Una deliziosa pasticceria a Parigi segna l’esordio di Laura Madeleine. Un esordio letterario degno di nota, a spasso tra note emozionanti nel tempo.

img_3071SINOSSI

Una famosa pasticceria. Uno scandalo senza precedenti.
Un grande amore che ha superato ogni barriera.
Parigi, 1909. In una stradina appartata c’è un luogo dove, a ogni ora, il profumo che si sente nell’aria è quello di zucchero a velo e crema pasticcera. La Pâtisserie Clermont è la più elegante della città, famosa per le vetrine colorate di macarons e per la gentilezza di Jeanne, la figlia del proprietario. Eppure Jeanne, dietro le apparenze di ragazza tranquilla e sorridente, ha un segreto. Un amore proibito che non può confessare a nessuno. Quando ha visto per la prima volta Guillaume du Frère, un ragazzo di Bordeaux arrivato in città per guadagnarsi da vivere come ferroviere, è stato per caso. Da allora i due non si sono più staccati, pur sapendo di non avere alcun futuro. Fino a che un terribile tradimento ha svelato a tutti il loro amore, e li ha separati, forse per sempre.
Ai giorni nostri, Petra è una studentessa di storia a Cambridge, che sta studiando la vita di suo nonno, un importante storico, e si imbatte in una strana lettera a sua firma. Datata 1910, la lettera è indirizzata a un certo G. Du Frère, e chiede una cosa sola: perdono. Petra scoprirà così la storia di Jeanne e Guillaume, e la parte che vi ebbe suo nonno, gettando luce su quello che avvenne davvero.
E lo farà andando a Parigi, innamorandosi a sua volta, e parteggiando sempre per quei due amanti del secolo scorso che volevano solo vivere la loro vita insieme.

RECENSIONE

C’erano mille rumori: clangore di cucchiai, gorgoglio di liquidi travasati, il sobbollire basso e untuoso che veniva dai fornelli. Una vampata di calore lo investì con un ruggito quando qualcuno aprì lo sportello di un forno. Ne uscì un profumo fragrante di dolci.
Gui aveva l’acquolina in bocca mentre si muoveva incespicando e cercando di non perdersi niente di quello che vedeva attorno a sé. Sopra i banconi da lavoro si allineavano ripiani di mogano carichi di vasi e bottiglie di vetro, che sembravano usciti da un racconto di fate. C’erano rose intere, in piena fioritura, affogate nel miele; zucchero tinto di viola e costellato di fiori di lavanda, minuscoli barattoli di filamenti cremisi, ciliegie e pesche che galleggiavano nello sciroppo come se fossero cadute lì direttamente dall’albero. Profumi sontuosi lo avvolgevano. Burro gli riferì il suo naso, panna, noci, brandy, cioccolato…

L’atmosfera di “Una deliziosa pasticceria a Parigi” mi riporta, nei flashback del 1910, all’atmosfera lillipuziana del celeberrimo film Chocolat, con Johnny Deep e Juliette Binoche. Un’atmosfera dunque, deliziosa come la scioglievolezza del cioccolato, colorata come i macarons, ma misteriosa come la sorpresa di un uovo pasquale al sapore fondente. Si perché questo romanzo rosa si tinge di giallo, in passato come al presente del 1988, anno in cui Petra, una studentessa di storia a Cambridge, si imbatte in una lettera “strana” a firma di suo nonno, importante storico racchiuso oramai soltanto nelle pagine ingiallite degli annali volumi universitari della cittadina inglese. Almeno per gli allievi del King’s College.

Non per Petra, i cui ricordi dolci e fervidi sono rimasti intatti come una fotografia bellissima. Ricorda ancora, infatti, la ricetta segreta del nonno per consolare i suoi lacrimoni, “Chocolat chaud. Vera cioccolata calda, proprio come la fanno a Parigi…” Riesce ancora a percepirne l’odore inconfondibile, è quel gusto intenso; ma soprattutto le torna alla mente il fatto che come sapeva consigliarla, consolarla, coccolarla suo nonno, nessuno mai. Come poteva dunque, quest’amorevole uomo, fare qualcosa di così spregevole come insinuato dallo storiografo del momento Simon Hall, biografo del King’s College? Come era possibile che nonno Jim, suo parente affettuoso e giocherellone con cui passavano le serate a bere del whisky invecchiato giocando a jin rummy, fosse capace di simili misfatti di cui veniva accusato? Tuttavia molti indizi sembravano incolparlo. E poi una lettera, anzi “La lettera” che diceva una parola soltanto:”Perdonami.”

Petra deve sapere la verità, e per scoprirla non può che recarsi a Parigi alla Pâtisserie Clermont de Paris, dove tutto pare abbia avuto inizio.
Che verità scoprirà la nostra eroina? Leggete questo meraviglioso romanzo e lo saprete.

Un romanzo che ho apprezzato tantissimo per il linguaggio fluido e scorrevole, per quest’alternanza lessicale tra presente e passato, per l’alone di mistero che aleggia morbido su tutta o quasi la narrazione, per le vicende che si mescolano e poi ritrovano il loro posto nel mondo, una volta che tutte le pedine sono state collocate nel luogo perfetto. Per le storie d’amore sussurrate, per le passeggiate tra i vicoli Parigini e per le aule universitarie, per i profumi immaginati e i sapori deliziosi, per ogni piccolo particolare che fa di questo esordio letterario, un vero e proprio piccolo capolavoro cartaceo. Laura Madeilene ha il dono della scrittura, non c’è altro da aggiungere. Complimenti a Piemme per averla scelta, per la meravigliosa copertina e soprattutto per la traduzione impeccabile di Laura Prandino.

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xoxo Marylla

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