Buon pomeriggio, Trattine. Oggi vi parlo di “A caccia nei sogni”, il secondo capitolo della trilogia di Grouse County, di Tom Drury.

Titolo: A caccia nei sogni

Autore: Tom Drury

Genere: Narrativa contemporanea

Costo e-book: €8,99

Link per l’acquisto: Amazon

Trama

Tom Drury ritorna a Grouse County per raccontare pochi giorni cruciali nella vita della famiglia Darling, in cui tutti cercano di ottenere qualcosa, ma senza sapere come farlo. Charles, ovvero Tiny, vuole un vecchio fucile legato a un ricordo d’infanzia; Joan, sua moglie, è in cerca delle aspirazioni perdute; Lyris, la figlia di Joan, vuole trovare un punto fermo da cui cominciare davvero a crescere; e il piccolo Micah, figlio di Charles e Joan, vuole sfuggire al buio della sua stanza a costo di perdersi nel buio delle strade cittadine, Dalla vastità dei panorami della Fine dei vandalismi, Drury si concentra adesso su un frammento di quel mondo, racchiuso in un unico weekend, in cui gli eventi si dilatano come nei sogni e i protagonisti rivelano tutta la loro umanità, nell’intensità dei desideri e negli sforzi, ora comici ora drammatici, per diventare persone migliori.

Recensione

Il gestore della pompa di benzina sfoggiava una spilletta verde con la scritta: Jim, esisto per servirvi. Questo indusse Joan a pensare, come negli ultimi tempi le capitava sempre più spesso, che all’America stava succedendo qualcosa: sembrava aver perso quel senso di solidità proprio dei posti a cui lei era abituata.”

Attesissimo seguito di “La fine dei vandalismi”, A caccia nei sogni racconta di un fine settimana (da venerdì a lunedì, in verità) in casa Darling. Ci sono Charles (precedentemente Tiny), il capofamiglia, che vuole riappropriarsi di un antico fucile; Joan, sua moglie, che cerca di riprendere in mano le redini della propria vita, con o senza di lui; Micah, il figlioletto dei due, che ha paura del buio tanto da fuggirne; e infine Lyris, la figlia di Joan che era stata allontanata dalla madre per poi essere riaffidata a lei in età adolescenziale.

I sedici capitoli prendono il nome dei quattro protagonisti e narrano la loro ricerca incessante di qualcosa, non mancano i personaggi secondari, in quanto si tratta sempre di un romanzo corale, definito libro-mondo da qualcuno.

Charles ora è cambiato, ha messo la testa a posto e si è accasato: fa l’idraulico e ha rinunciato alla delinquenza. Ma lo stesso non riesce a liberarsi dall’ossessione del fucile, che considera un ricordo di famiglia. Valuta l’idea di comprarlo, ma Farina Matthews, l’attuale proprietaria, si rifiuta di venderglielo, e per questo Charles sarebbe disposto a rimettere i panni di Tiny per una sera e rubarglielo.

Joan non sa quale sia la sua strada. Ha fatto l’attrice ma ha abbandonato la carriera per dedicarsi ai suoi cari, adesso vorrebbe vivere senza sensi di colpa una relazione extraconiugale e, perché no?, passare un weekend fuori, lontana dagli obblighi familiari.

Lyris è un’adolescente problematica. È stata data in affidamento, è passata da una famiglia all’altra fino a tornare sotto la custodia della madre. Ora ha un patrigno e un fratello, ma forse non ha realmente una mamma. A scuola non è benvoluta dai compagni, nella cittadina circolano voci su di lei. L’incontro con Follard, un ragazzo strampalato, non le giova per niente.

Micah è un bimbo pieno di paure, insicurezze e sogni, adora sua madre e sua sorella, e si è conquistato l’affetto di quest’ultima.

Quanto a Grouse County, quella è una cittadina rurale nel cuore dell’America, nell’Iowa, dove i suoi abitanti scelgono come animale domestico una capra e tutti sanno tutto di tutti, con le dovute storpiature così tipiche delle province.

Arrivò una cameriera con una matita dietro l’orecchio. «Candy, cosa vuole la gente?» le domandò il barista.

«Un po’ d’amore, immagino» rispose lei.”

L’autore si propone di parlare con tenerezza e ironia dei “piccoli” del mondo e delle loro vite, spesso vuote e insignificanti. I dialoghi talvolta sono grotteschi e la narrazione è lenta. Per quanto sia scritto “bene” e non ci siano problemi di traduzione, io ho trovato molto povera la tram, e non mi sento di promuovere il romanzo a pieni voti. Intanto, vi lascio con una delle mie citazioni preferite.

A volte ho l’impressione che quello che dovrei diventare sia scritto sulla parete di fondo dell’universo e che si stia allontanando da me alla velocità della luce.”

Alessia Garbo

 

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