Camminando su una nube ci insegna che inseguire i nostri sogni, i nostri desideri, non è mai sbagliato. Non è mai un errore, quanto una necessità. 

Trasferirsi a New York è il sogno per eccellenza. Inseguire il proprio destino, mostrare il proprio talento e finalmente afferrare ciò che ci spetta. Ed è proprio questo quello di cui Camminando su una nube, di M. Sgarella tratta. E voi? Che ne pensate di seguire Kate nella realizzazione del suo sogno? 


Titolo: Camminando su una nube
Autore: Manuel Sgarella
Genere: Contemporary romance
Editore: Self
Link d’acquisto: Amazon.

Trama:

Kate è fuggita da un futuro già scritto, da una vita che i propri genitori avevano scelto per lei. Arriva a New York per realizzare il sogno di scrivere per Top Film, la più conosciuta rivista di cinema di tutta la nazione. Ma Kate ha anche una particolarità: viaggia un po’ troppo con la fantasia, tra ottimismo e speranza, arrivando talvolta a non distinguere la realtà dall’immaginazione.
Cameriera in un bar dal sapore un po’ troppo vintage, con un piccolissimo appartamento che chiama “attico”, in una notte di rabbia per le poche occasioni che le concede quella città, scrive sul suo blog uno sfogo. Parole dure che la portano a conoscere Mark, il rampollo della famiglia che dirige proprio Top Film. È quel ragazzo che fa scattare in lei un aumento di strane fantasie.

Tra coraggio, determinazione e incoscienza, Kate sembra avere la sua occasione per dimostrare quello che vale professionalmente. Ma è davvero tutta una coincidenza? È tutto reale? Tra realtà e fantasia, potrebbe anche scattare quella famosa scintilla. 

Recensione:

Okay, diciamolo.  Il mese di Marzo 2020 verrà sicuramente ricordato da tutti come uno dei più brutti della nostra vita. La paura di un contagio, il sentirsi inutile, le abbuffate di cibi invitanti ( quest’ultimo però sicuramente un lato positivo ) e la noia che ci avvolge, che ci soffoca. Una noia atroce che, per qualche oscuro motivo, non ci fa però venir voglia di alzarci dal letto a cercare delle alternative.
Eppure trovare qualcosa da fare è necessario, importante. Anzi, fondamentale per non rischiare di impazzire tra le quattro mura in cui siamo rinchiusi.  E da lettrice accanita, cos’altro posso fare se non consigliarvi di fare come me ed immergersi nella lettura di un libro? 

“Camminando su una nube” il nuovo libro di Manuel Sgarella è ciò su cui è ricaduta la mia scelta durante questa quarantena obbligatoria. Adesso lasciate che ve ne parli un po’! 

Non serve vivere su una nube
se non hai alcun paracadute
quando questa si dissolve. 

Tra la cultura cinematografica e quella letteraria, da sempre abbiamo tutti associato la grande città di New York come il luogo in cui tutti i sogni possono diventare realtà. La città che non dorme mai, piena zeppa di vita e di possibilità. Non è dura immaginare, mentre si cammina tra le vie affollate d’ogni angolo, di riuscire ad incappare nel proprio destino. L’amore della propria vita, il lavoro dei nostri sogni. A NY puoi. Puoi diventare l’attore migliore di sempre. Il cantante. Lo scrittore. L’artista. A NY puoi essere qualsiasi cosa. È questo che tutti ci hanno insegnato, ed è anche questo il concept da cui parte “Camminando su una nube”. 

New York, diventare speciali, raggiungere i propri obbiettivi. È il sogno di Kate quello che noi stiamo vivendo. Il suo sogno, e le avventure di una ragazza di provincia che scappa dalla monotonia della sua vita, già scritta, per darsi quelle ali che la vita cerca di tappargli.
Kate è me. È te.
È una ragazza che non vuole accettare ciò tutti vorrebbero da lei. Il bravo ragazzo, amico di sempre, al suo fianco. Un lavoro nell’azienda di famiglia. Un vita normale, comoda, facile. Perché lei è di più. È più di questo. Eppure non tutto va nei modi previsti. Non è tutto rosa e fiori, e la sua scalata al successo ( scrivere nella rivista Top Film, la più conosciuta di tutta la nazione ) non sembra così facile. 

Le persone fanno schifo. Gli uomini fanno
schifo. Io faccio schifo. Non ne senso che
puzzo o che non mi lavo, ma che non sono
capace di avere un rapporto serio e
duraturo con le persone. 

La trama di “Camminando su una nube” è semplice, carina seppur talvolta banale. Molto ispirata, a parer mio,  al Diavolo veste Prada ed al telefilm Ugly Betty.
Ciononostante ho trovato la lettura scorrevole, piacevole e leggera. La prima persona è quella che vige durante tutto il racconto, e l’unica voce è quella della nostra protagonista Kate che, però, ci racconta determinati avvenimenti in due modi. La realtà, e attraverso il “libro di Kate”. Una sua visione immaginata così intensa, da farla talvolta confondere tra realtà e fantasia.

Questa, sebbene renda il libro più “romanzato”, non mi ha coinvolto. Mi capitava, talvolta, di desiderare di saltare a piè pari le pagine con un altro carattere – ciò che rende immediatamente distinguibile, prima ancora di leggerlo, di cosa fa parte quel paragrafo. Tremendamente piacevoli ed interessanti, invece, le continue citazioni alla cultura cinematografia. Era un piacere ritrovare quei titoli di film cult, quasi come rivedere vecchi amici. 

Tutto sommato, in pratica, si tratta di un libro piacevole per ingannare il tempo, capace di farci sentire – anche se per qualche momento soltanto – catapultati in una realtà lontana dalla nostra, all’inseguimento dei nostri sogni. 


Ambra Ferraro.

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