Conviction è il secondo capitolo della storia di Natalie. Una duologia – Consolation e Conviction – quella di Corinne Michaels davvero toccante, che sfiora corde dell’umano sentire mai accarezzate e pizzicate così sincronicamente insieme.

img_2701SINOSSI

“È qui, davanti a me… vivo. Solo un anno fa, mi sarei venduta
l’anima per farlo tornare, e adesso è qui.”

Dopo aver appreso della morte del marito Aaron, marine caduto in missione, Natalie è passata attraverso il dolore e, con fatica, ha ritrovato la luce grazie all’amore per Liam. Aaron però non è morto, e dopo aver lottato per tornare da sua moglie e dalla figlia che non ha mai conosciuto, ora è lì, davanti agli occhi di Natalie, che si ritrova sospesa tra la gioia e l’angoscia. Sì, perché durante la sua assenza, Natalie ha conosciuto un’altra faccia del marito, ha scoperto le bugie che lui le ha sempre raccontato, i tradimenti che le ha nascosto. E soprattutto insieme a Liam ha sperimentato il vero significato dell’amore. Ma ora Liam è deciso a farsi da parte, a sacrificare i suoi sentimenti in nome di ciò che ritiene più giusto: restituire alla piccola Aarabelle la possibilità di crescere con il suo vero padre e permettere a Natalie di ricostruire la famiglia che era andata distrutta. Con i cuori lacerati, incerti se rinunciare a una parte di sé o seguire ciò che sentono, che futuro sceglieranno Natalie e Liam?

RECENSIONE

Conviction è il secondo capitolo della Consolation duet più atteso dell’anno. Se avete amato Consolation non potete perdervelo. Personalmente è una delle serie più commoventi che io abbia letto. Come non lasciarsi sedurre da una scrittura emozionante come quella di Corinne Michaels? Come non lasciarsi travolgere dall’amore di Natalie e Liam? Chi non vorrebbe un uomo sexy, tenero e coraggioso come Liam al proprio fianco? Quale donna non vorrebbe avere la forza di carattere di Natalie nel superare le innumerevoli avversità che la investono come un caterpillar? Ovviamente la risposta è TODOS.

Vite costantemente sospese, che si tengono in equilibrio su di un filo da rasoio, pronte ad inciampare alla minima incertezza e andare in frantumi. Dolore, rabbia, senso di colpa, amore, sentimenti che convivono in questo romanzo spintonandosi a vicenda, fra imprevisti, problemi quotidiani e colpi di scena Hollywoodiani.

Il tempo è qualcosa a cui non ho mai prestato troppa attenzione.
Ha i suoi flussi e riflussi, ma non cambia mai. Non posso fermarlo, non importa quanto lo desideri. È impossibile far scorrere all’indietro o bloccare le lancette dell’orologio. In questo momento, voglio solo che il mondo si fermi e torni al momento in cui ero felice e pronta ad affrontarlo. Solo due minuti fa, la mia giornata procedeva senza problemi. Stavo per partire insieme all’uomo che amo, l’unico che è riuscito a guarire le mie ferite. Ma il tempo non è mio alleato. Mi prende a schiaffi e mi ride in faccia, mentre me ne sto qui a chiedermi come cavolo sia possibile che succeda una cosa del genere. Non ho nessuna voglia di accelerare gli eventi, e di sicuro non ho nemmeno voglia di rallentarli.”

Inizia così Conviction, ma per chi ha letto Consolation potrebbe benissimo sembrare il primo capitolo della duologia. La storia si ripete, seppur diversamente, per sconvolgere la vita di Natalie. Una vita, quella di Lee – ovvero Natalie – che ha l’andatura delle montagne russe, piena di salite, discese, capovolgimenti vorticosi, che sprigiona adrenalina a gogo, pericolosa per i deboli di cuore. Non per Lee, che ha invece un cuore grande quanto una casa e forte come l’acciaio. Un cuore in cardiofitness quello di Lee, esattamente come quello di Liam, l’unico uomo degno di starle accanto.

Ho amato tutto di Conviction, dal dolore inferto ai personaggi ai sentimenti sviscerati, dalle discussioni accese ai momenti d’intimità tra due amanti che proprio non sanno resistersi. Anche Aaron, per cui non ho mai nutrito simpatia, mi ha emozionato, seppur negativamente, con la sua codardia e facciatosta. Del resto, se non fosse lo schifo d’uomo che è, non si apprezzerebbero uomini con la U maiuscola come Liam.

Corinne Michaels mi ha proprio convinto, con la sua scrittura fluida ed emozionante, e con questo intreccio da cardiopalmo. Mi ha completamente rapito, nonostante le inverosimili scene stile Pearl Harbour – the movie – e le americanate varie. Perché è quello che a volte vorremmo accadessero, veramente, per illuminare storie grigie con le luci della ribalta.

Mi auguro di leggere presto altre storie di Corinne Michaels, è che Leggereditore ne acquisti i diritti.

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xoxo Marylla

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