Buon pomeriggio Trattine! Oggi Veronica ci parla in anteprima di BAD ROMANCE, il nuovo stand-alone di Jen McLaughlin, portato in Italia grazie a Newton Compton.

SINOSSI

Una brava ragazza si innamora del ragazzo più sbagliato che ci sia: il suo fratellastro.

Sette anni nell’esercito cambiano un uomo. Ma una ferita alla spalla mette fine alla carriera da cecchino di Jackson Worthington, e viene rimandato a casa, a combattere una battaglia che gli è fin troppo familiare: stare lontano da Lily Hastings. È pur sempre l’angioletto del suo ricco paparino, innocente, assolutamente adorabile, tanto pulita quanto Jackson è sporco. Ed è sempre la sua sorellastra, proibita, ma mai dimenticata, non dopo il bacio appassionato per il quale a diciotto anni è stato cacciato di casa. All’epoca non era riuscito a resisterle. Come potrebbe resisterle ora?

Lily sta per sposare un uomo che non ama, e impegnarsi in un lavoro stressante che odia, tutto per compiacere suo padre, che controlla tutta la sua vita. Come se non bastasse, il suo primo amore è tornato, con un corpo scolpito e appena una traccia del ribelle che ha segnato il suo destino con le sue labbra. Il tempismo di Jackson non potrebbe essere peggiore… o migliore. Perché Lily ora è cresciuta. Muore dalla voglia di assaggiarlo di nuovo. E per la prima volta, è pronta a essere una cattiva ragazza.

RECENSIONE

Chi vi parla è una donna che ha amato alla follia la serie Out of line, tanto che Carrie e Finn sento quasi di conoscerli come se fossero reali e non semplici personaggi di una saga.

Per questo motivo, quando ho visto che la Newton Compton avrebbe pubblicato il 28 settembre un nuovo stand alone di questa autrice mi sono precipitata alla ricerca di informazioni, perché doveva essere mio. Dal titolo, alla cover, alla trama i presupposti affinchè mi piacesse c’erano tutti: mi aspettavo una storia torbida, tormentata, proibita, il tutto condito dalla splendida scrittura della McLaughlin.

Purtroppo, di tutto l’elenco l’unica conferma è stata la scrittura dell’autrice, poiché tutto il resto mi ha deluso e non poco.

Lily è una protagonista debole, che non si fa apprezzare né odiare, che non lascia il segno insomma. Da sempre succube del padre, non ha mai osato ribellarsi alle sue imposizioni, uniformandosi a tutte le sue volontà per il suo futuro, con un’unica eccezione: Jackson Worthington, il suo fratellastro.

Jackson è oggi un militare, una figura credo molto cara all’autrice, tuttavia mantiene una certa fragilità che per me traspare molto chiaramente grazie ai suoi pov: sotto l’aspetto da duro e tatuato, da cecchino che ha ucciso e che ha visto morire molti dei suoi compagni, si cela un animo ferito, che ha da sempre sofferto a causa dell’indifferenza della madre nei suoi confronti e che trova come unico punto d’appoggio la sua sorellastra Lily, di poco più piccola di lui.

Conosciuta quando entrambi erano adolescenti, ben presto si rende conto che più passano del tempo assieme più il desiderio di averla sempre vicino aumenta, assieme alla consapevolezza che non si tratta semplicemente di una sorta di sfida nei confronti del terribile patrigno, ma di un genuino sentimento che si consolida sempre di più. Fino al fatidico bacio: un bacio che ha segnato l’uscita di scena di Jackson dalla vita di Lily e l’inizio di sette lunghi anni di separazione.

Al suo ritorno dopo una ferita che ha posto fine alla sua carriera di cecchino, ritrova una Lily cresciuta, desiderosa di fare nuove esperienze, eppure…Eppure. Nonostante questo desiderio di fare la cattiva ragazza, Lily è pur sempre limitata dal padre, da un assurdo senso del dovere nei confronti della salvezza della sua società che francamente non ho compreso fino in fondo.

In alcuni momenti avrei voluto metterla con le spalle al muro e darle una sonora scrollata, chiedendole: “Cosa vuoi Lily? Jackson? Lui è lì per te, prenditelo! Oppure vuoi sposare un uomo che non ami per salvare l’azienda di tuo padre? Beh ok, fallo, ma allora lascia in pace quel ragazzo!”. L’eterna indecisione, quando regna sovrana in un libro, proprio non mi va giù.

Dal canto suo, Jackson la ama, l’ha sempre amata, ed è forse l’unico dei due che giunge alla degna conclusione che o si scelgono l’un l’altra o si separano definitivamente.

Purtroppo, mi tocca dire che senza questo tira e molla il libro si sarebbe ridotto a due capitoli. C’è davvero poca sostanza, non è affatto un bad romance e i personaggi sono destinati al dimenticatoio.

Non riesco a dare però due stelle, perché la scrittura della McLaughlin mi piace davvero molto e la reputo una scrittrice di talento. Considererò quindi Bad romance come uno scivolone dal quale spero che si rialzerà presto.

Veronica Palermo

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