Oggi la nostra Veronica ci parlerà di un romanzo molto particolare, BURNOUT di Loreto M. Crisci, pubblicato in self publishing.

RECENSIONE

Se sei sereno questo non è il posto giusto. Scappa. Oppure resta. Esci dalla tua campana di vetro. Si sentono lamenti. Ignorali.
Questo libro è odio. Disagio. Realtà deformata da occhi strabici. Miopi. Di chi non indossa occhiali per paura di sentirsi dire ancora una volta: «Brutto sfigato!».
Qui c’è la rabbia di chi è ultimo e non si accontenta, di chi nuota controcorrente e lotta centimetro dopo centimetro, bracciata dopo bracciata. La rabbia di chi scala una montagna solo per dimostrare qualcosa, solo per urlare al mondo che c’è. Esiste.
Qui c’è l’inquietudine del carnefice che attacca per non essere attaccato e quella della vittima che più passiva di un frocio, lo prende in culo. Subisce. L’inquietudine di chi ce l’ha con il mondo intero e vorrebbe spaccare tutto come Paul Simonon fece con il suo basso, solo per veder l’orologio fermo. Stop. 21:30.
Qui c’è l’imbarazzo di chi non si esprime ma arrossisce, di chi muto ascolta finché non sente la testa scoppiare. Boom!
Qui ci sono i miracoli, quelli di chi prega e aspetta gli piovano dal cielo e quelli di chi se li costruisce da solo allontanando la speranza.
Qui ci sono le turbe di chi si guarda indietro per paura di essere seguito, di chi allontana le persone per paura di un abbraccio che in verità vorrebbe. Desidera.
Qui c’è l’emarginazione di chi è unico ma nella maniera sbagliata, di chi è diverso. Non compatibile. Di chi passa i compleanni da solo. Isolato. Soffia sulle candeline più forte che può. Uragano. Esprimendo un desiderio. Il solito.
Questo libro è un’accozzaglia di persone, una massa disordinata, un pubblico distratto da luci fatiscenti.
Ti chiedo di andare oltre il sessismo, il razzismo, la volgarità e la cattiveria che leggerai, c’è molto altro. Un mondo. Scoprilo.

Con queste parole Loreto M. Crisci, nella prefazione, ci anticipa quello che troveremo fra le pagine di Burnout.
Uno stile incalzante, crudo, essenziale. Frasi ridotte all’osso, citazioni scomode, domande che non ci poniamo spesso e men che meno vorremmo sentirci porre.
Questo non è un romanzo, è un viaggio caotico nella mente di uno scrittore che non ha peli sulla lingua.
I personaggi che compaiono, primo fra tutti Lorenzo, il protagonista, passano in secondo piano rispetto alle riflessioni, alla rabbia, all’impotenza di fronte ad alcune situazioni, al non volersi rassegnare, alla condanna della società nella quale viviamo.
Durante la lettura, che scorre in maniera disordinata ma inesorabile, allo stesso modo dei pensieri di Lorenzo, non ho potuto fare a meno di concordare su parecchi punti espressi dall’autore. È anche vero che, in alcuni passaggi, mi veniva voglia di sbattere il Kindle al muro, perché quando leggo voglio estraniarmi in maniera piacevole, allontanarmi dalle brutture che ci circondano nella realtà e dai pensieri della quotidianità, e questo le parole di Crisci non me lo consentivano.
Tuttavia ci ripensavo e continuavo a divorare quelle parole usate con tanta esplicita voglia di colpire, di sbattere in faccia le cose come stanno.

«In questo mondo conta solo il politicamente corretto, e allora un handicappato dobbiamo chiamarlo “diversamente abile”, un negro “di colore”, a breve ci diranno anche che uno stupratore va chiamato “seduttore seriale”» continuai.
«È sbagliato leggere un romanzo di Jack Unterweger, un testo di Charles Manson oppure un sermone di Anton LaVey, ma se il premio Nobel per la pace lo vince il presidente di un paese in guerra è tutto giusto. La verità è che se canti fuori dal coro ti spengono il microfono».

Questo libro non è per tutti, e non avvicinatelo nemmeno se non vi piace o non vi va di farvi due domande su come va il mondo e la nostra vita all’interno di esso. Ma se avete voglia di urlare anche voi insieme a Crisci, se non vi fa paura cimentarvi per un’ora in qualcosa di diverso dai romance e dalla finzione, se non avete timore di leggere di qualcosa che è maledettamente attuale e controcorrente, allora non fatevelo scappare.

Al momento mi risulta non disponibile negli store online, ma sono sicura che l’autore saprà darci a breve nuove informazioni su come reperirlo.

Veronica Palermo

  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    1
    Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *