“Falsi principi azzurri” è un breve manuale che ci aiuta a riconoscere, nella vita di tutti i giorni, le più diffuse tipologie di uomini con cui tutte le donne prima o poi si sono scontrate, nella tortuosa strada alla ricerca del vero amore…

SINOSSI

Scoprire che l’uomo che ti fa la corte è un Uomo Sposato? Piangere perché l’idilliaco Principe Azzurro in realtà è un banale Copulatore Coatto? Sentirsi romantiche come Meg Ryan in “C’è posta per te” e scoprire che dall’altra parte c’è un Masturbatore da Tastiera? “Falsi principi azzurri” è un manuale per riconoscere quegli uomini che tutte le donne hanno incontrato nella loro vita e da cui adesso scapperanno il più velocemente possibile…

RECENSIONE

“Falsi principi azzurri” è un breve manuale che ci aiuta a distinguere tra principi azzurri e principi marroni. Un esilarante e quantomai veritiero quadro delle torbide situazioni in cui ci andiamo ad infilare noi donne.

Trattine mie tutte, è doveroso dirvi quanto ho riso: più di quelle risate che partono puntualmente alle battute divertenti delle sit-com americane. È davvero superba l’autrice, sia nella stesura delle tipologie marroni in cui ci imbattiamo, sia nelle metafore e nelle similitudini che adopera, mostrando una cultura poliedrica e cinefila. E soprattutto Lucia Bonelli è meravigliosa nelle associazioni del singolo genere maschile da lei individuato e le canzoni e i film che gli rimandano a quel typos. Si perché ogni singolo principe marrone, da cui, dice la Bonelli bisogna rigorosamente scappare, ha una sua carta d’identità.  Vi faccio un esempio?!? Eccolo:

CARTA D’IDENTITÀ DEL COPULATORE

Età identificativa: 18-100 anni Canzone di riferimento: Je t’aime… Moi non plus Film di riferimento: 9 settimane e 1/2 Approccio consigliato: Non godete neanche di un sospiro perché altrimenti diventa dipendenza. Scappate. Invito tipo: Ho bisogno di vederti cinque minuti. Chiacchierata in macchina. SMS tipo: Stanotte sogno strano. Passo stasera. Frase caratteristica: Se nonostante le altre torno sempre da te vuol dire qualcosa, no?

L’avete riconosciuto fra tutti quei tipi sghembi che avete frequentato? Sapeste quanti altri ne cita, Lucia Bonelli. E lo fa con una leggerezza e una poesia ironica che non potete perdere!

Certamente, pur leggendolo non saremo salve completamente dal frequentare i soggetti indicati nel manuale, per due ordini di ragione:

1) la prima è che non è facile individuarli….dice la Bonelli:

Le donne si accontentano di un principe marrone convinte che, reincarnandosi in una forma umana dell’antica coloreria italiana, riusciranno a far passare per azzurro-cielo, il marrone terriccio che hanno fra le mani.. La donna si illude di essere colei che crescerà i figli dell’uomo che l’ha scelta, ed è pronta ad appendere al chiodo la giarrettiera presa ai saldi e a sfilarsi le unghie ricostruite, per poi rendersi conto che l’uomo con i calzini bianchi (indumento tenuto nascosto per tutto il periodo del fidanzamento) in realtà è il figlio naturale di Fantozzi e Banderas: stessa canottiera davanti alla televisione, stesse conversazioni profonde con le galline del Mulino di turno. 

2) la seconda è che fin quando alberga in noi lo spirito della crocerossina, e non cambieremo la frase da “Lo cambierò” a “Io non sono una crocerossina e questa non è una guerra” non abbiamo speranza alcuna di riconoscere l’azzurro.

Complimenti a Lucia Bonelli, che ho scoperto, con mio grande piacere essere una ghostwriter. Spero di leggere ancora di lei, perché letteralmente adoro il suo modo di raccontare. Do 5 stelline a questa autrice (perché di più non si può), sperando che il bacio accademico del principe azzurro l’abbia già avuto!

xoxo Marylla

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