Amazon Crossing, con un titolo e una copertina essenziali, ci regala un romanzo contemporaneo dai teneri risvolti: Allie e Bea.

Fin dove è giusto spingersi per sopravvivere? Che cosa è giusto pretendere e a cosa invece si può rinunciare? E davvero tutto ciò che possediamo è necessario per noi? Lo scopriremo con Allie e Bea.

Titolo: Allie e Bea
Autore: Catherine Ryan Hyde
Genere: Romanzo contemporaneo
Editore: Amazon Crossing
Link d’acquisto: Amazon.

Trama:

Da quando è rimasta vedova, Bea fatica a sopravvivere. Ora, a causa di una truffa telefonica, ha perso tutto il denaro che le restava. A settant’anni suonati è costretta ad abbandonare la casa mobile in cui viveva, attrezzare un vecchio furgone e dirigersi verso climi più miti. Quando i genitori vengono arrestati per frode fiscale, la quindicenne Allie deve trasferirsi in una casa-famiglia. La situazione è più drammatica di quel che pensava ma quando scappa scopre che il peggio deve ancora venire.

Finché il destino non fa incrociare le strade di Bea e Allie. All’inizio non si fidano una dell’altra, tanto meno hanno intenzione di diventare amiche. Poi, nel loro viaggio lungo la costa del Pacifico, a poco a poco il loro cuore si aprirà e grazie all’amicizia e all’affetto degli sconosciuti che incontreranno lungo il cammino, troveranno il coraggio per dar vita a una nuova famiglia e guardare con occhi nuovi questo nostro mondo imperfetto.

Recensione:

“La vita sarà imperfetta, ma ci sono
incontri che le regalano un senso”.

Il romanzo di Catherine Ryan Hyde, Allie e Bea, è un inno alla fede e alla speranza. Basterebbe questo per invitarvi alla lettura, ma perché la mia recensione sia completa, dobbiamo andare per gradi. Bea, la ritrosa, abitudinaria Bea, non ha mai davvero avuto familiarità con nessuno. Neanche col compianto Herbert, sospetto. Come la maggior parte degli anziani, è ingenua e viene raggirata. I truffatori la lasciano con la sua gatta, il furgone del defunto marito e poco altro a parte se stessa.

È timida, Bea. È timorosa, una di quelle persone che si morderebbero la lingua a sangue piuttosto che manifestare un loro pensiero. È anziana, soffre il caldo, si stanca facilmente, ma ciononostante parte. Si mette alla guida del vecchio autoveicolo e si lascia la vita alle spalle. Oppure le va incontro?

Allie, come Bea, ignora ciò che le succederà da qui a pochissimo. I suoi genitori hanno truffato il fisco e per questo finiscono in prigione. Quindi, in assenza di altri familiari, la quindicenne finisce in una casa-famiglia. Non sarà affatto semplice per lei adattarsi: Allie ha sempre avuto tutto ciò che desiderava, anche di più, è vegana (per questo motivo avrà seri problemi per alimentarsi adeguatamente), e non è abituata a condividere i propri spazi. Soprattutto con una compagna di stanza squilibrata. Allie fugge, con solo i suoi vestiti addosso, ma non sa che sta passando dalla padella alla brace.

Che cosa accomuna Allie e Bea? Apparentemente niente.

Bea salva Allie. Allie salva Bea. Anche se nessuna delle due ha davvero voglia di relazionarsi all’altra. Un’anziana e un’adolescente, agli antipodi della vita. Nell’immaginario collettivo prive di risorse, tuttavia pronte a stupire il lettore.

“Avevo a disposizione tutte quelle ore
che formavano tutti quei giorni, e quando
mi guardo indietro mi sembra che il mio
obiettivo fosse soprattutto farli passare.
Ma quella non era vita”.

Mi sono subito saltati all’occhio la cover e il titolo. Come già accennato, li trovo essenziali e questo è decisamente un bene. Il nome delle protagoniste, la raffigurazione delle stesse e nulla più. Niente fronzoli, niente titoli sensazionalistici, niente copertine astratte. Chi legge sa che cosa aspettarsi da questo romanzo contemporaneo. La traduzione, mi preme evidenziarlo, non presenta improprietà linguistiche e il testo è pressocché privo di refusi, poiché non riesco a ricordarne e questa recensione potrebbe totalizzarne qualcuno. Siamo umani, del resto. L’impressione che ne ho avuto è quella di un prodotto curato nei dettagli. Ho apprezzato molto la possibilità di tuffarmi nella lettura senza stare a badare agli errori perché, assai semplicemente, non ne ho visti.

Il contenuto è quello che merita una particolare menzione. Si dice che un buon libro sia quello che, quando hai terminato di leggerlo, hai la sensazione molto vivida di aver salutato degli amici, ed è esattamente quello che mi è successo. “Allie e Bea” è narrato in terza persona, il POV però si sposta all’occorrenza dalla giovane all’anziana. Entrambi a me (che sono stata in contatto sia con adolescenti sia con anziani) risultano credibilissimi e ben curati.

“Le cose di base, come il cibo e un tetto
sulla testa, cominciano a sembrarti le
uniche che hanno importanza. Suppongo
lo siano sempre state, solo che non lo
sapevamo, perché credevamo che una cosa
del genere a noi non potesse succedere.
I bei vecchi tempi, eh?”

Ogni capitolo inizia con un simpatico titolo, preludio di ciò che leggeremo e di ciò che Catherine Ryan Hyde ci farà scoprire lungo il cammino. “Maledetto libretto degli assegni”, “Il mondo non mi dovrà un vitalizio, ma 741,12 dollari sì” e “Il vero valore dei ceci in scatola” sono tra questi. Ci meraviglierà, se non ci siamo mai imbattuti nella sua scrittura, la lieve e mai cattiva ironia dell’autrice.

L’inserimento dei personaggi secondari movimenta la lettura, ci fa conoscere ancora più a fondo le nostre due protagoniste, cambierà il loro modo di essere, e ci restituisce fiducia nell’umanità. “Allie e Bea” potrebbe collocarsi tra le classiche letture da evasione. Se ti perdi tra le righe, dimentichi di certo i tuoi problemi, perché Allie e Bea ne hanno sicuramente di più gravi. Ma questo romanzo è stato per me molto, molto di più. Fede e insegnamento. Leggere per credere.

Alessia Garbo.