Breve, ma intenso è la prima cosa che ho pensato di “Elevation”, il nuovo romanzo di Stephen King.


Titolo: 
Elevation
Autore: Stephen King.
Genere:  Narrativa
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 19 Febbraio 2019
Link d’acquisto:  Amazon.

Trama: 

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo.

Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano. In questo racconto, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

Recensione:

Il King ha finalmente sfornato un nuovo libro. Un capolavoro? Probabilmente no. Non il migliore dei suoi libri, non il più coinvolgente, ansiogeno o curioso, ma comunque un buon libro. “Elevation” infatti non è un horror,  nemmeno un thriller, ma a modo suo riesce a catturare il lettore fin dalle prime pagine. Perché ammettiamolo, il Re è bravo in questo. Riesce a rapirti totalmente con le sue storie incredibili, con le sue idee e le sue parole. Il romanzo è ben scritto, come sempre, probabilmente ben ragionato e studiato a pennello per tenere il lettore incollato alle poche pagine. A differenza dei libri di King che siamo abituati a vedere e leggere, questo è davvero piccolo. Meno di duecento pagine: una novella. In così poco l’autore ha provato a racchiudere il suo mondo e quello esterno della piccola Castel Rock, luogo che ormai conosciamo bene.

Durante la lettura breve, ma intensa, cercheremo di capire cosa succede e cercheremo di dare una soluzione al problema che affligge il nostro protagonista: Scott Carey. Il dilemma riguarda una progressiva perdita di peso. Pur mangiando continua a dimagrire, senza perdere la sua muscolatura.  Il nostro protagonista, così come i pochi amici che chiama a rapporto, non riescono a trovare una soluzione per la sua condizione e lui stesso supera una serie di fasi prima di giungere all’accettazione.

Aveva paura – sarebbe stato stupido il
contrario – ma 
era anche curioso. E qualcos’altro.
Felice? Era questo? Forse era una follia, però
si, felice era l’aggettivo giusto. Una cosa era
certa: aveva la sensazione di essere
stato scelto dal destino.

Durante la lettura, immersi nel mondo di “Elevation”, troviamo diversi elementi politici e temi sociali che ormai vengono trattati in moltissimi libri, film o serie tv. La società dovrebbe ormai aver raggiunto un equilibrio e accettare certe scelte o dinamiche. Parlare di omosessualità dovrebbe essere normale, non dovrebbe essere visto ancora come un evento fuori dal comune, uno sbaglio o qualcosa di innaturale. King affronta l’argomento in questa novella e racconta come i pregiudizi della gente possano condizionare le scelte e possa sfalsare la visione di un insieme. Non lo fa solo con l’omosessualità perché i pregiudizi ai giorni d’oggi non si racchiudono solo su questo argomento, ma variano e spaziano fino all’inverosimile spingendo l’uomo a denigrare qualsiasi cosa sia diversa dai canoni scelti secondo chissà quali leggi. Non esiste il giusto e sbagliato, ma esistono solo gli individui e ognuno è diverso da un altro. King prova a farcelo capire, anche con le poche pagine che si susseguono veloci.

Una pecca sta nei personaggi. Probabilmente a causa delle poche pagine che abbiamo a disposizione per conoscerli,  ma non spiccano molto e non sono nemmeno troppo caratterizzati. Di loro non sappiamo molto. Pochi elementi del passato e altrettanto pochi del presente e di un ipotetico futuro. Sono lì per uno scopo, e probabilmente non sono stati pensati per nient’altro.  Mi sarebbe piaciuto sapere e conoscere di più su di loro, forse perché è mia abitudine immedesimarmi in un personaggio e affezionarmi a lui tramite la sua storia, e per quanto Scott sia un uomo buono, non ho sentito nessun legame crearsi con lui. Anche se, sicuramente, ho vissuto con lui le sue emozioni, le sue ansie, le sue preoccupazioni, i suoi dubbi e alla fine anche la sua rassegnazione.

Fino a non molto tempo prima aveva
evitato la bilancia perché gli diceva sempre
che pesava troppo, ora se ne teneva alla
larga per la ragione opposta.

In conclusione, “Elevation” non è forse il libro che ti salta in mente quando parli di Stephen King, ma è un libro bello. Un libro in grado di trasmetterti diversi emozioni e sentimenti positivi, come l’empatia. Non appena giungerai all’ultima pagina resterai con lo sguardo perso nel vuoto a riflettere sul vero messaggio che King ci ha voluto lasciare. A me, di sicuro, ha lasciato qualcosa.

Linda.

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