Care trattine, oggi vi parlerò di “Maria accanto”un romanzo uscito per Fandango libri, lo scorso 18 maggio. Grazie a Francesca Rodella ho avuto l’occasione di leggerlo in anteprima e di poter intervistare il suo autore.

SINOSSI

Immaginate una commedia romantica senza love story. Prendete la Santa Vergine Maria e trattatela come una di noi: jeans di H&M e scarpe da ginnastica. Poi lasciatevi stupire. Elisabetta, detta Betty, è una ragazza di venticinque anni senza particolari pretese né ambizioni. È di Milano, vive con la madre nel quartiere di Lambrate e fa la segretaria in uno studio dentistico con un contratto a tempo indeterminato, una vera fortuna se paragonata alle situazioni precarie in cui versano Vero, la sua migliore amica, e Luchino, il suo più stretto confidente. Si divide fra lavoro, fidanzato e serate in compagnia. Una normalità rasserenante. Ma una sera, dopo piccoli avvertimenti a cui non dà peso, le appare Maria, la Madonna, proprio in camera sua. È un’apparizione esclusiva, a carattere privato. Nessun segreto da rivelare, nessuna profezia di catastrofi imminenti. Maria ha bisogno di un’amica. Di una persona semplice, quasi banale, da frequentare e con la quale condividere esperienze quotidiane. Vuole essere una ragazza qualsiasi, ciò che non è potuta mai essere.

RECENSIONE

Maria accanto” non è uno di quei romanzi che non dimentichi facilmente. E’, al contrario, uno di quei libri che restano impressi nella memoria, capace di smuovere pensieri ammuffiti nella soffitta del nostro grigio intelletto.

E’ una storia molto originale quella che Matteo B. Bianchi racconta con un fluire placido e allo stesso tempo impetuoso. Una vicenda quella di Maria e Betty davvero coinvolgente sopra ogni riga di pensiero. Ma voi ve la immaginate la Madonna coi jeans skinny, le converse e le t-shirt di H&M che cammina per le strade di Milano con una comune mortale? La vedete mentre danza il sabato sera, mentre chatta su facebook o posta su istagram? E riuscite a pensare che è lei, Maria, a voler essere presa per mano da Betty, desiderosa di apprendere da una generazione 2.0?

E’ difficile calarsi nei panni di Betty e non sentirsi in soggezione dinanzi ad una entità superiore che si spoglia della sua santità e si veste da amica. E’ difficile resistere dal chiedere consigli, grazie, favori e i misteri della scienza. E’ difficile starle accanto e parlarle, quando nessun altro la può vedere.

Ad ogni modo la conoscenza di Maria produrrà quel cambiamento nella vita di Betty che molti forse attendono una vita intera: la consapevolezza di essere se stessi e di sapere esattamente cosa si vuole.

Maria accanto, non è solamente la storia di Maria e Betty, ma è anche un ritratto veritiero dei tempi che viviamo, delle problematiche politiche e strutturali, del senso della precarietà economica e sentimentale in cui imperversano i nostri tempi. E’ un focus sui rapporti familiari, generazionali, e sentimentali, illustrato con dovizia di particolari e precisazioni naturali, senza mai giudicare o condannare le azioni e le debolezze umane.

E’ dunque questa una storia che si legge piacevolmente e velocemente. Una storia differente che fa la differenza. Leggetela.

Benvenuto su Trattorosa Matteo B. Bianchi….Cominciamo subito con le domande:

1) Ogni libro che si rispetti ha una sua musa. Qual è stata quella di “Maria accanto”?
Più che una musa è stata una circostanza. Mi trovavo a un festival cinematografico con un amico regista, un nostro cortometraggio era stato selezionato in concorso, e una mattina lui mi ha chiesto di pensare al soggetto del corto successivo. L’unica indicazione che mi ha fornito è stata che avrebbe voluto raccontare la storia di una ragazza semplice, qualsiasi. E a me d’istinto è venuta questa idea: che alla ragazza qualsiasi succedesse qualcosa di straordinario. Che le apparisse la Madonna. Per un po’ abbiano lavorato a questa ipotesi poi ho capito che la storia che avevo in mente era troppo complessa per essere racchiusa in pochi minuti. Così l’ho trasformata in un romanzo.

2) Dal mantello e aurea celeste, ai jeans skinny e converse. Maria scrive su Facebook, e va alle feste. Crede che se fosse nata in questi tempi sarebbe diventata una istagram influncer?
Non credo. La Madonna non è mai stata una predicatrice, non cercava seguaci. Quello era il compito del Messia. C’è un romanzo molto divertente, intitolato “A volte ritorno” dello scrittore inglese John Niven, nel quale si ipotizza che Gesù torni sulla terra e per comunicare col pubblico più ampio possibile partecipi a un talent musicale in TV.
La Maria del mio romanzo invece è una presenza discreta e privatissima, solo Betty la può vedere. Non può e non vuole interferire nelle vicende terrene. Vuole osservare e basta. Il che non le impedisce di divertirsi seguendo Betty in giro.

3) Siamo abituati a vedere umani che chiedono aiuto alle divinità. Cosa l’ha fatto propendere per la prospettiva inversa?
Mi piaceva l’idea di una Madonna curiosa dell’umanità, ma non nei suoi aspetti più profondi (Maria è stata una donna terrena, conosce l’animo umano), ma in quelli più evanescenti e mutevoli: cosa fanno le ragazze di oggi? Come si divertono? Che musica ascoltano? Aveva bisogno di qualcuno che glieli spiegasse e questi dialoghi credo che siano i più divertenti del romanzo. Tipo quando Betty cerca di spiegarle la moda femminile attuale portandola in un negozio.

4) Come un cicerone, Betty ci ha portato a spasso per Milano, facendoci passeggiare per angoli di paradiso sconosciuti ai più. Perché Milano e non Roma ad esempio?
Perché in questo momento Milano è bellissima e sta vivendo un momento di grande vivacità, culturale e urbano. È cambiata in modo tangibile. Penso alla Darsena e a tutti i suoi nuovi locali, al Naviglio tornato navigabile, al nuovo quartiere futuristico intorno a piazza Gae Aulenti. C’è molta vivacità e voglia di fare. Roma al contrario sta attraversando un periodo di crisi profonda, politica e gestionale, che purtroppo dura ormai da qualche anno. Tutti i miei amici romani sembrano esasperati della situazione.

5) Nel romanzo vengono scandagliate varie sfaccettature dei giovani d’oggi, accostate alle facce curiose di Maria…cosa secondo lei Maria ci direbbe di cambiare?
Niente. Maria osserva, non giudica.

6) Volendola conoscere un po’ più da vicino…Lei ha pubblicato parecchi romanzi, specie per Baldini&Castoldi. Quale secondo lei è il suo romanzo che tutti dovrebbero leggere?
Posta in questi termini la domanda mi fa sorridere. Non credo ci sia nessun mio libro che tutti dovrebbero leggere. Non mi sento tanto fondamentale.  Diciamo che a chi volesse conoscermi consiglierei “Generations of love”, che è il resoconto autobiografico della mia adolescenza. Capirebbe almeno chi sono io. Il libro fra l’altro ha avuto la fortuna di diventare un piccolo cult e dal 1999 (anno della sua prima uscita) a oggi è stato continuamente ristampato. L’anno scorso ne ho pubblicato una nuova edizione, sempre con Fandango, intitolata “Generations of love – Extensions” che contiene quasi un centinaio di pagine inedite in più.

7) Oltre che scrittore, lei ha lavorato come editor presso diverse case editrici e cura una rivista on line di narrativa per esordienti (“ ‘tina”). Che opinione ha del self-publishing?
Mmmm… Domanda complessa. Da sempre sono un sostenitore dell’autoproduzione, sin da tempi nei quali era piuttosto impegnativo farla. La mia rivista ‘tina è nata in forma di fanzine fotocopiata e rilegata a mano, quindi ne sono un promotore da tempi non sospetti.
Credo che il self-publishing sia uno strumento interessante e innovativo, ma che vada usato con molta cura. Troppa gente scrive qualcosa e lo butta subito on line. I tempi dell’editoria tradizionale sono lunghissimi ma comportano un grande lavoro dietro: revisioni, riscritture, correzioni di bozze… Penso che sia importante anche per chi si autoproduce curare questi aspetti: avere una buona grafica di copertina, cercare di non avere refusi nel testo, impegnarsi nell’essere il più professionale possibile.

8) Ultima domanda: cosa vorrebbero che le chiedessero in un’intervista è che non le hanno mai chiesto? Se vuole può anche rispondere.
Mi hanno chiesto un sacco di cose, non mi sembra che niente di fondamentale sia rimasto fuori.
Una cosa che trovo un po’ ridicola (e a volte assurda) è quando nelle interviste attribuiscono a me le opinioni dei miei personaggi. In un romanzo avevo raccontato di una scrittrice che odiava fare le presentare in libreria e ogni volta che partecipavo a un incontro l’intervistatore mi chiedeva perché detestassi fare le presentazioni. Ma io amo farle, era un mio personaggio inventato che le odiava! Credo che questo fraintendimento fosse anche legato al fatto che prima avessi scritto due romanzi autobiografici. Diciamo che con “Maria accanto”, che ha per protagoniste la Madonna e una ragazza ventenne, non dovrei più correre il rischio di essere scambiato per un personaggio di un mio libro.

Grazie per la disponibilità e per aver accettato la nostra intervista.

xoxo Marylla

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