Quello sull’Azoth Express di Elia P. Ansaloni non sarà un viaggio come tanti. Un mistero che parte dalla destinazione, un gioco che potrebbe rivelarsi più pericoloso del previsto.

Di solito non mi lascio influenzare troppo dalla quarta di copertina, ma questa volta è stata la cosa che, subito dopo la trama di Azoth Express, ha catturato la mia attenzione. Per questo cito: “Il giallo che state per leggere contiene elementi fantastici che potrebbero condurre a una soluzione insolita rispetto al mistero realistico. L’autore ha cercato di rispettare la coerenza interna della storia; tuttavia siete autorizzati a colpirlo con questo libro nel caso non siate soddisfatti del risultato”. Un’autoironia che ho apprezzato in modo particolare.

Ma il concetto principale ora è: Elia P. Ansaloni merita di essere colpito con il suo romanzo “Azoth Express”?

Titolo: Azoth Express
Autore: Elia P. Ansaloni
Editore: Delrai Edizioni
Genere: Fantasy
Link d’acquisto: Amazon

Trama

Invitato a una traversata notturna sull’Azoth Express, un treno misterioso di cui sembra impossibile reperire informazioni, il professor Volfram Volkov, accademico di prestigio affetto da una bizzarra licantropia, fuma pensieroso la sua immancabile pipa a bolle di sapone.

Salito a bordo, fa la conoscenza degli altri strambi ospiti, anch’essi completamente all’oscuro della situazione: Mercedes, una famosa e avvenente attrice televisiva; gli aristocratici Ravencroft, un’inquietante famiglia in lutto; la giovane esploratrice Lyra, con una grande conoscenza degli abissi oceanici; Zohn, un signore tarchiato che non sembra volersi staccare dalla sua macchina da scrivere; Maddox, un pittoresco e chiacchierone croupier di Las Vegas; e infine i signori Yong, che trasportano un carico misterioso.

È il signor Swapan, proprietario della compagnia, a spiegare ai passeggeri che stanno per prendere parte a un singolare gioco: se scopriranno dove è diretto il treno, ciascuno riceverà un premio di immenso valore. Riusciranno a risolvere l’enigma e, soprattutto, ad arrivare tutti a destinazione?

Recensione

Quando ho letto la trama di Azoth Express subito la mia mente è volata al collegamento letterario con un altro viaggio in treno alquanto singolare, “Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie. Ebbene, quel romanzo ha acceso in me un ardore tale che non ho potuto non dare una possibilità ad “Azoth Express”. Quello e l’eventuale possibilità di colpire Elia P. Ansaloni con il suo romanzo, ovvio. Non me ne vogliate, ma quanto volte leggendo un fantasy o un giallo avete provato l’irrefrenabile impulso di avere davanti l’autore per domandargli il perché? In questo caso i due generi si uniscono e le domande sono ancora di più.

Ed Elia P. Ansaloni sa come far crescere l’adrenalina nel lettore. Il primo punto a suo favore è il misterioso invito a partecipare alla traversata sull’”Azoth Express”. Questo treno dalla destinazione sconosciuta che ospita una serie di personaggi stravaganti e a tratti poco raccomandabili. Primo tra tutti il nostro professor Volfram Volkov, un illustre accademico affetto da licantropia impropria. Ma come fa un mezzo lupo a fumare una pipa a bolle e parlare come se tutto fosse normale?

E soprattutto, cosa nascondono gli altri passegeri e perché loro per primi sembrano non essere così scossi dall’aspetto del professore? Una serie di domande che Elia P. Ansaloni fa sorgere pagina dopo pagina per creare un pathos crescente che spinge a voler sapere di più, a risolvere il mistero prima ancora che ci arrivino i passeggeri. Ci sentiamo infatti parte dello stesso viaggio e per questo motivo la soluzione diventa anche per noi di primaria importanza.

Non mancano colpi di scena improvvisi che accrescono l’interesse del lettore di “Azoth Express”, che immagazzina tutto per apprendere, conoscere e scoprire. Elia P. Ansaloni rivela uno stile molto coinvolgente, intrigante come il mistero che avvolge “Azoth Express”. Il romanzo scorre liscio per tutta la durata della lettura, che risulta essere anche molto veloce, merito dell’aspettativa creata dall’autore per arrivare alla fonte del mistero.

È da colpire con il romanzo? Per me no, anzi, direi che è da elogiare il modo in cui riesce a gestire una trama tutt’altro che facile e intuitiva.

 

Fabiola Criscuolo

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