Ciao Trattine, oggi una nostra trattina free lance ci parlerà di BAD LOVE (Welcome Series Vol.1) di Jay Crownover.

SINOSSI

Sexy, dark, pericoloso, Bax non cammina solo sul binario sbagliato… lui è il binario sbagliato. Criminale, delinquente e attaccabrighe, ha preso un sacco di pessime decisioni, e una di queste lo ha portato in prigione per cinque anni. Ora Bax è fuori e in cerca di risposte, e non gli importa cosa dovrà fare o chi dovrà ferire per trovarle. Ma non ha fatto i conti con Dovie, una ragazza innocente e pura… Dovie Pryce sa bene cosa comporti vivere una vita difficile. Ha sempre cercato di essere buona, di aiutare gli altri, e non si è mai lasciata trascinare giù dalla tristezza. Eppure le cose per lei non hanno fatto che peggiorare. A quanto pare, l’unica persona che può aiutarla è l’ex-detenuto più spaventoso, sexy e complicato che sia mai uscito da The Point. Bax le fa paura, risveglia in lei sentimenti che non avrebbe mai pensato di provare. Ma a Dovie non serve molto per capirlo: certe volte le persone migliori per noi sono proprio quelle che dovremmo evitare…

RECENSIONE

Pensavamo di aver letto di veri bad boy nella Marked Men Series? Ebbene, non conoscevamo ancora Shane “Bax” Baxter. Come dichiara la stessa autrice nell’introduzione, qualche piercing e il corpo ricoperto da tatuaggi non rendono un ragazzo cattivo, ma solo interessante, alternativo se vogliamo.Bax invece è un vero cattivo, reso tale da un’infanzia difficile, da scelte sbagliate, che lo hanno condotto a conseguenze tutt’altro che trascurabili per un diciottene: cinque anni di reclusione.

La storia inizia con un Bax ventitreene che esce dal carcere, fermamente deciso a scoprire i responsabili del suo arresto e il motivo per cui il suo migliore amico Race, l’unico di cui si fidi, sembri scomparso nel nulla. La sua ricerca lo conduce dritto dentro un turbine dai capelli rossi, Dovie Pryce. Dovie è una ragazza abituata a cavarsela da sola, che si barcamena tra due lavori e l’università, che ha trovato in Race il fratello che non sapeva di avere, un porto sicuro dopo una vita di privazioni e paure, solo per vederselo sottrarre via, inghiottito dall’oscurità di una vita al limite.

Bax è la sua unica speranza di ritrovarlo e capire cosa gli sia successo, e vi si aggrappa disperatamente, nonostante i tentativi del ragazzo di tenerla a distanza.

“Su entrambi i suoi polsi – stretti nei miei pugni – era tatuata una catena grigia e nera, con gli anelli spezzati, come a sottolineare che si era liberato da un qualche tipo di giogo ed era pronto ad abbattere l’inferno su un mondo ignaro”

Tra delusioni e tormenti, colpi in pieno viso e momenti di passione travolgente, nasce sempre più forte, in entrambi, la consapevolezza che per loro un futuro insieme non sarà contemplabile.

“Lei era l’incarnazione di tutto ciò che di buono può nascere da gente di merda in posti di merda. Era un fiore nato sulla parete di roccia dura e impervia di un precipizio. Come riuscisse a mantenere quella dolcezza e quell’empatia per me era un mistero, e mi trovai a pregare che trovasse qualcuno disposto anche a uccidere per proteggerla, quando io non ci sarei più stato per lei”

A fare da sfondo a questa magnifica storia è il quartiere di The point, che si può immaginare come la parte dimenticata e scomoda di qualsiasi metropoli, dove i ragazzini sono abbandonati a se stessi e imparano troppo presto che per sopravvivere si deve essere disposti a fare qualunque cosa, per quanto illegale sia, perché a nessuno della parte bene, chiamata The Hill, importa davvero del loro futuro. La vita di strada è la vera protagonista del romanzo e lo sarà dell’intera saga, con le sue brutture e le cicatrici profonde che scava nell’anima e nel corpo dei personaggi che la vivono giorno dopo giorno.

Un’ennesima conferma dunque del talento di Jay Crownover, già amatissima in Italia per la Marked Men Series e i primi libri del suo spin-off, la saga Saints of Denver.

Ho apprezzato in modo particolare il capitolo iniziale di questa nuova serie, poiché pur trattandosi di un romance con evidenti venature dark, la malvagità e la brutalità delle vicende che vedono coinvolti i personaggi mantengono dei sottilissimi barlumi di speranza, che come piccoli lampi di luce a poco a poco scalfiscono le tenebre di esistenze troppo brevi per essere condannate per sempre.

«So bene che moriresti per me, Bax. […] Quello che ho bisogno di sapere è se hai intenzione di vivere per me»

 

Veronica Palermo 

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