. Non puoi fare a meno di inserirti all’interno del romanzo, di partecipare attivamente alle indagini. Di fare supposizioni. Di apprezzare i personaggi secondari che, però, rendono tutto un po’ più “piccante”. Dei protagonisti non c’è molto da dire. Apprezzi il feeling tra l’ispettore Rosset ed Alma, e quasi incroci le dita ad ogni loro incontro perché vuoi di più. In realtà, mi sono divertita molto di più a leggere i loro battibecchi che le indagini in se.

La cosa certa è che mi procurerò i primi due volumi il prima possibile, perché l’ispettore e la colf è una di quelle saghe alla quale ti affezioni. Della quale non puoi che essere curioso di leggere il prima ed il dopo.  E, ancora, senza ombra di dubbio aspetterò un quarto volume.
Il mio consiglio non è ancora ovvio? Acquistate il libro – anzi, gente, I libri – perché ne vale la pena. Se vi piacciono i gialli, vi piacciono personaggi che riescono a catturare il vostro affetto, in un modo o nell’altro, ed uno stile di scrittura che vi cattura… “A mali estremi” è certamente il libro che fa per voi!

“ Perché tutto diventa un circo. E nel circo,
si sa, l’unico momento sincero è quando
entrano i pagliacci.”

Ambra Ferraro.

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