Riccardo Bruni torna il 19 novembre con le indagini dell’Avvocato Berni: “Di questo e altri mondi”.

Devo dire che questo è il secondo volume della serie ‘I casi dell’Avvocato Berni’ ma, io l’ho scoperto solo a fine lettura e non ho avvertito alcuna mancanza nel comprendere la storia pur non avendo letto il primo libro, Di questo e altri mondi si legge benissimo anche senza aver conosciuto le prime avventure di questo avvocato sopra le righe.

Titolo: Di questo e altri mondi.
Autore: Riccardo Bruni
Genere: Giallo-Thriller
Editore: Amazon Publishing
Link d’acquisto:  Amazon

Trama:

L’Avvocato Leo Berni si trova tra le mani un caso che nemmeno è andato lui a cercare, la storia di una sedicenne il cui decesso è stato in fretta valutato come suicidio e l’indagine chiusa molto in fretta. Ma, la giovane Arianna faceva parte di una scuola e di un collegio esclusivi che più che elitari da subito sembrano misteriosi. La madre della ragazza si rivolge a un avvocato per tentare di far riaprire il caso e questi la indirizza all’Avvocato Berni. “Perché?” verrebbe subito da chiedersi.

Berni non ha uno studio vero e proprio, non ha certo una clientela d’élite, non veste abiti griffati, non si occupa di casi importanti, conduce una vita sregolata e annovera amicizie più che curiose, eppure si rivelerà la fortuna per questo caso e chi ha proposto lui probabilmente, pur bistrattandolo un po’, lo conosce molto bene e sa che potrà cavare qualcosa di buono. Solo Leo Berni può riuscire a interpretare i racconti lasciati da Arianna per ritrovare il bandolo della matassa.

Recensione:

La prima cosa che colpisce di “Di questo e altri mondi” è lintrecciarsi di più mondi, non solo nella narrazione di una storia che apparirà più chiara solo con il proseguire dei capitoli, tra personaggi della ‘Toscana bene’ e classi più comuni, ma proprio nell’abilità di sovrapporre più piani alla storia di fondo. Tutta la narrazione è accompagnata dalla musiche che il protagonista utilizza per vivere i momenti a casa. Ci sono i piani fantastici sia proposti dall’avvocato che presenta molti richiami ai giochi di ruolo (Dungeons & Dragons in primis) sia al mondo di ‘Alice nel paese delle meraviglie’ per citarne un altro. Ci sono gli amici dell’Avvocato che già di per sé sono degni di un romanzo (ognuno con la sua specifica classe da GDR) e poi ci sono le ‘Cronache dai Regni’ lasciate da Arianna che riesce a mettere in racconto una realtà dura da vedere e da sopportare ma, forse più facile da assimilare se la si trasporta in gioco di ruolo.

In questo labirinto di intrecci, in questa sovrapposizione, c’è lui, lAvvocato Leo Berni, che fa venire voglia di conoscerlo per chiedergli se è vero così come appare. Ha una figlia il dottor Berni ma, di lei la storia non ci dice molto. Ha una cara amica che per ora è solo quello… o forse qualcosa in più. Lei è giornalista e la sua professione ben si sposa anche con le indagini. Il protagonista sembra perdersi ogni tanto, viaggia con la mente, con i ricordi, con la pipa, ma ha l’umiltà di riprendere il suo lavoro, di ascoltare, quando è il caso, i consigli degli amici e dell’Avvocato Achille La Ferla. Di andare oltre i limiti per arrivare a un risultato utile, per dipanare ogni mistero.

Cercavo altro, laggiù. E invece ho trovato
i Regni Perduti di Erielin.
Un mondo dentro un mondo dentro
un altro mondo.

Per ritrovare Arianna, per capire la sua fine, Leo Berni deve entrare nel suo mondo. Mi piace il suo modo di avvicinarsi al caso con empatia, a volte serve la precisione, altre volte senza empatia non si ottiene nulla. Trovare il senso e l’equilibrio di tutti gli elementi è indispensabile per capire il caso, anche quando si deve andare contro i poteri forti e il nostro protagonista con chi si fa forte di soldi e potere non smette di fare i conti. L’autoironia, una sorta di malinconia unita all’umiltà, sono caratteristiche d’altri tempi. Berni non cerca la vittoria del caso per la sua gloria. Anzi, la cerca forse per far pace con se stesso, per dare voce a chi ha subito un’ingiustizia.

C’è qualche passaggio del libro che personalmente non ho amato troppo. I richiami fantasy sono davvero tanti e specie avvicinandosi al finale avrei preferito ‘meno viaggi’ e un focus più puntato sulle sensazioni di chi si trova al banco degli imputati. Non ho amato un vizio del nostro protagonista che usa la pipa per viaggiare nell’inconscio e per raggiungere l’ispirazione per le sue indagini. Sul personaggio non stona affatto ma, il rischio di passare un messaggio per me sbagliato non mi convince.

Di questo e di altri mondi ha una buona componente psicologica.

C’è un pensiero di fondo nel libro di Riccardo Bruni che è avvalorato dalla psicologia moderna e antica, utilizzare il gioco di ruolo, la narrazione fantasy, non sono  modi per fuggire dalla realtà ma, ‘una ricerca di senso della realtà […] il tentativo di spiegarla, la realtà, attraverso l’arte e la finzione’. Lo stesso avvocato arriva a ritrovare se stesso pur consapevole che le sue divagazioni sono il meglio di sé e difficilmente cambieranno anche con questo che sembra un ottimo passo per riprendere con più entusiasmo la sua professione.

Leggere questo libro mi ha fatto venire voglia di leggere il volume 1 e di attendere i prossimi casi dell’Avvocato Berni.

Marika Nebbiolo

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